| Quella dei Cavalieri
Ospitalieri o Ospedalieri, nati come Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di
San Giovanni di Gerusalemme, quindi conosciuti come Cavalieri di Rodi e in
seguito come Cavalieri di Malta, fu una tradizione che iniziò come ordine
ospedaliero benedettino intorno alla prima metà dell'XI secolo a
Gerusalemme, e divenne, in seguito alla Prima Crociata, un ordine religioso
cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto a cui fu affidata la
cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra Santa.
Cavalieri Ospitalieri

Cavalieri Ospitalieri
(Gran Maestro)

Cavalieri Ospitalieri
(Miniatura)







Cavalieri Ospitalieri - Balestriere con picchiere
(Miniatura)

Cavalieri Ospitalieri con stendardo
(Miniatura)


Cavalieri Ospitalieri - Monaco
(Miniatura)

Cavalieri Ospitalieri - Sergente
(Miniatura)

Cavalieri Ospitalieri
(Elmi)



Cuffia
Cavalieri Ospitalieri
(Elmi e cotta di maglia)

Cavalieri Ospitalieri
(Tunica)
Cavalieri Ospitalieri
(Scudo)
Spada
In seguito alla perdita dei territori
cristiani in Terra Santa, l'Ordine si rifugiò a Rodi, su cui estese la
propria sovranità, e successivamente a Malta con lo stato di vassallo del re
di Sicilia.
Sicilia - Cartina (Antica illustrazione)

Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Cellarius)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Cellarius)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Gerard Mercator)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Joan Janssonius)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Jodocus Jr. Hondius)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di M. Quad)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Piri Reis)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di S. Walker)
Sicilia
- Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)
Sicilia (Veduta dal satellite)

Sicilia
(Stemma)
Sicilia (Bandiera)

L'ordine medievale giunse ad un termine a seguito della sua
espulsione da Malta da parte di Napoleone. Il Sovrano Militare Ordine di
Malta (SMOM) costituì il principale successore di questa tradizione. Oggi il
SMOM è presente in oltre 110 paesi e ha abbandonato l'impegno militare e
realizza iniziative a carattere benefico ed assistenziale. Nel 600 all'abate
Probus fu commissionata da Papa Gregorio I (Magno) la costruzione di un
ospedale a Gerusalemme per avere cura dei pellegrini cristiani in Terra
Santa.
Gregorio
I
Gregorio
I detta i canti Gregoriani
Gregorio
I (Icona)
Gregorio
I (Illustrazione di Antonello da Messina)
Gregorio
I (Illustrazione di Francesco di Zurbaran)
Gregorio
I (Galleria Nazionale d'Arte Antica - Roma - Italia)
Gregorio
I (Galleria Nazionale dell'Arte - Praga - Repubblica Ceca)
Gregorio
I (Manoscritto - Collegio Corpus Christi - Cambridge - Inghilterra)
Gregorio
I con San Benedetto da Norcia e Giovanni il Battista (Illustrazione di
Andrea Mantegna)
Gregorio
I con Vergine con Bambino, Giovanni il Battista, San Benedetto da Norcia e
San Girolamo (Illustrazione di Andrea Mantegna)
Gregorio
I (Lettera a San Leandro vescovo di Siviglia - Manoscritto XII secolo -
Biblioteca Municipale - Digione - Francia)
Gregorio
I (Tomba - Basilica di San Pietro - Città del Vaticano)
Cavalieri
Ospitalieri a Gerusalemme
Nel IX secolo Carlo Magno, imperatore del
Sacro Romano Impero, ingrandì l'ostello di Probus e vi aggiunse una
biblioteca.
Sacro Romano Impero (Stemma)
Bandiera
Circa due secoli dopo, nel 1005, l'Imam fatimide al-Hakim
distrusse l'ostello assieme con altri tremila edifici. Fece portare ai
cristiani, appese al collo, delle croci di legno, lunghe circa un metro e
larghe mezzo. Malgrado ai cristiani non fosse permesso di acquistare
schiavi, maschi o femmine, e godessero di pochi privilegi, ad essi fu
concesso di usare i cavalli a condizione che essi cavalcassero con la sella
di legno e finimenti disadorni. Nel 1023 dei mercanti da Amalfi e Salerno
ebbero il permesso dall'Imam fatimide d'Egitto al-Zahir (reg. 1021-1036) di
ricostruire l'ospizio a Gerusalemme.
Gerusalemme (Stemma)

Bandiera
Amalfi
(Antica illustrazione)
Amalfi
(Cartolina)
Amalfi (Stemma)
 Salerno (Antica
illustrazione)

Salerno
(Illustrazione di A. Rouargue)
Salerno (Stemma)

Egitto (Cartina)

Egitto (Cartina - Antica
illustrazione)

Egitto (Cartina
- Illustrazione di Johann Baptist Homann)
Egitto (Cartina
- Illustrazione di Nicolas Sanson)
Egitto (Cartina
- Illustrazione di Thomas Starling)
Egitto (Veduta dal
satellite)

Egitto (Stemma)

Egitto (Bandiera)

L'ospizio, che fu edificato sul luogo
del monastero di San Giovanni Battista, serviva i pellegrini cristiani che
viaggiavano per visitare i paesi e i luoghi dove Gesù era nato, vissuto e
morto. Questa struttura fu servita da monaci benedettini. L'Ordine
Ospitaliero fu fondato in seguito alla Prima Crociata dal Beato Gerardo
Tenque,
ritenuto da alcuni amalfitano da altri francese, il cui ruolo di fondatore
fu confermato da una bolla papale di papa Pasquale II nel 1113.
Gerardo
Tenque (Fondatore dei Cavalieri Ospitalieri)
Gerardo
Tenque (Fondatore dei Cavalieri Ospitalieri)
Gerardo
Tenque (Statua)
Stemma
di Gerardo Tenque
Gerardo
Tenque acquisì terre e rendite per il suo Ordine Ospitaliero per tutto il Regno di
Gerusalemme e dintorni. Il suo successore Raimondo di Puy di Provenza
istituì il primo ospizio dei Cavalieri Ospitalieri nei pressi della Chiesa
del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il gruppo inizialmente si prese cura solo
dei pellegrini giunti a Gerusalemme, ma presto i Cavalieri Ospitalieri
estesero i loro servizi alla scorta armata ai pellegrini. La scorta in breve
crebbe fino a diventare una sostanziosa forza armata. Assieme con i
Cavalieri Templari, formatisi poco dopo nel 1119, i Cavalieri Ospitalieri
divennero uno dei più potenti gruppi cristiani nell'area. L'Ordine
Ospitaliero cominciò a distinguersi in battaglia contro i musulmani e i suoi
soldati indossando
una sopravveste nera con una croce bianca. Dalla metà del XII secolo
l'Ordine Ospitaliero fu nettamente diviso tra membri militari e coloro che prestavano
assistenza ai malati. Fu ancora un ordine religioso e godeva di privilegi
funzionali concessi dal papato, tra i quali l'indipendenza da ogni autorità
che non fosse quella del papa stesso, l'esenzione dai tributi e la
concessione di edifici religiosi.
Molte delle fortificazioni più importanti in Terra Santa furono opera dei
Cavalieri Templari o dei Cavalieri Ospitalieri: nel Regno di Gerusalemme i
Cavalieri Ospitalieri tenevano sette grandi forti e altri 140 possedimenti
nell'area. I due maggiori, le loro basi nel Regno e nel Principato di
Antiochia, furono il Krak des Chevaliers e Margat (Marqab), entrambi situati
nei pressi di Tripoli (oggi in Libano). In Europa una fortificazione si
trova a Consuegra (Toledo - Spagna). Le proprietà dell'ordine furono
divise in priorati, organizzati in baliati che, a loro volta erano suddivisi
in capitanerie.
Antiochia (Cartina)

Antiochia (Antica
illustrazione)

Antiochia
(Illustrazione di H. Warren)
Antiochia
(Illustrazione di J. D. Harding)
Antiochia
(Illustrazione di Louis Francois Cassas)
Antiochia
(Illustrazione di Louis Francois Cassas)
Antiochia
(Illustrazione di W. H. Bartlett)
Antiochia
(Illustrazione di W. H. Bartlett)
Antiochia
(Illustrazione di W. H. Bartlett)
Antiochia
(Palazzo Seleucus - Rovine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)
Antiochia
(Porta di ferro - Illustrazione di Louis Francois Cassas)
Antiochia
(Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)
Antiochia
(Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)
Antiochia (Mura
- Antica
illustrazione)
Antiochia


Antiochia (Chiesa di San
Pietro)

Antiochia
- Chiesa di San Pietro (Altare)
Antiochia
(Case) Antiochia
(Strada)
Antiochia (Rovine)

Antiochia (Porta
di ferro - Rovine)
Antiochia
(Rovine - Illustrazione di W. H. Bartlett)
Antiochia
(Cavaliere - Miniatura) Antiochia
(Cavaliere - Miniatura)
Antiochia
(Veduta aerea)
Krak des Chevaliers










Fossato
Fossato
Fossato
Fossato
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Interno
Sala
bagni
Sala
bagni
Scala
interna
Iscrizione
araba
Vasca
Entrata nella Grande Sala
dei Cavalieri

Mura esterne ed interne


Mura interne




Sala dei Cavalieri



Torre dei Re

Torre
Riccardo I Cuor di Leone
Torri depositi

Veduta interno

Veduta panoramica


Margat (Marqab)

Margat
(Antica illustrazione)
Margat
(Antica illustrazione)













Entrata

Interno


Torre
Interno
Feritoia
Cappella
Entrata
Affresco


Veduta dal Castello




Veduta aerea

Consuegra





Consuegra
(Entrata)
Consuegra
(Veduta dal castello)
Consuegra
(Interno)
Cavalieri di Cipro e Rodi
La forza crescente dell'Islam alla fine costrinse i Cavalieri Ospitalieri ad
abbandonare i loro possedimenti storici in Gerusalemme. Dopo la caduta del
regno di Gerusalemme (Gerusalemme stessa cadde nel 1187) i Cavalieri
Ospitalieri si trovarono confinati nella Contea di Tripoli e quando anche
Acri venne catturata, nel 1291, l'Ordine Ospitaliero cercò rifugio presso il
Regno di Cipro.
Tripoli (Cartina)
Tripoli (Antica illustrazione)
Tripoli
(Illustrazione di A. Rouargue)
Tripoli
(Illustrazione di W. H. Bartlett)
Acri (Cartina)

Illustrazione
di Rouargue Illustrazione
di Rouargue
Cavalieri
Ospitalieri nella battaglia di Beirut - 1197 (Illustrazione di Alexandre
Esse)
Cavalieri
Ospitalieri nella battaglia di Acri - 1291
Cipro (Cartina)
Antica
illustrazione
Cipro
Antica
illustrazione Illustrazione
di Daumerlang
Illustrazione
di J. D. Harding
Cipro (Stemma)
Cipro (Bandiera)
Trovandosi progressivamente coinvolti nella
politica di questo regno, il loro Gran Maestro Guglielmo di Villaret ideò un
piano per conquistare un proprio dominio temporale e scelse Rodi come nuova
patria dell'Ordine Ospitaliero. Fu il suo successore Folco di Villaret a
realizzare questo programma ed il 15 agosto 1309, dopo una campagna durata
due anni, l'isola di Rodi si arrese ai Cavalieri Ospitalieri, che ottennero
anche il controllo di diverse isole limitrofe e quello dei porti anatolici
di Bodrum e Castellorizon. L'ordine dei Cavalieri Templari fu sciolto nel
1312 e la gran parte delle sue proprietà vennero conferite ai Cavalieri
Ospitalieri. I possedimenti dei Cavalieri Templari furono organizzati in
otto Lingue (una ciascuna in Aragona, Auvergne, Castiglia, Inghilterra,
Francia, Germania, Italia e Provenza).
Aragona (Bandiera)
Inghilterra
(Cartina 1065)
Inghilterra
e Francia (Cartina al tempo di Enrico I)
Inghilterra
e Francia (Cartina 1152 - 1327)
Inghilterra
e Francia (Cartina X - XIV secolo)
Inghilterra - Cartina (Antica illustrazione)

Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di A. Stieler)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Alex Findlay)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Edward Stanford)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Frederic De Wit)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Henry Abraham Chatelain)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Hermann Moll)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di J. Rapkin)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di J. Walker)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di J. Walker)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Joannes Jansonnius)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Matthaus Merian)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Mercator)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Mercator)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Nicholas De Fer)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Nicolaas Visscher)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Nicolas Sanson)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Orr & Co.)
Inghilterra
- Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)
Inghilterra (Cartina)

Inghilterra
(Veduta dal satellite)
Inghilterra (Stemma)
Inghilterra (Bandiera)

Francia
(Cartina fine X secolo)
Francia
(Cartina fine X secolo)
Francia
(Cartina 1035)
Francia
(Cartina 1100-1223)
Francia
(Cartina 1154-1184)
Francia
(Cartina 1180-1189)
Francia
(Cartina 1180-1314)
Francia
(Cartina XIII secolo)
Francia
e Inghilterra (Cartina X-XIV secolo)
Francia - Cartina (Antica
illustrazione)
Francia
- Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)
Francia
- Cartina (Illustrazione di Cellarius)
Francia
- Cartina (Illustrazione di J. B. L. Charle)
Francia
- Cartina (Illustrazione di J. Tallis)
Francia
- Cartina (Illustrazione di JohannMaschenbauer e Elias Baeck)
Francia
- Cartina (Illustrazione di P. Cluver)
Francia
- Cartina (Illustrazione di R. de Vaugondy)
Francia
- Cartina (Illustrazione di Robert Morden)
Francia
- Cartina (Illustrazione di T. Jefferys)
Francia
- Cartina (Illustrazione di T. Stackhouse)
Francia
- Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)
Francia
(Veduta dal satellite)
Germania
- Migrazione e conquista dei popoli germanici (Cartina 150 - 1066)
Germania
ed Europa centrale (Cartina XII secolo)
Germania - Cartina (Antica illustrazione)
Germania
- Cartina (Illustrazione di Allain Mallet)
Germania
- Cartina (Illustrazione di Anon)
Germania
- Cartina (Illustrazione di C. Malte Brun)
Germania
- Cartina (Illustrazione di J. Cooke)
Germania
- Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)
Germania
- Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)
Germania
- Cartina (Illustrazione di Nicholas de Fer)
Germania
- Cartina (Illustrazione di P. Lapie)
Germania
- Cartina (Illustrazione di P. Lapie)
Germania
- Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)
Germania (Cartina)
Germania
(Veduta dal satellite)
Germania (Stemma)
Germania (Bandiera)
Italia
- Cartina (Antica illustrazione)
Italia
- Cartina (Illustrazione di A. Brue)
Italia
- Cartina (Illustrazione di C. Monin)
Italia
- Cartina (Illustrazione di G. de L. Lisle)
Italia
- Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Homanno)
Italia
- Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Homanno)
Italia
- Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Homanno)
Italia
- Cartina (Illustrazione di M. Quad)
Italia
- Cartina (Illustrazione di N. Sanson)
Italia
- Cartina (Illustrazione di R. Bonne)
Italia
- Cartina (Illustrazione di R. Seale)
Italia
- Cartina (Illustrazione di Rand Mc Nally)
Italia
- Cartina (Illustrazione di S. Dunn)
Italia
- Cartina (Illustrazione di T. Danckerts)
Italia
- Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)
Italia
- Cartina (Illustrazione di W. Guthrie)
Italia
- Cartina XI secolo
Italia
- Cartina anno 1000
Italia
- Cartina anno 1050
Italia (Cartina)
Italia
(Veduta dal satellite)
Il priore inglese all'epoca fu
Filippo Thame, che acquisì i possedimenti allocati alla lingua inglese tra
il 1330 ed il 1358. Una volta a Rodi, e ormai noti come i “Cavalieri di
Rodi”, essi furono obbligati a sviluppare soprattutto il lato militare della
propria attività, impegnandosi soprattutto contro i corsari berberi.
Rodi (Cartina - Antica
illustrazione)


Rodi
(Cartina - Illustrazione di Girolamo Porro)
Rodi
(Cartina - Illustrazione di Piri Reis)
Rodi (Cartina)
 Rodi
(Antica illustrazione)

Rodi
(Illustrazione di Gustave Dore)
Rodi
(Illustrazione di Henry de Beauvau)
Rodi
(Illustrazione di Simon Pinargenti)
Rodi
(Illustrazione di Terington)
Rodi
(Illustrazione di W. H. Bartlett)
Rodi
(Illustrazione di W. H. Bartlett)
Rodi
(Illustrazione di W. Turner)
Rodi
(Illustrazione di W. Turner)
Rodi
(Fortezza - Antica illustrazione)
Rodi
- Strada (Antica illustrazione)
Rodi
- Porto (Cartina illustrazione di Choiseul e Gouffier)
Rodi
(Porto - Antica cartina)
Rodi
- Porto (Illustrazione di W. H. Bartlett)
Rodi

Rodi (Castello)

Rodi (Castello - Entrata)

Rodi - Porto (Entrata)
Rodi
(Colonne del porto)
Rodi
(Costa)
Rodi (Veduta dal
satellite)

Cavalieri Ospitalieri
(Rodi - Monete)

I
Cavalieri Ospitalieri, nel corso del XV secolo, si opposero vittoriosamente
a due tentativi d'invasione: uno del 1444 ad opera del sultano mamelucco
d'Egitto, il secondo ad opera del sultano ottomano Maometto II nel 1480 che,
dopo la caduta di Costantinopoli, vedeva nei Cavalieri Ospitalieri uno dei
suoi nemici principali.
Costantinopoli - Cartina
(Antica illustrazione)

Costantinopoli
- Cartina - Antica illustrazione (British Museum - Londra - Inghilterra)
Costantinopoli
- Cartina (Illustrazione di Girolamo Porro)
Costantinopoli
- Cartina (Illustrazione di Henricus Martellus)
Costantinopoli
- Cartina (Illustrazione di Piri Reis)
Costantinopoli
- Canale (Cartina - Antica illustrazione)
Costantinopoli (Cartina)


Costantinopoli (Antica
illustrazione)



Costantinopoli
- Antica
illustrazione (Biblioteca Nazionale di Francia)
Costantinopoli
(Illustrazione di A. Rouargue)
Costantinopoli
(Illustrazione di A. Rouargue)
Costantinopoli
(Illustrazione di A. Rouargue)
Costantinopoli
(Illustrazione di Allain Manesson Mallet)
Costantinopoli
(Illustrazione di C. de Bruyn)
Costantinopoli
(Illustrazione di D. Danckerts)
Costantinopoli
(Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)
Costantinopoli
(Illustrazione di G. F. Camocio)
Costantinopoli
(Illustrazione di H. Schedel)
Costantinopoli
(Illustrazione di H. Schedel)
Costantinopoli
(Illustrazione di Henry de Beauvau)
Costantinopoli
(Illustrazione di J. B. Homann)
Costantinopoli
(Illustrazione di J. Mynde)
Costantinopoli
(Illustrazione di J. Schroeder)
Costantinopoli
(Illustrazione di Le Petit)
Costantinopoli
(Illustrazione di Nicolas de Fer)
Costantinopoli
(Illustrazione di Nicolas de Fer)
Costantinopoli
(Illustrazione di R. Van den Hoeye)
Costantinopoli
(Illustrazione di Sebastian Munster)
Costantinopoli
(Illustrazione di Sebastian Munster)
Costantinopoli
(Illustrazione di Simon Pinargenti)
Costantinopoli (Illustrazione di Thomas Allom)
Costantinopoli (Illustrazione di Thomas Allom)
Costantinopoli (Illustrazione di Thomas Allom)
Costantinopoli (Illustrazione di
W. H. Bartlett)
Costantinopoli (Illustrazione di
W. L. Leitch)
Costantinopoli
- Alture (Illustrazione di Friedrich Perlberg)
Costantinopoli
- Gran Baazar (Illustrazione di Thomas Allom)
Costantinopoli
- Moschea (Antica illustrazione)
Costantinopoli
- Porto (Antica illustrazione)
Costantinopoli
- Porto (Illustrazione di W. H. Bartlett)
Costantinopoli
- Strada (Antica illustrazione)
Costantinopoli
(Francobollo)
Costantinopoli
- Aquile bizantine (Scultura)
Costantinopoli (Veduta aerea)


Costantinopoli
(Veduta dal satellite)
Costantinopoli - Dardanelli (Antica
illustrazione)

Costantinopoli
- Dardanelli (Illustrazione di P. Aveline e Crepy)
Cavalieri
Ospitalieri nella battaglia di Rodi
Cavalieri
Ospitalieri (Galera)
Maometto
II
Maometto
II (Illustrazione di Gentile Bellini - Galleria Nazionale del ritratto -
Londra - Inghilterra)
Maometto
II (Illustrazione di Gentile Bellini - Galleria Nazionale del ritratto -
Londra - Inghilterra)
Maometto
II conquista Costantinopoli (Illustrazione di Jean Joseph Benjamin Constant)
Nel 1522 comunque i Cavalieri Ospitalieri dovettero
affrontare un tipo di esercito completamente diverso, quando 400 navi sotto
il comando di Solimano I il Magnifico sbarcarono sull'isola 200.000 uomini. Per fronteggiare questo esercito i
Cavalieri Ospitalieri avevano meno di 7.000 uomini e la protezione offerta
dalle mura della città. L'assedio durò sei mesi, alla fine dei quali ai
sopravvissuti fu concesso di abbandonare Rodi alla volta del Regno di
Sicilia; in cambio i Cavalieri Ospitalieri promisero di lasciare in pace i
sudditi di Solimano I il Magnifico. Si trattò di una promessa che non venne mantenuta.
Solimano
I il Magnifico
Solimano
I il Magnifico
Solimano I il
Magnifico
Solimano
I il Magnifico (Tughra - Sigillo)
Solimano
I il Magnifico nella battaglia di Mohàcs (Museo Topkapi - Istanbul -
Turchia)
Solimano
I il Magnifico con il suo esercito in marcia verso Nahicevan (Museo Topkapi
- Istanbul - Turchia)
Solimano
I il Magnifico (Statua - Nahicevan - Azerbaigian)
Solimano
I il Magnifico (Moschea - Istanbul - Turchia)
Solimano
I il Magnifico (Moschea - Istanbul - Turchia)
Cavalieri
Ospitalieri nella battaglia di Malta
Cavalieri
Ospitalieri nella battaglia di Malta
Cavalieri
Ospitalieri (Bandiera)
Cavalieri di Malta
Dopo sette anni di spostamenti da un luogo all'altro in Europa, i Cavalieri
Ospitalieri si insediarono a Malta nel 1530 per ordine di papa Clemente VIII
e dell'imperatore Carlo V, con il consenso del loro feudatario il Re di
Sicilia.
Cavalieri
Ospitalieri infermieri curano dei malati nella città di La Valletta Il tributo annuale per l'isola fu un singolo falcone maltese, che
essi dovevano dare nel giorno di Ognissanti al Viceré di Sicilia, che faceva
le funzioni di rappresentanza del re. I Cavalieri Ospitalieri possedevano in
questo periodo anche la città di Tripoli, in Libia, detta Tripoli di
Berberia per distinguerla dall'altra Tripoli, detta di Siria, in Libano.
Questa città venne loro tolta da Dragut nel 1551. Fu da qui che i
ribattezzati “Cavalieri di Malta” continuarono la loro azione di guerra,
combattendo con la loro flotta i corsari provenienti dal Nord-Africa
berbero. Malgrado avessero a disposizione solo poche navi, furono degli
esperti navigatori e causarono non poche noie alle navi ottomane attirandosi
rapidamente le ire degli Ottomani, che non erano affatto felici di vedere
l'Ordine Ospitaliero ristabilito. Di conseguenza essi riunirono un'altra
grossa forza militare con lo scopo di far sloggiare i Cavalieri Ospitalieri
da Malta e nel 1565 invasero l'isola, dando inizio al grande assedio di
Malta. L'assedio durò circa quattro mesi, durante i quali i Turchi
espugnarono una dopo l'altra le posizioni dei Cavalieri Ospitalieri, pagando
tuttavia un prezzo altissimo per ogni conquista; nella battaglia trovò la
morte anche il comandante turco, il famoso corsaro Dragut. Infine il 6
settembre, quando ormai i difensori di Malta furono ridotti a circa 600 (da
9000 che erano inizialmente, di cui 700 Cavalieri Ospitalieri), arrivò in
loro aiuto la flotta spagnola partita dalla Sicilia. In quel momento, gli
Ottomani, anche loro molto provati, si ritirarono quasi senza combattere:
avevano perso circa 30000 uomini. L'assedio fu vividamente ritratto
nell'affresco di Matteo Perez d'Aleccio nella Sala di San Michele e San
Giorgio, nota anche come la Stanza del Trono, nel Palazzo del Gran Maestro,
nella città di La Valletta.
Assedio
di Malta da parte della flotta Turca (Illustrazione di Matteo Perez d'Aleccio) Quattro dei modelli originali, dipinti ad olio
da Perez d'Aleccio tra il 1576 ed il 1581, si trovano nella Stanza Cubica
della casa della regina, a Greenwich, Londra. Dopo l'assedio fu necessario
costruire una nuova città: l'attuale città di La Valletta, così chiamata in
memoria del valoroso Gran Maestro Giovanni di la Valette che organizzò e
diresse la difesa.
La
Valletta (Antica cartina)
La
Valletta (Antica cartina)
La Valletta
La
Valletta (Veduta aerea)
In essa, continuando la tradizione assistenziale
dell'Ordine Ospitaliero, fu costruito anche quello che fu allora il più grande e moderno
ospedale d'Europa, dove cristiani, musulmani ed ebrei venivano curati
insieme senza distinzione. Nel 1571 i Cavalieri di Malta parteciparono alla
grande battaglia di Lepanto, al fianco di spagnoli, veneziani e truppe del
papato contro la flotta ottomana, sotto il comando di don Giovanni
d'Austria, figlio naturale dell'imperatore Carlo V. Gli Ottomani furono
inferiori nel numero di cannoni, nella capacità di manovra e nella velocità,
ed alla fine della giornata la quasi totalità della loro flotta fu distrutta
o catturata. Le navi maltesi furono schierate all'ala destra: la loro
ammiraglia fu abbordata da più navi nemiche, ma l'equipaggio si difese con
tale energia che, quando infine le altri navi cristiane arrivarono ad
aiutarli, trovarono solo un tappeto di cadaveri, tra i quali risultarono
ancora vivi soltanto tre Cavalieri Ospitalieri, feriti e privi di sensi.
L'episodio fu riferito anche da Miguel de Cervantes (che combatté a Lepanto)
nel “Don Chisciotte”. Nel 1607 al Capo di stato, il Gran Maestro, venne
riconosciuto lo status di “Reichsfurst” (Principe del Sacro Romano Impero) e
nel 1630 venne premiato con un grado ecclesiastico pari a quello di un
cardinale, con l'unico ed ibrido titolo di Sua Più Eminente Altezza,
riflettendo entrambe le qualità che lo qualificarono come un vero principe
della Chiesa. In quegli anni si rifugiò a Malta, per un breve periodo, il
pittore Caravaggio, in fuga da Roma dove fu ricercato per avere ucciso un
uomo durante una rissa; per la sua fama fu ammesso nell'Ordine, ma anche a
Malta finì per mettersi nei guai e dovette fuggire di nuovo. In seguito alla
vittoria navale di Lepanto i Cavalieri di Malta continuarono ad attaccare i
corsari e la loro base divenne un centro per la tratta degli schiavi, dove
si vendevano africani catturati e Turchi, riscattando e liberando allo
stesso tempo gli schiavi cristiani. Malta rimase un mercato di schiavi fino
a molto tardi, nel pieno XVIII secolo. Servivano non meno di mille schiavi
solo per equipaggiare le galee dell'Ordine di Malta.
Cavalieri
Ospitalieri (Nave) L’Ordine perse un gran
numero di possedimenti in seguito all'ascesa del Protestantesimo ma
sopravvisse a Malta.
Malta
(Antica cartina)
Malta
(Antica cartina)
Malta
(Cartina)
Malta
(Cartina)
Malta (Bandiera)
Malta
(Veduta dal satellite) La proprietà del ramo inglese fu confiscata nel 1540. Nel 1577 il balivo tedesco di Brandeburgo divenne Luterano, ma continuò a
pagare i propri contributi finanziari all'Ordine, fino a che il ramo
prussiano fu convertito in un ordine onorifico dal re di Prussia nel 1812.
Il “Johanniter Orden” fu restaurato come Ordine prussiano dei Cavalieri Ospitalieri nel 1852. I Cavalieri di Malta fruirono di una forte presenza
all'interno della Marina Imperiale Russa e della Marina francese
pre-rivoluzionaria. Quando De Poincy venne nominato governatore della
colonia francese sull'isola di St. Kitts nel 1639, era già un importante
Cavaliere di San Giovanni ed abbigliava il suo seguito di collaboratori con
gli emblemi dell'Ordine. La presenza dell'Ordine nei Caraibi venne
cancellata dopo la sua morte nel 1660. Acquistò anche l'isola di Saint Croix
come suo feudo personale e la dedicò ai Cavalieri di San Giovanni. Nel 1665
St. Croix venne acquistata dalla Compagnia francese delle Indie Occidentali,
ponendo fine alle loro attività nei Caraibi. Nel 1789, in Francia si scatenò
la rivoluzione ed il furore anti-aristocratico, forzò molti cavalieri
francesi e nobili a fuggire per salvare le loro vite (fatti simili si
sarebbero ripetuti in Russia un secolo dopo). Molte delle tradizionali fonti
di sostentamento dell'Ordine provenienti dalla Francia furono perdute per
sempre. Aggiungendo al danno la beffa, nel 1792 il Governo francese confiscò
i diritti, partecipazioni e proprietà dell'Ordine presenti sul territorio
francese.
La perdita di Malta ed il Priorato russo
La loro roccaforte mediterranea di Malta venne espugnata da Napoleone
Bonaparte nel 1798, nel corso della sua spedizione in Egitto. Come
stratagemma, Napoleone Bonaparte chiese di usufruire di un porto sicuro per
rifornire le sue navi, e successivamente colpì a tradimento chi gli aveva
garantito ospitalità una volta al sicuro dentro il porto di La Valletta. Il
Gran Maestro Ferdinando von Hompesch, impreparato e indeciso sul da farsi,
non esercitò una guida appropriata e presto si arrese a Napoleone Bonaparte.
Questo fu un terribile affronto verso i Cavalieri di Malta, da sempre gelosi
custodi della sovranità della loro roccaforte. L'Ordine continuò ad esistere
in una forma minore ed intraprese negoziati con le potenze europee per il
ritorno sull'isola. Lo zar di Russia Paolo I concesse asilo ai Cavalieri di
Malta a San Pietroburgo e questa fu l'origine della tradizione dei Cavalieri
Ospitalieri russi ed il riconoscimento all'interno degli Ordini Imperiali
russi. Come segno di gratitudine, i Cavalieri di Malta deposero il Gran
Maestro Ferdinando von Hompesch ed elessero in sua vece lo zar Paolo I. Dopo
l'assassinio di Paolo I nel 1801, un nuovo Gran Maestro cattolico venne
nominato a Roma nel 1803.
Nei primi anni del 1800, l'Ordine fu notevolmente indebolito dalla perdita
dei suoi Priorati in tutta l'Europa. Soltanto il 10% dei guadagni
dell'Ordine proveniva dalle fonti tradizionali in Europa, con il rimanente
90% che proveniva dal Grande Priorato Ospitaliere Russo fino al 1810. Questo
in parte si rifletteva nel governo dell'Ordine, la cui guida fu degradata al
rango di Luogotenente piuttosto che di Gran Maestro nel periodo dal 1805 al
1879, quando papa Leone XIII restaurò l'Ordine, autorizzando l'elezione di
un nuovo Gran Maestro. L'evento sottolineò il ripristino delle fortune
dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme come organizzazione umanitaria e
cerimoniale. Nel 1834, l'Ordine si stabilì nella sua attuale sede
sull'Aventino, a Roma. Il nome dell'organizzazione allora ripristinata fu
quello di Sovrano Militare Ordine di Malta.
Rinascita in Inghilterra come Ordine di San Giovanni di Gerusalemme
Le proprietà dell'Ordine in Inghilterra furono confiscate da re Enrico VIII
a causa di una disputa con il papato sul mancato annullamento del suo
matrimonio con Caterina d'Aragona, che alla fine portò alla chiusura dei
monasteri. Anche se formalmente non furono soppressi, questo causò la fine
delle attività della Lingua Inglese. Alcuni Cavalieri scozzesi rimasero in
comunione con la Lingua Francese dell'Ordine. Nel 1831, un nuovo “British Order” venne fondato dai Cavalieri francesi e divenne noto come il Molto
Venerabile Ordine di San Giovanni di Gerusalemme nel Regno Britannico.
Ricevette un accredito reale “Royal Charter” dalla regina Vittoria nel 1888
e si diffuse nel Regno Unito, nel “British Commonwealth”, e negli Stati
Uniti. Comunque, il Molto Venerabile Ordine di San Giovanni di Gerusalemme
venne riconosciuto dal Sovrano Ordine Militare di Malta soltanto nel 1963.
Le ben note attività dell'Ordine si basano attorno alla Ambulanza di San
Giovanni. In seguito alla riforma protestante, la maggior parte dei capitoli
tedeschi proclamò la propria fedeltà all'Ordine pur accettando la teologia
protestante. L'Ordine permane sino ai nostri giorni, con il nome di “Balley Brandenburg des Ritterlichen Ordens Sankt Johannis vom Spital zu Jerusalem”
“Baliato di Brandeburgo dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni
dell'Ospedale di Gerusalemme” e ha sviluppato una crescente indipendenza
dalla Casa Madre cattolica dell'Ordine. Il ramo protestante dell'Ordine si
diffuse anche in altri paesi protestanti (Ungheria, Olanda e Svezia).
Attualmente anche queste ramificazioni sono indipendenti e si sono
coordinate in una forma piuttosto lasca di alleanza con l'ordine Britannico
nella Alleanza degli Ordini di San Giovanni di Gerusalemme.
Il Sovrano Militare Ordine di Malta
Il Sovrano Militare Ordine di Malta (Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di
San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta) è un soggetto di diritto
internazionale. È considerato il discendente più diretto dei Cavalieri
Ospitalieri medievali e opera attualmente come organizzazione caritativa e
cerimoniale largamente diffusa. Il Motto dell'Ordine è, in latino, “Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum” (Difesa della fede e assistenza al povero).
L'esatta natura dell'Ordine è piuttosto vaga e soggetta a controversie:
afferma di essere un tradizionale esempio di entità sovrana più che uno
Stato. Le sue sedi centrali, a Roma, a Palazzo Malta in Via dei Condotti 68
(dove il Gran Maestro risiede e incontra le rappresentanze governative), e a
Villa Malta sull'Aventino (che ospita il Gran Priorato di Roma, l'Ambasciata
dell'Ordine presso la Santa Sede e l'Ambasciata dell'Ordine presso lo Stato
italiano), godono della extraterritorialità. Tuttavia, diversamente dalla
Città del Vaticano, lo SMOM non ha sovranità territoriale. Le Nazioni Unite
non lo accolgono come "Stato non membro" ma come uno degli
"Stati
osservatori dell'Assemblea Generale" e come un'organizzazione
intergovernativa che ha ricevuto un invito permanente a partecipare come
osservatore.
Stemma
dell'Ordine di Malta (Chiesa San Giovannino dei Cavalieri - Firenze -
Italia)
Stemma
dell'Ordine di Malta
Stemma
dell'Ordine di Malta |