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CORRADINO DI HOHENSTAUFEN |
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(25 marzo 1252 - Napoli, 29 ottobre 1268) |
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| Corrado o Corradino (anche
denominato Corrado il Giovane, Corrado il ragazzo, Corrado V, (25 marzo 1252
- 29 ottobre 1268), duca di Svevia, re di Gerusalemme (come
Corrado III) e re di Sicilia 1254-1258,
figlio del re tedesco Corrado IV e di Elisabetta, figlia di Ottone II duca
di Baviera. In Sicilia, suo zio Manfredi di Sicilia continuò ad essere reggente, ma cominciò ad avere mire per usurpare il trono a Corradino. Di Corradino si conosce poco della sua apparenza e del suo carattere salvo che era "bello come Absalom ed ha parlato il buon Latino". Anche se suo padre Corrado IV gli aveva affidato la difesa della chiesa, il papa Innocenzo IV perseguitò Corradino con lo stesso odio che aveva avuto contro Federico II di Svevia cercando di concedere il regno della Sicilia ad un principe straniero. Il successore di Innocenzo IV, il papa Alessandro IV, continuò questa politica, offrendo le terre degli Hohenstaufen in Germania ad Alfonso X, re di Castiglia e proibì l'elezione di Corradino come re del Sacro Romano Impero. Dopo aver ottenuto il titolo di re di Gerusalemme e di Sicilia, Corradino prese possesso del ducato di Svevia nel 1262 dove rimase per un certo periodo di tempo. Il primo invito a Corradino di scendere in Italia venne dai Guelfi di Firenze: gli chiesero di prendere le armi contro Manfredi di Sicilia, che era stato incoronato re di Sicilia nel 1258 in base ad una falsa voce sulla morte di Corradino. Nel 1266 il conte Carlo I d'Angiò, dopo aver sconfitto e ucciso Manfredi di Sicilia nella battaglia di Benevento, fu chiamato da papa Clemente IV a prendere possesso del sud dell’Italia. Corradino fu allora sollecitato a venire a liberare l'Italia. Corradino attraversò le Alpi e arrivato a Verona pubblicò un manifesto in cui disponeva il suo reclamo sulla Sicilia. Nonostante la defezione di suo zio Luigi II di Baviera e di altri compagni che ritornarono in Germania, le minacce di scomunica di Clemente IV e una mancanza di fondi monetari, la sua causa sembrò prosperare. Riconoscendo Corradino come re di Sicilia, i suoi alleati sia nel nord che nel sud dell'Italia presero le armi; Roma accolse Corradino con entusiasmo; ed anche le città di Pavia, Pisa e Siena non furono da meno. Nel mese di settembre del 1267 una flotta spagnola sbarcò nella città siciliana di Sciacca e la maggior parte dell'isola si ribellò contro gli Angioini.
Il suo regno ereditario di Gerusalemme passò agli eredi della sua bis-nonna Isabella I di Gerusalemme. L'erede maggiore in primogenitura fu Ugo di Brienne, un secondo cugino del padre di Corradino, ma un altro secondo cugino Ugo III di Cipro già aveva ottenuto l'ufficio di reggente e riuscì a governare il regno come Ugo I di Gerusalemme. La nonna di Corradino, Maria di Antiochia, reclamò il titolo in base alla discendenza di sangue , ad esclusione di Carlo I d’Angiò. Il regno di Sicilia passò per il momento a Carlo I d'Angiò, ma la rivolta dei Vespri siciliani nel 1282 causò un reclamo doppio sul regno; gli eredi Aragonesi di Manfredi di Sicilia mantennero l'isola della Sicilia mentre gli Angioini mantennero il sud dell’Italia denominato il Regno di Napoli.
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