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CAVALIERI OSPITALIERI |
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| Quella dei Cavalieri
Ospitalieri o Ospedalieri, nati come Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di
San Giovanni di Gerusalemme, quindi conosciuti come Cavalieri di Rodi e in
seguito come Cavalieri di Malta, fu una tradizione che iniziò come ordine
ospedaliero benedettino intorno alla prima metà dell'XI secolo a
Gerusalemme, e divenne, in seguito alla Prima Crociata, un ordine religioso
cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto a cui fu affidata la
cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra Santa.
Cavalieri Ospitalieri Cavalieri Ospitalieri (Gran Maestro) Cavalieri Ospitalieri (Miniatura) Cavalieri Ospitalieri - Balestriere con picchiere (Miniatura) Cavalieri Ospitalieri con stendardo (Miniatura) Cavalieri Ospitalieri - Monaco (Miniatura) Cavalieri Ospitalieri - Sergente (Miniatura) Cavalieri Ospitalieri (Elmi) Cavalieri Ospitalieri (Elmi e cotta di maglia) Cavalieri Ospitalieri (Tunica) Cavalieri Ospitalieri (Scudo) In seguito alla perdita dei territori cristiani in Terra Santa, l'Ordine si rifugiò a Rodi, su cui estese la propria sovranità, e successivamente a Malta con lo stato di vassallo del re di Sicilia. L'ordine medievale giunse ad un termine a seguito della sua espulsione da Malta da parte di Napoleone. Il Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) costituì il principale successore di questa tradizione. Oggi il SMOM è presente in oltre 110 paesi e ha abbandonato l'impegno militare e realizza iniziative a carattere benefico ed assistenziale. Nel 600 all'abate Probus fu commissionata da Papa Gregorio I (Magno) la costruzione di un ospedale a Gerusalemme per avere cura dei pellegrini cristiani in Terra Santa.
Nel IX secolo Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, ingrandì l'ostello di Probus e vi aggiunse una biblioteca. Circa due secoli dopo, nel 1005, l'Imam fatimide al-Hakim distrusse l'ostello assieme con altri tremila edifici. Fece portare ai cristiani, appese al collo, delle croci di legno, lunghe circa un metro e larghe mezzo. Malgrado ai cristiani non fosse permesso di acquistare schiavi, maschi o femmine, e godessero di pochi privilegi, ad essi fu concesso di usare i cavalli a condizione che essi cavalcassero con la sella di legno e finimenti disadorni. Nel 1023 dei mercanti da Amalfi e Salerno ebbero il permesso dall'Imam fatimide d'Egitto al-Zahir (reg. 1021-1036) di ricostruire l'ospizio a Gerusalemme. Gerusalemme (Stemma)
Amalfi (Stemma) Salerno (Antica illustrazione)
Salerno (Stemma) L'ospizio, che fu edificato sul luogo del monastero di San Giovanni Battista, serviva i pellegrini cristiani che viaggiavano per visitare i paesi e i luoghi dove Gesù era nato, vissuto e morto. Questa struttura fu servita da monaci benedettini. L'Ordine Ospitaliero fu fondato in seguito alla Prima Crociata dal Beato Gerardo Tenque, ritenuto da alcuni amalfitano da altri francese, il cui ruolo di fondatore fu confermato da una bolla papale di papa Pasquale II nel 1113.
Gerardo Tenque acquisì terre e rendite per il suo Ordine Ospitaliero per tutto il Regno di Gerusalemme e dintorni. Il suo successore Raimondo di Puy di Provenza istituì il primo ospizio dei Cavalieri Ospitalieri nei pressi della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il gruppo inizialmente si prese cura solo dei pellegrini giunti a Gerusalemme, ma presto i Cavalieri Ospitalieri estesero i loro servizi alla scorta armata ai pellegrini. La scorta in breve crebbe fino a diventare una sostanziosa forza armata. Assieme con i Cavalieri Templari, formatisi poco dopo nel 1119, i Cavalieri Ospitalieri divennero uno dei più potenti gruppi cristiani nell'area. L'Ordine Ospitaliero cominciò a distinguersi in battaglia contro i musulmani e i suoi soldati indossando una sopravveste nera con una croce bianca. Dalla metà del XII secolo l'Ordine Ospitaliero fu nettamente diviso tra membri militari e coloro che prestavano assistenza ai malati. Fu ancora un ordine religioso e godeva di privilegi funzionali concessi dal papato, tra i quali l'indipendenza da ogni autorità che non fosse quella del papa stesso, l'esenzione dai tributi e la concessione di edifici religiosi. Molte delle fortificazioni più importanti in Terra Santa furono opera dei Cavalieri Templari o dei Cavalieri Ospitalieri: nel Regno di Gerusalemme i Cavalieri Ospitalieri tenevano sette grandi forti e altri 140 possedimenti nell'area. I due maggiori, le loro basi nel Regno e nel Principato di Antiochia, furono il Krak des Chevaliers e Margat (Marqab), entrambi situati nei pressi di Tripoli (oggi in Libano). In Europa una fortificazione si trova a Consuegra (Toledo - Spagna). Le proprietà dell'ordine furono divise in priorati, organizzati in baliati che, a loro volta erano suddivisi in capitanerie. Krak des Chevaliers
Entrata nella Grande Sala dei Cavalieri Mura esterne ed interne Mura interne Sala dei Cavalieri Torre dei Re
Torri depositi Veduta interno Veduta panoramica Margat (Marqab)
Entrata Interno Torre Cappella Affresco Veduta dal Castello Veduta aerea Consuegra
Trovandosi progressivamente coinvolti nella politica di questo regno, il loro Gran Maestro Guglielmo di Villaret ideò un piano per conquistare un proprio dominio temporale e scelse Rodi come nuova patria dell'Ordine Ospitaliero. Fu il suo successore Folco di Villaret a realizzare questo programma ed il 15 agosto 1309, dopo una campagna durata due anni, l'isola di Rodi si arrese ai Cavalieri Ospitalieri, che ottennero anche il controllo di diverse isole limitrofe e quello dei porti anatolici di Bodrum e Castellorizon. L'ordine dei Cavalieri Templari fu sciolto nel 1312 e la gran parte delle sue proprietà vennero conferite ai Cavalieri Ospitalieri. I possedimenti dei Cavalieri Templari furono organizzati in otto Lingue (una ciascuna in Aragona, Auvergne, Castiglia, Inghilterra, Francia, Germania, Italia e Provenza). Il priore inglese all'epoca fu Filippo Thame, che acquisì i possedimenti allocati alla lingua inglese tra il 1330 ed il 1358. Una volta a Rodi, e ormai noti come i “Cavalieri di Rodi”, essi furono obbligati a sviluppare soprattutto il lato militare della propria attività, impegnandosi soprattutto contro i corsari berberi. Rodi (Cartina - Antica illustrazione)
Rodi (Cartina) Rodi (Antica illustrazione)
Rodi Rodi (Castello) Rodi (Castello - Entrata) Rodi - Porto (Entrata)
Rodi (Veduta dal satellite) Cavalieri Ospitalieri (Rodi - Monete) I Cavalieri Ospitalieri, nel corso del XV secolo, si opposero vittoriosamente a due tentativi d'invasione: uno del 1444 ad opera del sultano mamelucco d'Egitto, il secondo ad opera del sultano ottomano Maometto II nel 1480 che, dopo la caduta di Costantinopoli, vedeva nei Cavalieri Ospitalieri uno dei suoi nemici principali.
Nel 1522 comunque i Cavalieri Ospitalieri dovettero affrontare un tipo di esercito completamente diverso, quando 400 navi sotto il comando di Solimano I il Magnifico sbarcarono sull'isola 200.000 uomini. Per fronteggiare questo esercito i Cavalieri Ospitalieri avevano meno di 7.000 uomini e la protezione offerta dalle mura della città. L'assedio durò sei mesi, alla fine dei quali ai sopravvissuti fu concesso di abbandonare Rodi alla volta del Regno di Sicilia; in cambio i Cavalieri Ospitalieri promisero di lasciare in pace i sudditi di Solimano I il Magnifico. Si trattò di una promessa che non venne mantenuta.
Il tributo annuale per l'isola fu un singolo falcone maltese, che essi dovevano dare nel giorno di Ognissanti al Viceré di Sicilia, che faceva le funzioni di rappresentanza del re. I Cavalieri Ospitalieri possedevano in questo periodo anche la città di Tripoli, in Libia, detta Tripoli di Berberia per distinguerla dall'altra Tripoli, detta di Siria, in Libano. Questa città venne loro tolta da Dragut nel 1551. Fu da qui che i ribattezzati “Cavalieri di Malta” continuarono la loro azione di guerra, combattendo con la loro flotta i corsari provenienti dal Nord-Africa berbero. Malgrado avessero a disposizione solo poche navi, furono degli esperti navigatori e causarono non poche noie alle navi ottomane attirandosi rapidamente le ire degli Ottomani, che non erano affatto felici di vedere l'Ordine Ospitaliero ristabilito. Di conseguenza essi riunirono un'altra grossa forza militare con lo scopo di far sloggiare i Cavalieri Ospitalieri da Malta e nel 1565 invasero l'isola, dando inizio al grande assedio di Malta. L'assedio durò circa quattro mesi, durante i quali i Turchi espugnarono una dopo l'altra le posizioni dei Cavalieri Ospitalieri, pagando tuttavia un prezzo altissimo per ogni conquista; nella battaglia trovò la morte anche il comandante turco, il famoso corsaro Dragut. Infine il 6 settembre, quando ormai i difensori di Malta furono ridotti a circa 600 (da 9000 che erano inizialmente, di cui 700 Cavalieri Ospitalieri), arrivò in loro aiuto la flotta spagnola partita dalla Sicilia. In quel momento, gli Ottomani, anche loro molto provati, si ritirarono quasi senza combattere: avevano perso circa 30000 uomini. L'assedio fu vividamente ritratto nell'affresco di Matteo Perez d'Aleccio nella Sala di San Michele e San Giorgio, nota anche come la Stanza del Trono, nel Palazzo del Gran Maestro, nella città di La Valletta.
Quattro dei modelli originali, dipinti ad olio da Perez d'Aleccio tra il 1576 ed il 1581, si trovano nella Stanza Cubica della casa della regina, a Greenwich, Londra. Dopo l'assedio fu necessario costruire una nuova città: l'attuale città di La Valletta, così chiamata in memoria del valoroso Gran Maestro Giovanni di la Valette che organizzò e diresse la difesa.
In essa, continuando la tradizione assistenziale dell'Ordine Ospitaliero, fu costruito anche quello che fu allora il più grande e moderno ospedale d'Europa, dove cristiani, musulmani ed ebrei venivano curati insieme senza distinzione. Nel 1571 i Cavalieri di Malta parteciparono alla grande battaglia di Lepanto, al fianco di spagnoli, veneziani e truppe del papato contro la flotta ottomana, sotto il comando di don Giovanni d'Austria, figlio naturale dell'imperatore Carlo V. Gli Ottomani furono inferiori nel numero di cannoni, nella capacità di manovra e nella velocità, ed alla fine della giornata la quasi totalità della loro flotta fu distrutta o catturata. Le navi maltesi furono schierate all'ala destra: la loro ammiraglia fu abbordata da più navi nemiche, ma l'equipaggio si difese con tale energia che, quando infine le altri navi cristiane arrivarono ad aiutarli, trovarono solo un tappeto di cadaveri, tra i quali risultarono ancora vivi soltanto tre Cavalieri Ospitalieri, feriti e privi di sensi. L'episodio fu riferito anche da Miguel de Cervantes (che combatté a Lepanto) nel “Don Chisciotte”. Nel 1607 al Capo di stato, il Gran Maestro, venne riconosciuto lo status di “Reichsfurst” (Principe del Sacro Romano Impero) e nel 1630 venne premiato con un grado ecclesiastico pari a quello di un cardinale, con l'unico ed ibrido titolo di Sua Più Eminente Altezza, riflettendo entrambe le qualità che lo qualificarono come un vero principe della Chiesa. In quegli anni si rifugiò a Malta, per un breve periodo, il pittore Caravaggio, in fuga da Roma dove fu ricercato per avere ucciso un uomo durante una rissa; per la sua fama fu ammesso nell'Ordine, ma anche a Malta finì per mettersi nei guai e dovette fuggire di nuovo. In seguito alla vittoria navale di Lepanto i Cavalieri di Malta continuarono ad attaccare i corsari e la loro base divenne un centro per la tratta degli schiavi, dove si vendevano africani catturati e Turchi, riscattando e liberando allo stesso tempo gli schiavi cristiani. Malta rimase un mercato di schiavi fino a molto tardi, nel pieno XVIII secolo. Servivano non meno di mille schiavi solo per equipaggiare le galee dell'Ordine di Malta. L’Ordine perse un gran numero di possedimenti in seguito all'ascesa del Protestantesimo ma sopravvisse a Malta.
La proprietà del ramo inglese fu confiscata nel 1540. Nel 1577 il balivo tedesco di Brandeburgo divenne Luterano, ma continuò a pagare i propri contributi finanziari all'Ordine, fino a che il ramo prussiano fu convertito in un ordine onorifico dal re di Prussia nel 1812. Il “Johanniter Orden” fu restaurato come Ordine prussiano dei Cavalieri Ospitalieri nel 1852. I Cavalieri di Malta fruirono di una forte presenza all'interno della Marina Imperiale Russa e della Marina francese pre-rivoluzionaria. Quando De Poincy venne nominato governatore della colonia francese sull'isola di St. Kitts nel 1639, era già un importante Cavaliere di San Giovanni ed abbigliava il suo seguito di collaboratori con gli emblemi dell'Ordine. La presenza dell'Ordine nei Caraibi venne cancellata dopo la sua morte nel 1660. Acquistò anche l'isola di Saint Croix come suo feudo personale e la dedicò ai Cavalieri di San Giovanni. Nel 1665 St. Croix venne acquistata dalla Compagnia francese delle Indie Occidentali, ponendo fine alle loro attività nei Caraibi. Nel 1789, in Francia si scatenò la rivoluzione ed il furore anti-aristocratico, forzò molti cavalieri francesi e nobili a fuggire per salvare le loro vite (fatti simili si sarebbero ripetuti in Russia un secolo dopo). Molte delle tradizionali fonti di sostentamento dell'Ordine provenienti dalla Francia furono perdute per sempre. Aggiungendo al danno la beffa, nel 1792 il Governo francese confiscò i diritti, partecipazioni e proprietà dell'Ordine presenti sul territorio francese.
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