FEDERICO I BARBAROSSA

(Waiblingen, c. 1123 - fiume Saleph, Cilicia, 10 giugno 1190)

 
                                               
 

Federico I, anche noto come Federico Barbarossa (Waiblingen, c. 1123 - fiume Saleph, Cilicia, 10 giugno 1190) salì al trono di Germania il 4 marzo 1152 succedendo allo zio Corrado III, e fu incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero il 18 giugno 1155.

Federico I Barbarossa

Federico I Barbarossa (Illustrazione di Karl Von Blass - Galleria Austriaca del Belvedere - Vienna - Austria)

Federico I Barbarossa sul trono (Cronaca dei Guelfi)

Federico I Barbarossa (Francobollo)

Federico I Barbarossa (Miniatura)

Figlio di Federico di Hohenstaufen, duca di Svevia, del partito dei “ghibellini”, e di Giuditta di Baviera, della rivale dinastia dei Welfen, del partito dei “guelfi”, Federico I Barbarossa rappresentava agli occhi dei principali elettori dell'Impero una scelta accettabile per la corona imperiale, in seguito alla crisi di potere seguita alla morte di Enrico V, incapace di assicurare in modo definitivo alla propria dinastia la successione al trono di Germania.

Germanici (Re e Regina) Germanici (Re in battaglia)

Germanici (Cavalieri)

Germanici (Cavalieri con stendardi)

Germanici (Cavalieri in battaglia)

Germanico (Cavaliere)

Germanico - Cavaliere (Miniatura)

Germanici (Guerrieri)

Germanico (Guerriero)

Germanico (Guerriero 1290)

Germanici (Guerrieri in battaglia)

Germanico (Guerriero in battaglia)

Germanici (Guerrieri con stendardo in battaglia)

Germanici - Guerrieri (Miniatura)

Germanico - Guerriero (Miniatura)

Germanici - Guerrieri con stendardo (Miniatura)

Germanici (Elmi)

Germanici (Elmo)

Germanici (Scudo)

Germanici (Armi) Germanici (Ascia di guerra)

Germanici (Spada)

Germanici (Spade)

Germania - Migrazione e conquista dei popoli germanici (Cartina 150 - 1066)

Germania ed Europa centrale (Cartina XII secolo)

Impero Germanico (Cartina X-XIV secolo)

Germania - Cartina (Antica illustrazione)

Germania - Cartina (Illustrazione di Allain Mallet)

Germania - Cartina (Illustrazione di Anon)

Germania - Cartina (Illustrazione di C. Malte Brun)

Germania - Cartina (Illustrazione di J. Cooke)

Germania - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Germania - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Germania - Cartina (Illustrazione di Nicholas de Fer)

Germania - Cartina (Illustrazione di P. Lapie)

Germania - Cartina (Illustrazione di P. Lapie)

Germania - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Germania - Wettin Lands (Cartina 1221-1485)

Germania (Cartina)

Germania (Veduta dal satellite)

Germania (Stemma)

Germania (Bandiera)

La violenta contesa che si scatenò fra le due principali casate del regno, si risolse il 4 marzo 1152 grazie ad un compromesso: Enrico il Leone, dei Welfen, uno dei principali pretendenti al trono, rinunciò ad esso in cambio della sovranità sulla Sassonia, oltre che sulla Baviera, mentre re di Germania venne eletto, appunto Federico I Barbarossa.

Federico I Barbarossa dona il Ducato di Baviera a Enrico il Leone (Palazzo di Goslar - Germania)

Da subito Federico I Barbarossa mostrò di voler rafforzare l’autorità imperiale, per cui indisse una dieta a Costanza alla quale parteciparono anche gli ambasciatori di papa Anastasio IV (1153-54), ai quali Federico I Barbarossa espresse la convinzione che potere politico e spirituale potessero collaborare su un piano di parità, per cui ribadì i suoi diritti in materia di elezione dei vescovi tedeschi ma allo stesso tempo assicurò di voler rispettare prestigio e potenza della Chiesa, in cambio della promessa di essere incoronato imperatore. Ma a Costanza c’erano anche ambasciatori di Lodi, Pavia e Como, venuti ad implorare aiuto contro la prepotenza di Milano, che dopo aver distrutto Lodi ne impediva la riedificazione, mentre delle altre limitava fortemente lo sviluppo.

Lodi (Cartina)

Lodi (Veduta aerea)

Lodi (Stemma)

Lodi (Bandiera)

Pavia (Cartina)

Pavia (Antica illustrazione)

Pavia (Illustrazione di Bernardino Lanzani)

Pavia (Illustrazione di Giovanni Battista Glaricio)

Pavia (Veduta aerea)

Pavia (Stemma)

Como (Cartina)

Como (Antica illustrazione)

Como (Illustrazione di Frederic Aagaard)

Como (Illustrazione di Jean Baptiste Camille Corot)

Como (Veduta aerea)

Como (Stemma)

Milano - Cartina (Antica illustrazione)

Milano - Cartina (Illustrazione di Baldwin e Cradock)

Milano - Cartina (Illustrazione di Johannes Baptiste Homann)

Milano - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Milano - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Milano - Cartina (Illustrazione di Sebastian Munster)

Milano - Cartina (Illustrazione di W. B. Clarke)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano (Cartina)

Milano (Antica illustrazione)

Milano - Duomo (Antica illustrazione)

Milano - Duomo (Illustrazione di A. Rouargue)

Milano - Duomo (Illustrazione di Carol Butium)

Milano - Duomo - Interno (Antica illustrazione)

Milano - Duomo - Interno (Illustrazione di J. D. Harding)

Milano (Stemma)

Milano (Bandiera)

Milano - Stemma (Palazzo della Ragione - Milano - Italia)

Milano - Stemma (Galleria Vittorio Emanuele - Milano - Italia)


Federico I Barbarossa ne approfittò per intervenire nella politica italiana: egli seguì un ideale di imperialismo universale, e il controllo sia sui Comuni a nord sia sul Regno di Sicilia a sud fu essenziale a questo scopo.

Sicilia - Cartina (Antica illustrazione)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di Joan Janssonius)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di Jodocus Jr. Hondius)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di M. Quad)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di S. Walker)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Sicilia (Veduta dal satellite)

Sicilia (Stemma) Sicilia (Bandiera)

L’Italia fu per Federico I Barbarossa contesto ideale per ottenere alcune prerogative essenziali per realizzare la costruzione dell’imperialismo universale: la supremazia nell’eterna contesa col papato per la potestà civile universale, il legame con la tradizione dell’impero romano, cui Federico I Barbarossa si ispirava, e la sovranità su Comuni e feudatari. A tal scopo, dispose un saldo controllo su tutti i territori della Corona, utilizzando funzionari di origine servile e provata fedeltà, i “ministeriales” e si pose l’obiettivo di recuperare gli “iura regalia”, le “regalie”, ossia gli inalienabili diritti del potere regio (amministrazione della giustizia, difesa del territorio, riscossione delle imposte), poiché il potere comunale in Italia si stava arrogando poteri propri del sovrano sia all’interno sia all’esterno del territorio urbano, come dimostrava l’esempio di Milano, che aveva apertamente aggredito altri sudditi dell’imperatore. Dopo la dieta di Costanza, le condizioni per scendere in Italia c’erano tutte: lo chiedevano le famiglie feudali per limitare il potere comunale, lo chiedevano i piccoli comuni alleatisi contro Milano, lo chiedeva il papa stesso, Adriano IV, salito al soglio papale dopo il breve pontificato di Anastasio IV, che chiedeva l’intervento di Federico I Barbarossa contro il Comune di Roma, in cui a partire dal 1143 si era formato un regime capeggiato da Arnaldo da Brescia, un riformatore patarino contestatore del potere temporale dei papi che aveva costretto papa Adriano IV a ritirarsi ad Orvieto.

Roma - Cartina (Antica illustrazione)

Roma - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Roma - Cartina (Illustrazione di Giambattista Nolli)

Roma - Cartina (Illustrazione di Giambattista Nolli)

Roma - Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Falda)

Roma - Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Cartina (Illustrazione di J. Stockdale)

Roma - Cartina (Illustrazione di Joachim Sandrart)

Roma - Cartina (Illustrazione di Joan Blaeu)

Roma - Cartina (Illustrazione di Jodocus Hondius)

Roma - Cartina (Illustrazione di Johannes Baptiste Homann)

Roma - Cartina (Illustrazione di Matteo Florimi)

Roma - Cartina (Illustrazione di Matthaus Merian)

Roma - Cartina (Illustrazione di Onofrio Panvinio)

Roma - Cartina (Illustrazione di Paolo Forlani)

Roma - Cartina (Illustrazione di R. Barbot)

Roma - Cartina (Illustrazione di Sebastian Munster)

Roma - Cartina (Illustrazione di Sebastiano Del Re)

Roma - Cartina (Illustrazione di W. B. Clarke)

Roma - Cartina (Illustrazione di William R. Shepherd)

Roma - Campagna - Cartina (Illustrazione di Johannes Ianbonius)

Roma (Antica illustrazione)

Roma (Illustrazione di A. Rouargue)

Roma (Illustrazione di Antoine Du Pinet)

Roma (Illustrazione di Antonio Tempesta)

Roma (Illustrazione di C. Stanfield)

Roma (Illustrazione di Daniel Meisner)

Roma (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Roma (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Roma (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Roma (Illustrazione di Giacomo Lauro)

Roma (Illustrazione di Giulio Ballino)

Roma (Illustrazione di Giuseppe Vasi)

Roma (Illustrazione di H. Chatelain)

Roma (Illustrazione di Hartmann Schedel)

Roma (Illustrazione di Hartmann Schedel)

Roma (Illustrazione di Hartmann Schedel)

Roma (Illustrazione di Hughes Pinard)

Roma (Illustrazione di Israel Silvestre)

Roma (Illustrazione di Johann Christoph Haffner)

Roma (Illustrazione di Lechard)

Roma (Illustrazione di Pierre Aveline)

Roma (Illustrazione di Salomon Corrodi)

Roma (Illustrazione di Samuel Prout)

Roma (Illustrazione di Sebastian Munster)

Roma veduta da Monte Mario (Illustrazione di Ippolito Caffi - Museo di Roma - Italia)

Roma - Castel Sant'Angelo (Antica illustrazione)

Roma - Castel Sant'Angelo (Illustrazione di Giuseppe Vasi)

Roma - Castel Sant'Angelo (Illustrazione di Ippolito Caffi - Museo di Roma - Italia)

Roma - Fontana dell'Acqua Paola (Illustrazione di Giovanni Acquaroni)

Roma - Fontana di Minerva (Illustrazione di Hubert Robert)

Roma - Fontana di Trevi (Antica illustrazione)

Roma - Campo Vaccino (Antica illustrazione)

Roma - Campo Vaccino (Illustrazione di Francesco Morelli)

Roma - Giardini Farnese (Illustrazione di Jean Baptiste Camille Corot)

Roma - Convento di Santa Sabina - Giardino (Antica illustrazione)

Roma - Ponte Sisto (Antica illustrazione)

Roma - Portico d'Ottavia (Antica illustrazione)

Roma - Arco di Costantino (Antica illustrazione)

Roma - Arco di Tito (Antica illustrazione)

Roma - Arco di Settimio Severo (Antica illustrazione)

Roma - Arco Annunziata (Illustrazione di Ettore Franz Roesler)

Roma - Arco (Illustrazione di De Machy)

Roma - Colosseo (Antica illustrazione)

Roma - Colosseo (Antica illustrazione)

Roma - Colosseo (Illustrazione di Jean Baptiste Camille Corot)

Roma - Colosseo e Foro Romano (Illustrazione di Gaspar Wan Wittel)

Roma - Colosseo - Interno (Illustrazione di Luigi Rossini)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di Canaletto)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di David Roberts)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di Ippolito Caffi)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di Ippolito Caffi)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di Ippolito Caffi)

Roma - Foro Romano (Veduta dal satellite)

Roma - Pantheon (Pianta)

Roma - Pantheon (Antica illustrazione)

Roma - Pantheon (Illustrazione di Alessandro Antonelli)

Roma - Pantheon (Illustrazione di Francesco Gandini)

Roma - Pantheon (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Pantheon - Interno (Antica illustrazione)

Roma - Pantheon - Interno (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini)

Roma - Pantheon - Interno (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini)

Roma - Pantheon - Interno (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini - Museo Lichenstein - Vienna - Austria)

Roma - Pantheon - Interno (Illustrazione di Otto Spamer)

Roma - Pantheon (Veduta aerea)

Roma - Piazza del Campidoglio (Antica illustrazione)

Roma - Piazza del Campidoglio (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Marco Aurelio - Statua - Rovine (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini)

Roma - Piazza Colonna (Antica illustrazione)

Roma - Piazza di Spagna (Illustrazione di Francesco Gandini)

Roma - Piazza Trinità dei Monti (Illustrazione di Francesco Gandini)

Roma - Uscita dalla Chiesa di Trinità dei Monti (Antica illustrazione)

Roma - Piazza del Popolo (Antica illustrazione)

Roma - Piazza del Quirinale (Antica illustrazione)

Roma - Piazza del Quirinale (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Piazza Navona (Antica illustrazione)

Roma - Piazza Navona (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Piazza Navona (Illustrazione di Salvatore Colonelli Sciarra)

Roma - Piazza Navona (Veduta aerea)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano (Pianta)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano (Antica illustrazione)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano (Illustrazione di A. Moschetti)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano - Interno (Antica illustrazione)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano - Interno (Illustrazione di D. Pronti)

Roma - Basilica di Santa Maria Maggiore - Interno (Antica illustrazione)

Roma - Sette Chiese (Illustrazione di Giacomo Lauro)

Roma - Sette Chiese (Illustrazione di Matthaus Seutter)

Roma - Sepolcro di Caio Cestio (Antica illustrazione)

Roma - Sepolcro di Caio Cestio - Rovine (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini)

Roma - Sepolcro di Cecilia Metella (Antica illustrazione)

Roma - Sepolcro di Pompeo sulla Via Appia (Antica illustrazione)

Roma - Tempio della Concordia (Antica illustrazione)

Roma - Tempio di Minerva Medica (Antica illustrazione)

Roma - Tempio di Minerva nel Foro di Nerva (Antica illustrazione)

Roma - Tempio di Venere (Antica illustrazione)

Roma - Tempio di Vesta (Illustrazione di Luigi Rossini)

Roma - Tempio di Vesta (Cartolina)

Roma - Tempio della Pace (Antica illustrazione)

Roma - Terme di Caracalla - Calidarium (Antica illustrazione)

Roma

Roma (Veduta aerea)

Roma (Veduta dal satellite)

Roma (Stemma)

Roma (Bandiera)

Orvieto (Cartina)

Orvieto (Antica illustrazione)

Orvieto (Stemma)


Nell’ottobre 1154 Federico I Barbarossa scese in Italia alla testa di un piccolo esercito e fu incoronato re a Pavia, dopodiché convocò una dieta a Roncaglia, Piacenza, in cui revocò tutte le regalie usurpate dai Comuni sin dal tempo di Enrico IV.

Piacenza - Cartina (Antica illustrazione)

Piacenza - Cartina (Illustrazione di J. Houdius)

Piacenza - Cartina (Illustrazione di Matthaus Merian)

Piacenza (Stemma)

Piacenza (Bandiera)

Fatto ciò passò all’azione di forza: distrusse alcune località minori come Galliate e alcuni Comuni maggiori come Asti e Chieri (consegnate poi al marchese di Monferrato, suo fedele vassallo) e, nell’aprile del 1155, Tortona, alleata di Milano (quest’ultima venne messa al bando e privata di tutti i suoi privilegi).

Galliate (Stemma)

Asti (Stemma)

Asti (Gonfalone)

Asti (Bandiera)

Chieri (Stemma)

Marchesato di Monferrato (Cartina)

Marchesi di Monferrato (Albero genealogico)

Monferrato (Stemma)

Tortona (Stemma)

Tortona (Gonfalone)

Quindi si mise in marcia verso Roma per cingere la corona di imperatore, incontrò papa Adriano IV a Viterbo e si accordò con lui per far catturare e giustiziare Arnaldo da Brescia, abbattendo il regime comunale romano.

Federico I Barbarossa riceve Arnaldo da Brescia (Bassorilievo)

Successivamente rifiutò la corona imperiale offertagli dai cittadini romani per ricevere quella consegnatagli da papa Adriano IV (giugno 1155), ma quest’ultimo sgarbo, oltre alla sottomissione che la città aveva dovuto subire, scatenò una serie di violenti tumulti contro l’esercito tedesco, per cui Federico I Barbarossa tornò indietro verso l’Italia settentrionale e per ritorsione saccheggiò Spoleto. Papa Adriano IV, nel frattempo, per garantirsi comunque una protezione, venne a patti con i Normanni, la cui potenza un tempo era stata in realtà giudicata pericolosa dal pontefice, concedendo al re di Sicilia Guglielmo I il Malo l’investitura di tutto il regno, comprese Capua e Napoli.

Normanni

Normanno (Cavaliere)

Normanni (Miniatura)

Normanno - Cavaliere (Miniatura)

Normanni (Scudo)

Normanni (Spada)

Cavaliere normanno - Sarcofago (Cripta - Duomo di Palermo)

Palazzo dei Normanni - Palermo

Palazzo dei Normanni - Entrata - Palermo

Palazzo dei Normanni (Stemma)

Palazzo dei Normanni (Sotterranei)

Palazzo dei Normanni (Veduta aerea)

Palazzo dei Normanni - Cortile (Francobollo)

Capua (Stemma)

Napoli - Cartina (Antica illustrazione)

Napoli - Cartina (Illustrazione di Matthaus Merian)

Napoli - Cartina (Illustrazione di W. B. Clarke)

Napoli - Porto (Antica illustrazione)

Napoli (Illustrazione di A. Rouargue)

Napoli (Illustrazione di A. Rouargue)

Napoli (Illustrazione di Grandsire)

Napoli (Illustrazione di H. Bibby)

Napoli (Illustrazione di J. Schroeder)

Napoli (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Napoli - Cartina (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Napoli - Cartina (Illustrazione di Henry de Beauvau)

Napoli - Cartina (Illustrazione di Johannes Baptiste Homann)

Napoli - Cartina (Illustrazione di John Stockdale)

Napoli (Illustrazione di Giuseppe Maria Mecatti)

Napoli - Porto (Illustrazione di Giambattista Albrizzi)

Napoli (Veduta dal satellite)

Napoli (Stemma)

Napoli (Bandiera)

Questo accordo però veniva meno ai patti tra Adriano IV e Federico I Barbarossa, e d’altra parte non mancavano altri motivi di contrasto tra i due, a causa dell’eccessiva ingerenza di Federico I Barbarossa nell’elezione dei vescovi in Germania. Un conflitto vero e proprio scoppiò nella dieta di Besancon (1157), in occasione della quale si scontrarono le due opposte concezioni del “cesaropapismo imperiale” (da Cesare, ovvero imperatore, che ha controllo sul papa) e della “teocrazia papale” (da “theòs” “divino” e “cratos” “potere”): la prima concezione vede il potere temporale dell'imperatore dotato di un’autorità e una libertà decisionale assolutamente superiori in ogni campo a qualsiasi altra autorità anche quella sacra, mentre la seconda è la concezione del potere riassunta nel “Dictatus Papae” di Gregorio VII che vede l'assoluta superiorità del potere spirituale del Papa su quello dell'Imperatore, anche in materia di concessione di autorità politiche, per cui il papa può perfino svincolare i sudditi dalla sovranità imperiale.

Besancon - Francia (Cartina)

Besancon - Cartina (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Besancon - Cartina (Illustrazione di Samson Bruley)

Besancon (Antica illustrazione)

Besancon - Arco di Trionfo romano (Illustrazione di A. Rouargue)

Besancon (Francobollo)

Besancon (Stemma)

Besancon (Bandiera)

Besancon (Veduta aerea)

Besancon (Veduta dal satellite)

L’anno dopo, giugno del 1158, alla luce di questi contrasti di natura ideologica col pontefice e dato che Milano aveva ripreso ad agire con una certa autonomia, provvedendo, per esempio, alla ricostruzione di Tortona, Federico I Barbarossa decise per una seconda discesa in Italia, stavolta alla testa di truppe più ingenti. Fatta ricostruire Lodi, assediò Milano, obbligandola a sottoporre all’approvazione imperiale la nomina dei suoi consoli.

Federico I Barbarossa entra a Milano

Federico I Barbarossa riceve omaggio dai nobili milanesi

A novembre dello stesso anno venne convocata la seconda, e più importante, ”Dieta di Roncaglia”, cui parteciparono importanti esperti di diritto dell’Università di Bologna che fornirono a Federico I Barbarossa, su sua esplicita richiesta, l’elenco dei diritti regi, poi inserito nella “Costitutio de regalibus”: elezione di duchi, conti e marchesi, nomina dei consoli comunali e dei magistrati cittadini, riscossione delle tasse, conio delle monete, imposizione di lavori di carattere pubblico. Tutti questi diritti Federico I Barbarossa fu anche disposto a lasciarli ai Comuni, in cambio però di un tributo annuo e del riconoscimento che l’impero fosse la fonte di ogni potere. In base a quest’ultimo principio Federico I Barbarossa emanò anche la “Costitutio de pacis” con cui proibì le leghe fra città e le guerre private. Per quanto riguardò infine i beni fondiari, per quelli pubblici (contee, ducati, ecc.) rivendicò la dipendenza regia, per quelli allodiali il diritto dell’imperatore di dare o meno il proprio consenso a che un proprietario potesse esercitare diritti signorili: gli “allodi” diventarono quasi dei feudi a tutti gli effetti. Inviò ovunque propri funzionari che ricevessero l’omaggio vassallatico dai signori e controllassero in modo diretto, in qualità di podestà, i Comuni più riottosi. Intanto moriva Adriano IV e al suo posto la maggioranza dei cardinali eleggeva Alessandro III, che si accostò subito dalla parte dei Comuni, mentre la minoranza votò un cardinale parente di Federico I Barbarossa, col nome di Vittore IV. Federico I Barbarossa pretese di decidere quale dei due fosse il legittimo pontefice e convocò un concilio a Pavia, ma Alessandro III rifiutò di riconoscere la competenza di Federico I Barbarossa in materia e, poiché il concilio riconobbe papa Vittore IV, Alessandro III scomunicò l’imperatore, e si rifugiò in Francia.

Francia (Cartina fine X secolo) Francia (Cartina fine X secolo)

Francia (Cartina 1035) Francia (Cartina 1100-1223)

Francia (Cartina 1154-1184) Francia (Cartina 1180-1189)

Francia (Cartina 1180-1314) Francia (Cartina XIII secolo)

Francia e Inghilterra (Cartina X-XIV secolo)

Francia - Cartina (Antica illustrazione)

Francia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Francia - Cartina (Illustrazione di Cellarius)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. B. L. Charle)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. Tallis)

Francia - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Francia - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Francia - Cartina (Illustrazione di P. Cluver)

Francia - Cartina (Illustrazione di R. de Vaugondy)

Francia - Cartina (Illustrazione di Robert Morden)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Jefferys)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Stackhouse)

Francia - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Francia (Veduta dal satellite)

Milano intanto continuò a non arrendersi, attaccando e sconfiggendo a più riprese le truppe imperiali. Stavolta però la reazione di Federico I Barbarossa fu definitiva: il 10 marzo 1162 Milano fu costretta alla resa, e subito dopo iniziò la sua distruzione. Federico I Barbarossa sembrò all’apogeo della sua potenza e tornò in Germania, per ridiscendere tuttavia solo l’anno dopo, nel 1163, perché già incalzava la riscossa italiana: intanto moriva l’antipapa Vittore IV, cui ne seguiranno altri due, Pasquale III e Callisto III, mentre papa Alessandro III, ricevuto il riconoscimento della sua autorità dagli altri sovrani d’Europa, poté tornare a Roma, nel 1165. La terza discesa in Italia di Federico I Barbarossa si concluse tuttavia con un nulla di fatto: organizzata una campagna militare contro i Normanni, per la quale doveva avere l’appoggio di Pisa e Genova, Federico I Barbarossa dovette desistere per un’imprevista malattia, e tra l’altro anche Pisa e Genova, impegnate in un’aspra contesa per il controllo della Sardegna, avevano alla fine rinunciato, per cui l’imperatore tornò in patria.

Pisa (Antica illustrazione)

Pisa (Illustrazione di J. D. Harding)

Pisa (Illustrazione di Jacopo Filippo Foresti)

Pisa (Stemma)

Pisa (Gonfalone)

Pisa (Bandiera)

Genova - Cartina (Antica illustrazione)

Genova - Cartina (Illustrazione di F. De Wit)

Genova - Cartina (Illustrazione di Le Rouge)

Genova - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Genova - Levante - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Genova - Ponente - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Genova (Cartina)

Genova (Antica illustrazione)

Genova (Illustrazione di A. Rouargue)

Genova (Illustrazione di J. Sorrieu)

Genova (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Genova (Illustrazione di W. Turner)

Genova (Stemma)

Genova (Gonfalone)

Genova (Bandiera)

Nel frattempo le città della “marca veronese” (Verona, Treviso, Vicenza e Padova), con l’appoggio di Venezia (che mirava però, più che al riconoscimento del regime comunale, all’ampliamento ulteriore della propria autonomia) fondavano nel 1164 la Lega Veronese, venendo meno alla “Costitutio de pacis”, mentre anche in Lombardia la città di Cremona, da sempre fedele all’imperatore, gli si rivoltava contro, creando con Brescia, Bergamo, Mantova e Milano (o meglio i Milanesi, dato che non avevano più una città) la “Lega Cremonese”, grazie al giuramento di Pontida del 7 aprile 1167.

Verona - Cartina (Antica illustrazione)

Verona - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Verona - Cartina (Illustrazione di Malacarne)

Verona - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Verona (Cartina)

Verona (Antica illustrazione)

Verona (Veduta aerea)

Verona (Stemma antico)

Verona (Bandiera antica)

Verona (Stemma)

Verona (Bandiera)

Treviso (Stemma)

Vicenza (Antica illustrazione)

Vicenza (Veduta aerea)

Vicenza (Veduta dal satellite)

Vicenza (Stemma)

Vicenza (Bandiera)

Padova - Cartina (Antica illustrazione)

Padova - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Padova - Cartina (Illustrazione di Giovanni Valle)

Padova - Cartina (Illustrazione di Rizzi Zanoni)

Padova (Cartina)

Padova (Antica illustrazione)

Padova - Orto botanico (Antica illustrazione)

Padova - Sant'Antonio da Padova - Chiesa (Antica illustrazione)

Padova - Porta Portello (Illustrazione di Canaletto)

Padova (Veduta aerea)

Padova (Stemma)

Padova (Gonfalone)

Padova (Bandiera)

Veneziani - XIII secolo

Veneziano - Guerriero (Miniatura)

Venezia - Cartina (Antica illustrazione)

Venezia - Cartina (Illustrazione di B. R. Davies)

Venezia - Cartina (Illustrazione di W. B. Clarke)

Venezia - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Venezia (Antica illustrazione)

Venezia (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Venezia (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Venezia (Illustrazione di Francanzano Montalboddo)

Venezia (Illustrazione di G. Rosa)

Venezia (Illustrazione di Georg Keller)

Venezia (Illustrazione di Giovanni Andrea Vavassore detto Vadagnino)

Venezia (Illustrazione di Giovanni Merlo)

Venezia (Illustrazione di Giovanni Xenodocos da Corfù)

Venezia - Particolare (Illustrazione di Giovanni Xenodocos da Corfù)

Venezia (Illustrazione di Hartman Schedel)

Venezia (Illustrazione di Jacopo De Barbari)

Venezia - Particolare (Illustrazione di Jacopo De Barbari)

Venezia (Illustrazione di Johann Georg Ringle)

Venezia (Illustrazione di Johannes Philippus Bergomensis)

Venezia (Illustrazione di Matteo Suetter)

Venezia (Illustrazione di Matthaeus Merian)

Venezia (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia (Illustrazione di Sebastian Munster)

Venezia (Illustrazione di W. Turner)

Venezia - Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Ponte Rialto (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Ponte Rialto (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Ponte Rialto (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Chiesa di Santa Maria della Salute (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Chiesa di Santa Maria della Salute (Illustrazione di W. L. Leitch)

Venezia - Ponte dei Sospiri (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Regata sul Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Regata sul Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Regata sul Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Basilica di San Marco (Pianta)

Venezia - Basilica di San Marco (Antica illustrazione)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Felix Francois Georges Philibert Ziem)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Basilica di San Marco - Cavalli bizantini (Illustrazione di Henry Roderick Newman)

Venezia - Basilica di San Marco - Interno (Antica illustrazione)

Venezia - Basilica di San Marco - Interno (Antica illustrazione)

Venezia - Basilica di San Marco - Interno (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Basilica di San Marco - Interno (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Antonio Visentini)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Donato Rasciotti)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Francesco Guardi)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Gabriele Bella)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Gabriele Bella)

Venezia - Piazza San Marco - Processione (Illustrazione di Gentile Bellini - Galleria dell'Accademia - Venezia - Italia)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Gentile Bellini - Galleria dell'Accademia - Venezia - Italia)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Giovanni Battista Brustolon)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Matteo Suetter)

Venezia - Torre Orologio (Antica illustrazione)

Venezia - Torre Orologio (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Torre Orologio (Illustrazione di Dionisio Moretti)

Venezia - Torre Orologio (Illustrazione di Francesco Guardi)

Venezia - Torre Orologio (Illustrazione di Vincenzo Coronelli)

Venezia - Torre Orologio - Particolare (Illustrazione di Vincenzo Coronelli)

Venezia - Palazzo del Doge (Antica illustrazione)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di A. Rouargue)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Alfred Pollentine)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Aniello Portio)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Antonio Maria Reyna)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Antonio Visentini)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Bruno Hohenstaufen)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Claude Monet)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Dionisio Moretti)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Francesco Guardi)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Giorgio Albertini)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di J. Poppel)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di J. Poppel)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Jacopo De Barbari)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Michele Marleschi)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Pierre Auguste Renoir)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Richard Parkes Bonington)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Palazzo del Doge in fuoco (Illustrazione di Georg Hoefnagel)

Venezia - Palazzo del Doge - Scalinata dei Giganti (Illustrazione di W. L. Leitch)

Venezia - Palazzo del Doge - Interno (Antica illustrazione)

Venezia (Veduta aerea)

Venezia (Veduta dal satellite)

Venezia (Stemma)

Venezia (Gonfalone)

Venezia (Bandiera)

Brescia (Cartina)

Brescia - Cartina (Illustrazione di Pierre Mortier)

Brescia e Milano - Cartina (Antica illustrazione)

Brescia (Stemma)

Brescia (Bandiera)

Bergamo (Cartina)

Bergamo (Cartina - Illustrazione di Pierre Mortier)

Bergamo (Antica illustrazione)

Bergamo (Stemma)

Bergamo (Gonfalone)

Bergamo (Veduta aerea)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Antonio Zatta)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Desnos)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Heirs Homann)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Jan Jansonn)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Jan Jansonn)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Jan Jansonn)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Stockdale)

Mantova (Cartina)

Mantova (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Mantova (Veduta aerea)

Mantova (Stemma)

Mantova (Gonfalone)

Mantova (Bandiera)

Il primo dicembre dello stesso anno dalla fusione delle due leghe nasceva la “Societas Lombardiae”, la Lega Lombarda. Ad esse si unirono subito Parma, Piacenza e Lodi, e anche papa Alessandro III diede il proprio appoggio, mentre non lo fece il Regno di Sicilia, a causa di un momento di riassesto dinastico (dopo la morte di Guglielmo I il Malo il successore Guglielmo II il Buono, non aveva l’età per governare e finì sotto la tutela della madre).

Federico I Barbarossa (Moneta)

Federico I Barbarossa (Sigillo - Archivio segreto del Vaticano - Città del Vaticano)


Federico I Barbarossa reagì prontamente: sceso per la quarta volta in Italia nel 1166, si impadronì subito di Roma, dove si fece incoronare imperatore per la seconda volta dall’antipapa Pasquale III (1 agosto 1167), mentre Alessandro III si rifugiò a Benevento.

Benevento (Antica illustrazione)

Benevento (Stemma)

Poi si volse contro i Normanni, ma una grave epidemia scoppiata nell’esercito lo costrinse a riparare a Pavia, insieme a Como l’unica città rimastagli fedele, dopodiché dovette tornare in Germania, dandosi quasi alla fuga e riuscendovi solo con l’appoggio del marchese di Monferrato. Federico I Barbarossa rimase in patria 6 anni, durante i quali rafforzò la propria posizione, ma anche la Lega Lombarda nel frattempo diventò sempre più potente, le città e perfino i signori feudali che vi aderivano erano sempre più numerosi e ora il Regno di Sicilia e perfino l’impero bizantino vi partecipavano, mentre Milano risorgeva rapidamente e per neutralizzare la possibilità di interevento da parte di Pavia e del marchese del Monferrato si fondò sul Tanaro una nuova città, chiamata “Alessandria” in onore del papa Alessandro III (1168).

Alessandria (Antica illustrazione)

Alessandria (Illustrazione di J. T. Palmatary)

Alessandria (Stemma)

Bandiera

 

Nel 1174 Federico I Barbarossa operò la sua quinta discesa in Italia: subito prese Asti e mosse contro Alessandria un assedio di ben 7 mesi, interrotto solo dal sopraggiungere dell’imponente esercito della Lega. A quel punto Federico I Barbarossa fu costretto per la seconda volta a rifugiarsi a Pavia, né ebbero alcun risultato positivo per lui i successivi accordi armistiziali di Montebello dell’aprile di quello stesso anno, che valsero solo a guadagnare tempo in attesa dei rinforzi militari in arrivo dalla Germania, che non furono però numerosi come sperato perché in patria i signori feudali stavano iniziando a stancarsi delle onerose spedizioni militari italiane, che tra l’altro andavano incontro ad alterne vicende, mentre della Germania Federico I Barbarossa non sembrava occuparsi troppo. E proprio mentre, aggregatesi le truppe di rinforzo, Federico I Barbarossa aveva appena ripreso la marcia verso sud, l’imperatore venne travolto a Legnano, il 29 maggio 1176, dall’esercito della Lega capeggiato da Alberto da Giussano, incappando in una disastrosa sconfitta, per la quale i massimi artefici furono, non a caso, i Milanesi, che, suddivisi in due “compagnie, quella del Carroccio e quella della Morte”, impedirono che si convertisse in fuga precipitosa il primo ripiegamento cui la cavalleria tedesca aveva costretto parte dell’esercito lombardo, dopodiché spinsero quest’ultimo al decisivo contrassalto.

Legnano battaglia (Illustrazione di Amos Cassioli)

Legnano battaglia (Illustrazione di Massimo Taparelli D'Azeglio - Galleria Civica di Arte Moderna - Torino - Italia)

Legnano (Carroccio)

Legnano - Carroccio (Illustrazione di Amos Cassioli)

Legnano - Cavalieri Lombardi dopo la battaglia

Alberto da Giussano nella battaglia di Legnano

Alberto da Giussano (Miniatura)

Alberto da Giussano (Statua - Legnano - Italia)

Legnano (Stemma) Legnano (Veduta aerea)

L’esercito tedesco trovò rifugio, ancora una volta, a Pavia, dopodiché Federico I Barbarossa si affrettò a cercare di risolvere la questione con la diplomazia, avviando le trattative di pace direttamente con il papa Alessandro III, con cui si giunse ad un accordo in base al quale Federico I Barbarossa disconobbe l’antipapa e restituì al Comune di Roma le sue regalie e i suoi territori, mentre Alessandro III garantì la propria mediazione con i Comuni (“accordi preliminari di Anagni”, novembre 1176), che però la rifiutarono, non gradendo il cambiamento di atteggiamento del pontefice.

Anagni (Stemma)

Si giunse così al nuovo tentativo di pacificazione che si svolse a Venezia nel luglio 1177, cui parteciparono il papa Alessandro III, Federico I Barbarossa, Guglielmo II il Buono e delegati dei Comuni: si confermarono sostanzialmente gli accordi di Anagni ma non si giunse ad una pace definitiva, bensì ad una tregua lunga col re di Sicilia Guglielmo II il Buono e ad una triennale coi Comuni.

Federico I Barbarossa rende omaggio a papa Alessandro III (Illustrazione_di_Spinello Arteino (Palazzo Pubblico - Siena - Italia)

Federico I Barbarossa chiede perdono a papa Alessandro III

Federico I Barbarossa chiede perdono a papa Alessandro III

Federico I Barbarossa incontra Alessandro III (Illustrazione di Federico Zuccari - Palazzo Ducale - Venezia - Italia)

Federico I Barbarossa incontra Alessandro III e il Doge di Venezia Sebastiano Ziani (Pace di Venezia - 1177)

Federico I Barbarossa tornò a quel punto in Germania, per risolvere definitivamente i contrasti con i suoi feudatari, in modo particolare con Enrico il Leone, reo di non aver sostenuto l’imperatore nel modo adeguato dal punto di vista militare.

Federico I Barbarossa rende omaggio a Enrico il Leone (Palazzo di Goslar - Germania)

Federico I Barbarossa rende omaggio a Enrico il Leone - Particolare (Palazzo di Goslar - Germania)

L’ostinata resistenza di Enrico il Leone fu infine vinta (1180), e nel frattempo anche in Italia la situazione andò migliorando, poiché la Lega si stava sfaldando a causa di contrasti e rivalità interne fra i Comuni. Si giunse così alla “pace di Costanza”, il 25 giugno 1183: Federico I Barbarossa riconosceva la Lega e faceva concessioni alle città che la componevano, riguardanti tutti gli ambiti, amministrativo, politico e giudiziario, regalie comprese; rinunciava inoltre alla nomina dei podestà, riconoscendo i consoli nominati dai cittadini. I Comuni si impegnavano in cambio a pagare un indennizzo “una tantum” di 15000 lire e un tributo annuo di 2000; a corrispondere all’imperatore il “fodro” (ossia il foraggio per i cavalli, o un’imposta sostitutiva) quando questi scendeva in Italia; a concedere all’imperatore la prerogativa di redimere in prima persona le questioni fra un Comune e l’altro. Si trattava di un compromesso che segnava la rinuncia all’ormai anacronistico concetto di “impero universale” e, dunque, al piano di dominio assoluto di Federico I Barbarossa, mentre i Comuni mantenevano la loro larga autonomia. Prima di morire, tuttavia, Federico I Barbarossa riuscì ad estendere la propria autorità sul regno normanno, dando in matrimonio il figlio Enrico VI a Costanza d’Altavilla, ultima erede della dinastia normanna. Dopo la pace stipulata con il Papa Alessandro III, Federico I Barbarossa si imbarcò per la Terza Crociata (1189) con Filippo II Augusto re di Francia e Riccardo I Cuor di Leone re d'Inghilterra, ma affogò traversando il fiume Saleph in Cilicia nel Sud-Est dell'Anatolia (Asia Minore).

Cilicia (Cartina 1080 - 1199) Cilicia (Cartina 1199 - 1375)

Cilicia (Stemma)

Anatolia (Cartina - Illustrazione di B. Langenes)

Anatolia (Cartina - Illustrazione di Willem Blaeu)

Asia Minore e Stati Crociati in Siria - 1140

Asia Minore (Cartina) Asia Minore (Veduta dal satellite)

 

Federico I Barbarossa nella battaglia di Konia (Palazzo di Goslar - Germania)

Federico I Barbarossa nella battaglia di Konia - Particolare (Palazzo di Goslar - Germania)

Federico I Barbarossa muore annegato nel fiume Saleph (Illustrazione di H. Vogel)

Federico I Barbarossa muore annegato (Illustrazione di Gustave Dore)


A Federico I Barbarossa successe sul trono reale e imperiale il figlio Enrico VI. Le esatte circostanze della morte di Federico I Barbarossa, avvenuta il 10 Giugno 1190 nelle acque del fiume Saleph, sono sconosciute. È ipotizzabile che sia stato disarcionato da cavallo e lo shock dovuto all'acqua fredda gli abbia causato un attacco di cuore all'età di 67 anni. Appesantito dalla sua stessa armatura, affogò nelle acque che a mala pena arrivavano ai fianchi, secondo quanto riferisce il cronista Ibn al-Athir. Il peso dell'armatura di quel giorno, progettata per essere la più leggera possibile, fu tale da trascinare con se un uomo in salute in acque poco profonde.

Federico I Barbarossa (Statua)

Federico I Barbarossa (Statua - Sinzig distretto di Ahrweiler - Germania)

Sinzig (Distretto di Ahrweiler - Stemma)

Ahrweiler (Distretto della Germania - Stemma)


Una versione più mitologica della morte di Federico I Barbarossa è basata sull'ipotesi che fosse in possesso della leggendaria Lancia Sacra (Lancia del Destino - Lancia di Longino). Secondo il mito, chiunque possieda la Lancia Sacra è imbattibile, ma se il portatore ne fosse privato, perderebbe anche la vita di lì a poco. Federico I Barbarossa morì guadando il fiume e in quel momento, alcuni resoconti dicono che la lancia che portava gli cadde dalle mani. La morte di Federico I Barbarossa buttò il suo esercito nel caos. Senza comandante, in preda al panico e attaccato da tutti i lati dai turchi, molti tedeschi furono uccisi o disertarono. Solo 5000 soldati, una piccola frazione delle forze iniziali, arrivò ad Acri. Il figlio di Federico I Barbarossa, Federico VI di Svevia proseguì con i soldati rimasti dell'esercito, con l'obiettivo di dar sepoltura all'imperatore a Gerusalemme, ma gli sforzi per conservare il cadavere nell'aceto fallirono. Quindi le spoglie furono seppellite nella chiesa di San Pietro in Antiochia di Siria, le ossa nella cattedrale di Tiro e il suo cuore e gli organi interni a Tarso.

Antiochia (Cartina)

Antiochia (Antica illustrazione)

Antiochia (Illustrazione di H. Warren)

Antiochia (Illustrazione di J. D. Harding)

Antiochia (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Palazzo Seleucus - Rovine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta di ferro - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Mura - Antica illustrazione)

Antiochia (Rovine - Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Cavaliere - Miniatura) Antiochia (Cavaliere - Miniatura)

Antiochia (Veduta aerea)

Tiro (Antica illustrazione)

Tiro (Illustrazione di Charles Wilson)

Tiro (Illustrazione di David Roberts)

Tiro - Particolare (Illustrazione di David Roberts)

Tiro (Illustrazione di David Roberts)

Tiro (Rovine - Antica illustrazione)

Tiro (Veduta dal satellite)

Tarso (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Tarso (Illustrazione di W. L. Leitch)

Tarso (Porta)

L'improvvisa morte di Federico I Barbarossa lasciò l'esercito crociato sotto il comando dei rivali Filippo II Augusto re di Francia e Riccardo I Cuor di Leone re d'Inghilterra che, giunti in Palestina separatamente via mare, infine portarono alla sua dissoluzione.

Palestina al tempo di Cristo (Cartina)

Palestina - Cartina (Antica illustrazione)

Palestina - Cartina (Illustrazione di Cellarius)

Palestina (Veduta dal satellite)

Riccardo I Cuor di Leone continuò verso Est dove affrontò il Saladino con alterni esiti, ma senza raggiungere il suo obiettivo finale, la conquista di Gerusalemme. Federico I Barbarossa è soggetto di molte leggende, tra cui quella dell'eroe dormiente, come le più antiche leggende britannico-celtiche di Artù e Bran il Benedetto. Si dice che non sia morto ma addormentato coi suoi cavalieri in una caverna nelle montagne di Kyffhauser in Turingia, e che quando i corvi cesseranno di volare intorno alla cima si desterà e porterà la Germania alla sua antica grandezza. Secondo la leggenda la sua barba rossa sarebbe cresciuta attraverso il désco sul quale siede. I suoi occhi sarebbero mezzi chiusi nel dormiveglia, ma di quando in quando alzerebbe la sua mano e manderebbe un fanciullo all'esterno per vedere se i corvi abbiano smesso di volare. Una storia simile, ambientata in Sicilia, fu precedentemente attribuita al suo nipote Federico II. L'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel 1941 fu chiamata “Operazione Barbarossa” in ricordo di Federico I Barbarossa.
Discendenti di Federico I Barbarossa da sua moglie Beatrice di Borgogna:

Federico I Barbarossa sposa Beatrice di Borgogna

Beatrice di Borgogna

Borgogna (Stemma)

Borgogna - Stemma (Francobollo)

Borgogna (Bandiera)



1) Beatrice di Hohenstaufen (nata tra il 1160 ed il 1162, morta prima del 1174).
2) Federico V di Hohenstaufen (1164 - morto tra il 1168 ed il 1170), Duca di Svevia dal 1167.
3) Enrico VI (1165 - 1197), Imperatore del Sacro romano impero, re di Germania e d'Italia (1190 - 1197) e dopo il matrimonio con Costanza d'Altavilla (1154 - 1198), figlia del re Ruggero II, re di Sicilia (1194 -1197).
4) Federico VI di Hohenstaufen (1167 - 1191), Duca di Svevia (1170 -1191).
5) Sofia di Hohenstaufen (1168 - 1187).
6) Ottone II di Hohenstaufen (ca. 1170 - ca. 1200), Conte Ottone I di Borgogna (1190 - 1200).
7) Corrado II di Hohenstaufen (1172 - 1196), Duca di Svevia e Rottenburg (1191 - 1196), sposò Berengaria di Castiglia (? - 1244), figlia del re Alfonso VIII di Castiglia.

Castiglia - Cartina (Antica illustrazione)

Castiglia (Stemma)

Castiglia (Bandiera)
8) Rinaldo (1173 - morto bambino)
9) Guglielmo (1176 - morto bambino)
10) Filippo di Svevia (1177 - 1208) Duca di Svevia e d'Alsazia (1196 - 1208) e re di Germania e d'Italia (1198 - 1208), sposò Irene Angelo (1181 -1208), figlia dell'imperatore di Bisanzio Isacco II Angelo.
11) Agnese di Hohenstaufen (1180 - 1184).


Federico I Barbarossa (Scudo) Federico I Barbarossa (Scudo)

Federico I Barbarossa (Spada)

Stemma di Federico I Barbarossa Duca di Svevia

Stemma di Federico I Barbarossa Duca di Svevia

Stemma di Federico I Barbarossa Imperatore del Sacro Romano Impero

Stemma di Federico I Barbarossa Imperatore del Sacro Romano Impero

Stemma di Federico I Barbarossa Imperatore del Sacro Romano Impero

ALBERO GENEALOGICO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Federico I “Barbarossa”, Imperatore S.R.I.

 

 

 

 

Federico II, Duca di Svevia n. 1090 d. 6 Apr 1147

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuditta, Principessa di Baviera n. 1103 d. 22 Feb 1125

 

 

Federico I, Conte di Hohenstaufen n. 1050 d. 20 Gen. 1105

 

 

Agnese di Franconia  n. 1052 d. 1142

 

 

 

 

 

Enrico, Duca di Baviera n. 1074 d. 1136

 

 

Ulfhide (Wolfhildis), Principessa di Sassonia n. 1076 d. 29 Dic. 1126

 

 

Federico Hohenstaufen n. 1015

Hildegarde di Hohenlohe n. 1017

Enrico IV, Imperatore Germania n. 11 Nov. 1050

 

Bertha, Contessa di Maurine, (Imperatrice) n. 21 Set. 1051

 

Guelph IV Duca di Baviera n. 1040

 

Giuditta Contessa di Northumberland n. 1037

Magno, Duca di Sassonia n. 1050

 

Sofia, Principessa di Ungheria n. 1044

Federico De_Buren

 

 

 

Enrico III, Imperatore Germania

Agnese di Aquitania

Ottone, Conte di Maurine

Adaline De Suza

Azo II Marchese di Este

Cunigunde di Baviera

Baldovino V Conte delle Fiandre

Adele (Alix) Principessa di Francia

Bela I, Re Ungheria

Richza or Ryksa, Regina Polonia