GREGORIO VII

(pontificato 1073-1085)

 
                                                                                                                              
 

 
Gregorio VII, al secolo Ildebrando Aldobrandeschi di Soana (Sovana, ca. 1020/1025 - Salerno, 25 maggio 1085), fu Papa della Chiesa cattolica, che lo venerò come santo, dal 1073 alla sua morte.

Gregorio VII

Gregorio VII (Statua)

Uno dei più importanti papi riformatori, Gregorio VII fu noto per il ruolo svolto nella lotta per le investiture, che lo pose in contrasto con l'Imperatore del Sacro Romano Impero Enrico IV. Gregorio VII nacque a Sovana, un piccolo villaggio della Toscana dove esiste ancora la sua casa. Venne inviato a Roma in giovane età per la sua educazione; un suo zio fu infatti abate del monastero di santa Maria sull'Aventino.

Roma - Cartina (Antica illustrazione)

Roma - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Roma - Cartina (Illustrazione di Giambattista Nolli)

Roma - Cartina (Illustrazione di Giambattista Nolli)

Roma - Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Falda)

Roma - Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Cartina (Illustrazione di J. Stockdale)

Roma - Cartina (Illustrazione di Joachim Sandrart)

Roma - Cartina (Illustrazione di Joan Blaeu)

Roma - Cartina (Illustrazione di Jodocus Hondius)

Roma - Cartina (Illustrazione di Johannes Baptiste Homann)

Roma - Cartina (Illustrazione di Matteo Florimi)

Roma - Cartina (Illustrazione di Matthaus Merian)

Roma - Cartina (Illustrazione di Onofrio Panvinio)

Roma - Cartina (Illustrazione di Paolo Forlani)

Roma - Cartina (Illustrazione di R. Barbot)

Roma - Cartina (Illustrazione di Sebastian Munster)

Roma - Cartina (Illustrazione di Sebastiano Del Re)

Roma - Cartina (Illustrazione di W. B. Clarke)

Roma - Cartina (Illustrazione di William R. Shepherd)

Roma - Campagna - Cartina (Illustrazione di Johannes Ianbonius)

Roma (Antica illustrazione)

Roma (Illustrazione di A. Rouargue)

Roma (Illustrazione di Antoine Du Pinet)

Roma (Illustrazione di Antonio Tempesta)

Roma (Illustrazione di C. Stanfield)

Roma (Illustrazione di Daniel Meisner)

Roma (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Roma (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Roma (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Roma (Illustrazione di Giacomo Lauro)

Roma (Illustrazione di Giulio Ballino)

Roma (Illustrazione di Giuseppe Vasi)

Roma (Illustrazione di H. Chatelain)

Roma (Illustrazione di Hartmann Schedel)

Roma (Illustrazione di Hartmann Schedel)

Roma (Illustrazione di Hartmann Schedel)

Roma (Illustrazione di Hughes Pinard)

Roma (Illustrazione di Israel Silvestre)

Roma (Illustrazione di Johann Christoph Haffner)

Roma (Illustrazione di Lechard)

Roma (Illustrazione di Pierre Aveline)

Roma (Illustrazione di Salomon Corrodi)

Roma (Illustrazione di Samuel Prout)

Roma (Illustrazione di Sebastian Munster)

Roma veduta da Monte Mario (Illustrazione di Ippolito Caffi - Museo di Roma - Italia)

Roma - Castel Sant'Angelo (Antica illustrazione)

Roma - Castel Sant'Angelo (Illustrazione di Giuseppe Vasi)

Roma - Castel Sant'Angelo (Illustrazione di Ippolito Caffi - Museo di Roma - Italia)

Roma - Fontana dell'Acqua Paola (Illustrazione di Giovanni Acquaroni)

Roma - Fontana di Minerva (Illustrazione di Hubert Robert)

Roma - Fontana di Trevi (Antica illustrazione)

Roma - Campo Vaccino (Antica illustrazione)

Roma - Campo Vaccino (Illustrazione di Francesco Morelli)

Roma - Giardini Farnese (Illustrazione di Jean Baptiste Camille Corot)

Roma - Convento di Santa Sabina - Giardino (Antica illustrazione)

Roma - Ponte Sisto (Antica illustrazione)

Roma - Portico d'Ottavia (Antica illustrazione)

Roma - Arco di Costantino (Antica illustrazione)

Roma - Arco di Tito (Antica illustrazione)

Roma - Arco di Settimio Severo (Antica illustrazione)

Roma - Arco Annunziata (Illustrazione di Ettore Franz Roesler)

Roma - Arco (Illustrazione di De Machy)

Roma - Colosseo (Antica illustrazione)

Roma - Colosseo (Antica illustrazione)

Roma - Colosseo (Illustrazione di Jean Baptiste Camille Corot)

Roma - Colosseo e Foro Romano (Illustrazione di Gaspar Wan Wittel)

Roma - Colosseo - Interno (Illustrazione di Luigi Rossini)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di Canaletto)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di David Roberts)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di Ippolito Caffi)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di Ippolito Caffi)

Roma - Foro Romano (Illustrazione di Ippolito Caffi)

Roma - Foro Romano (Veduta dal satellite)

Roma - Pantheon (Pianta)

Roma - Pantheon (Antica illustrazione)

Roma - Pantheon (Illustrazione di Alessandro Antonelli)

Roma - Pantheon (Illustrazione di Francesco Gandini)

Roma - Pantheon (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Pantheon - Interno (Antica illustrazione)

Roma - Pantheon - Interno (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini)

Roma - Pantheon - Interno (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini)

Roma - Pantheon - Interno (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini - Museo Lichenstein - Vienna - Austria)

Roma - Pantheon - Interno (Illustrazione di Otto Spamer)

Roma - Pantheon (Veduta aerea)

Roma - Piazza del Campidoglio (Antica illustrazione)

Roma - Piazza del Campidoglio (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Marco Aurelio - Statua - Rovine (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini)

Roma - Piazza Colonna (Antica illustrazione)

Roma - Piazza di Spagna (Illustrazione di Francesco Gandini)

Roma - Piazza Trinità dei Monti (Illustrazione di Francesco Gandini)

Roma - Uscita dalla Chiesa di Trinità dei Monti (Antica illustrazione)

Roma - Piazza del Popolo (Antica illustrazione)

Roma - Piazza del Quirinale (Antica illustrazione)

Roma - Piazza del Quirinale (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Piazza Navona (Antica illustrazione)

Roma - Piazza Navona (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Roma - Piazza Navona (Illustrazione di Salvatore Colonelli Sciarra)

Roma - Piazza Navona (Veduta aerea)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano (Pianta)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano (Antica illustrazione)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano (Illustrazione di A. Moschetti)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano - Interno (Antica illustrazione)

Roma - Basilica di San Giovanni in Laterano - Interno (Illustrazione di D. Pronti)

Roma - Basilica di Santa Maria Maggiore - Interno (Antica illustrazione)

Roma - Sette Chiese (Illustrazione di Giacomo Lauro)

Roma - Sette Chiese (Illustrazione di Matthaus Seutter)

Roma - Sepolcro di Caio Cestio (Antica illustrazione)

Roma - Sepolcro di Caio Cestio - Rovine (Illustrazione di Giovanni Paolo Pannini)

Roma - Sepolcro di Cecilia Metella (Antica illustrazione)

Roma - Sepolcro di Pompeo sulla Via Appia (Antica illustrazione)

Roma - Tempio della Concordia (Antica illustrazione)

Roma - Tempio di Minerva Medica (Antica illustrazione)

Roma - Tempio di Minerva nel Foro di Nerva (Antica illustrazione)

Roma - Tempio di Venere (Antica illustrazione)

Roma - Tempio di Vesta (Illustrazione di Luigi Rossini)

Roma - Tempio di Vesta (Cartolina)

Roma - Tempio della Pace (Antica illustrazione)

Roma - Terme di Caracalla - Calidarium (Antica illustrazione)

Roma

Roma (Veduta aerea)

Roma (Veduta dal satellite)

Roma (Stemma)

Roma (Bandiera)

Tra i suoi maestri sembra vi fosse papa Gregorio VI. Quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico III depose Gregorio VI e lo esiliò in Germania, Ildebrando lo seguì.

Germania - Migrazione e conquista dei popoli germanici (Cartina 150 - 1066)

Germania ed Europa centrale (Cartina XII secolo)

Impero Germanico (Cartina X-XIV secolo)

Germania - Cartina (Antica illustrazione)

Germania - Cartina (Illustrazione di Allain Mallet)

Germania - Cartina (Illustrazione di Anon)

Germania - Cartina (Illustrazione di C. Malte Brun)

Germania - Cartina (Illustrazione di J. Cooke)

Germania - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Germania - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Germania - Cartina (Illustrazione di Nicholas de Fer)

Germania - Cartina (Illustrazione di P. Lapie)

Germania - Cartina (Illustrazione di P. Lapie)

Germania - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Germania - Wettin Lands (Cartina 1221-1485)

Germania (Cartina)

Germania (Veduta dal satellite)

Germania (Stemma)

Germania (Bandiera)

Come egli stesso ammise in seguito, non fu desideroso di attraversare le Alpi, ma la sua permanenza in Germania fu di grande valore educativo, e importante per la sua successiva attività ufficiale. A Colonia fu in grado di continuare i suoi studi.

Stemma di Colonia Bandiera di Colonia

Gregorio VII tornò a Roma con Leone IX. Sotto di lui iniziò a lavorare nel servizio ecclesiastico, diventando sottodiacono della Chiesa romana. Operò come legato papale in Francia, dove dovette gestire la questione di Berengario di Tours, la cui visione dell'Eucarestia aveva provocato una controversia.

Francia (Cartina fine X secolo) Francia (Cartina fine X secolo)

Francia (Cartina 1035) Francia (Cartina 1100-1223)

Francia (Cartina 1154-1184) Francia (Cartina 1180-1189)

Francia (Cartina 1180-1314) Francia (Cartina XIII secolo)

Francia e Inghilterra (Cartina X-XIV secolo)

Francia - Cartina (Antica illustrazione)

Francia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Francia - Cartina (Illustrazione di Cellarius)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. B. L. Charle)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. Tallis)

Francia - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Francia - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Francia - Cartina (Illustrazione di P. Cluver)

Francia - Cartina (Illustrazione di R. de Vaugondy)

Francia - Cartina (Illustrazione di Robert Morden)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Jefferys)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Stackhouse)

Francia - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Francia (Veduta dal satellite)

Stemma di Tours

Alla morte di Leone IX venne mandato dai romani, come loro inviato, alla corte tedesca, per condurre i negoziati per la successione. L'imperatore si pronunciò in favore di papa Vittore II che nuovamente impiegò Gregorio VII come legato in Francia. Quando Stefano X venne eletto, senza previa consultazione della corte tedesca, Gregorio VII e il vescovo Anselmo di Lucca vennero inviati in Germania per assicurarsi un tardivo riconoscimento, e riuscirono ad ottenere il consenso dell'imperatrice Agnese di Poitou.

Stemma di Lucca Stemma di Lucca

Bandiera di Lucca Gonfalone di Lucca

Stemma di Poitou (Francobollo) Bandiera di Poitou

Stefano X, comunque, morì prima del ritorno di Gregorio VII e, con la frettolosa elevazione del vescovo Giovanni da Velletri, l'aristocrazia romana fece un ultimo tentativo di recuperare l'influenza perduta sulla nomina al trono papale: un procedimento che fu pericoloso per la Chiesa in quanto implicava un rinnovo del regime patrizio.

Stemma di Velletri

Il superamento della crisi fu essenzialmente opera di Gregorio VII. Contro Benedetto X, il candidato aristocratico, egli appoggiò un Papa rivale, nella persona di Niccolò II, il cui ufficio si distinse per gli eventi che esercitarono una forte influenza sulle politiche della Curia nel corso dei due decenni successivi: il riavvicinamento con i Normanni nell'Italia meridionale, e l'alleanza con il movimento "democratico" e di conseguenza anti-germanico, dei Patari nell'Italia settentrionale.

Normanni

Normanno (Cavaliere)

Normanni (Miniatura)

Normanno - Cavaliere (Miniatura)

Normanni (Scudo)

Normanni (Spada)

Fu sempre durante questo pontificato che entrò in vigore la legge che trasferiva l'elezione del Papa al Collegio dei cardinali, sottraendola quindi ai nobili e al popolo di Roma e diminuendo l'influenza tedesca sull'elezione. Quando Niccolò II morì e gli successe Alessandro II, Gregorio VII apparve sempre più come l'anima della politica della Curia, agli occhi dei suoi contemporanei. Le condizioni politiche generali, specialmente in Germania, furono all'epoca molto favorevoli alla Curia, ma utilizzarle con la saggezza che venne dimostrata fu nondimeno un grande successo, e la posizione di Alessandro II alla fine del suo pontificato fu una brillante giustificazione dell'impostazione Ildebrandina. Alla morte di papa Alessandro II (21 aprile 1073), Ildebrando divenne Papa con il nome di Gregorio VII.

Gregorio VII (Dictatus Papae - Archivio segreto - Città del Vaticano)

Gregorio VII (Dictatus Papae - Archivio segreto - Città del Vaticano)

Dictatus Papae

I. Quod Romana ecclesia a solo Domino sit fundata.

II. Quod solus Romanus pontifex iure dicatur universalis.

III. Quod ille solus possit deponere episcopos vel reconciliare.

IIII. Quod legatus eius omnibus episcopis presit in concilio etiam inferioris gradus et adversus eos sententia depositionis possit dare.

V. Quod absentes papa possit deponere.

VI. Quod cum excommunicatis ab illo inter cetera nec in eadem domo debemus manere.

VII. Quod illi soli licet pro temporis necessitate novas leges condere, novas plebes congregare, de canonica abbatiam facere et e contra, divitem episcopatum dividere et inopes unire.

VIII. Quod solus possit uti imperialibus insigniis.

VIIII. Quos solius pape pedes omnes principes deosculentur.

X. Quod illius solius nomen in ecclesiis recitetur.

XI. Quod hoc unicum est nomen in mundo.

XII. Quod illi liceat imperatores deponere.

XIII. Quod illi liceat de sede ad sedem necessitate cogente episcopos transmutare.

XIIII. Quod de omni ecclesia quocunque voluerit clericum valeat ordinare.

XV. Quod ab illo ordinatus alii ecclesie preesse potest, sed non militare; et quod ab aliquo episcopo non debet superiorem gradum accipere.

XVI. Quod nulla synodus absque precepto eius debet generalis vocari.

XVII. Quod nullum capitulum nullusque liber canonicus habeatur absque illius auctoritate.

XVIII. Quod sententia illius a nullo debeat retractari et ipse omnium solus retractare possit.

XVIIII. Quod a nemine ipse iudicari debeat.

XX. Quod nullus audeat condemnare apostolicam sedem apellantem.

XXI. Quod maiores cause cuiuscunque ecclesie ad eam referri debeant.

XXII. Quod Romana ecclesia nunquam erravit nec imperpetuum scriptura testante errabit.

XXIII. Quod Romanus pontifex, si canonice fuerit ordinatus, meritis beati Petri indubitanter effecitur sanctus testante sancto Ennodio Papiensi episcopo ei multis sanctis patribus faventibus, sicut in decretis beati Symachi pape continetur.

XXIIII. Quod illius precepto et licentia subiectis liceat accusare.

XXV. Quod absque synodali conventu possit episcopos deponere et reconciliare.

XXVI. Quod catholicus non habeatur, qui non concordat Romane ecclesie.

XXVII. Quod a fidelitate iniquorum subiectos potest absolvere.  

La modalità della sua elezione fu aspramente contestata dai suoi oppositori. Molte delle accuse mossegli potrebbero essere state espressioni di disistima personale, soggette a sospetti per il semplice fatto che non vennero sollevate per contestare la sua promozione se non molti anni dopo che questa avvenne; ma risultò chiaro dai suoi stessi resoconti delle circostanze della sua elezione, che venne condotta in modo molto irregolare, e che le forme prescritte dalla legge del 1059 non vennero osservate. Il 22 maggio ricevette l'ordine sacerdotale, e il 30 giugno la consacrazione episcopale.

Gregorio VII (Documento papale - Calixtinum)

Il cardine dei progetti politico-ecclesiastici di Gregorio VII va ricercato nella sua relazione con la Germania. Fin dalla morte di Enrico III, la forza della monarchia tedesca si era seriamente indebolita, e suo figlio Enrico IV aveva dovuto affrontare grandi difficoltà interne. Questo stato delle cose fu di aiuto a Gregorio VII. Il suo vantaggio venne ulteriormente accentuato dal fatto che nel 1073 Enrico IV aveva solo ventitré anni ed era ancora inesperto. Nei due anni seguenti Enrico IV fu costretto dalla ribellione sassone a scendere ad ogni costo a termini amichevoli con Gregorio VII. Di conseguenza nel maggio 1074 fece penitenza a Norimberga, alla presenza dei legati papali per espiare la sua continuata amicizia con i membri del suo consiglio che erano stati banditi da Gregorio VII, prestò un giuramento di obbedienza, e promise di appoggiare il lavoro di riforma della Chiesa.

Stemma di Norimberga Stemma di Norimberga

Questo atteggiamento comunque, che all'inizio gli fece guadagnare la confidenza di Gregorio VII, venne abbandonato non appena riuscì a sconfiggere i Sassoni con la vittoria nella battaglia di Hohenburg (9 giugno 1075).

Stemma di Hohenburg

Enrico IV cercò quindi subito di far valere i suoi diritti come sovrano dell'Italia settentrionale. Enrico IV inviò quindi il conte Eberardo in Lombardia per combattere i Patari; nominò il chierico Tedaldo all'arcivescovato di Milano, scatenando una prolungata e astiosa diatriba; e infine cercò di stabilire delle relazioni con il duca normanno Roberto il Guiscardo.

Milano - Cartina (Antica illustrazione)

Milano - Cartina (Illustrazione di Baldwin e Cradock)

Milano - Cartina (Illustrazione di Johannes Baptiste Homann)

Milano - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Milano - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Milano - Cartina (Illustrazione di Sebastian Munster)

Milano - Cartina (Illustrazione di W. B. Clarke)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano (Cartina)

Milano (Antica illustrazione)

Milano - Duomo (Antica illustrazione)

Milano - Duomo (Illustrazione di A. Rouargue)

Milano - Duomo (Illustrazione di Carol Butium)

Milano - Duomo - Interno (Antica illustrazione)

Milano - Duomo - Interno (Illustrazione di J. D. Harding)

Milano (Stemma)

Milano (Bandiera)

Milano - Stemma (Palazzo della Ragione - Milano - Italia)

Milano - Stemma (Galleria Vittorio Emanuele - Milano - Italia)

Gregorio VII replicò con una dura lettera, datata 8 dicembre, nella quale, tra le altre cose, accusava Enrico IV di essere venuto meno alla parola data ed aver continuato ad appoggiare i consiglieri scomunicati; mentre al tempo stesso inviò anche un messaggio verbale che lasciava capire che la gravità dei crimini che gli sarebbero stati mossi a questo proposito lo avrebbero reso passibile, non solo del bando da parte della Chiesa, ma della deprivazione della corona. Gregorio VII fece ciò in un periodo in cui lui stesso fu fronteggiato da un oppositore senza scrupoli, nella persona di Cencio, che nella notte di Natale lo sorprese in chiesa e lo portò con se come prigioniero, anche se il giorno seguente Gregorio VII fu rilasciato. Le reprimenda di Gregorio VII, formulate com'erano in un modo che non aveva precedenti, fecero infuriare Enrico IV e la sua corte, e la risposta fu un concilio nazionale radunato in tutta fretta a Worms, che si riunì il 24 gennaio 1076.

Stemma di Worms

Tra i ranghi più alti del clero tedesco, Gregorio VII ebbe molti nemici, ed un cardinale romano, Ugo Candido, un tempo in confidenza ma ora suo avversario, si recò di corsa in Germania per l'occasione e fece la sua comparsa a Worms. Tutte le accuse nei confronti di Gregorio VII, che affiorarono alla mente di Ugo Candido, vennero ben accolte dall'assemblea, che si impegnò in una dichiarazione secondo la quale Gregorio VII aveva abbandonato il papato. In un documento pieno di accuse, i vescovi rinunciarono alla loro lealtà. In un altro, re Enrico IV lo dichiarò deposto, e ai romani venne richiesto di scegliere un nuovo Papa. Il concilio inviò due vescovi in Italia, e questi si procurarono un simile atto di deposizione dai vescovi lombardi nel sinodo di Piacenza.

Stemma dell'Italia Bandiera dell'Italia

Stemma di Piacenza Stemma di Piacenza Bandiera di Piacenza

Rolando di Parma informò Gregorio VII di queste decisioni, ed egli fu sufficientemente fortunato da avere l'opportunità di parlare al sinodo che si era appena riunito nella chiesa del Laterano, dove consegnò il messaggio che annunciava la detronizzazione.

Stemma di Parma

Per un momento i membri ne furono agghiacciati, ma ben presto si sollevò una tale tempesta di indignazione, che fu solo per la moderazione di Gregorio VII che l'inviato non venne ucciso. Il giorno seguente Gregorio VII pronunciò la sentenza di scomunica contro Enrico IV con tutta la solennità dovuta, lo svestì della dignità reale e assolse i suoi sudditi dai giuramenti prestati a suo favore. Questa sentenza ebbe l'intento di espellere il re dalla Chiesa e di spogliarlo della corona. Che avesse prodotto realmente questo effetto, o che fosse rimasta una vana minaccia, non dipendeva tanto da Gregorio VII, quanto dai sudditi di Enrico IV, e soprattutto, dai principi tedeschi. Le prove dell'epoca suggeriscono che la scomunica di Enrico IV creò profonda impressione sia in Germania che in Italia. Trent'anni prima, Enrico III aveva deposto tre Papi, rendendo quindi un servizio riconosciuto alla Chiesa. Quando Enrico IV cercò di copiare questa procedura ebbe meno successo, e gli mancò l'appoggio della popolazione. In Germania si ebbe un rapido e generale cambio di sentimenti in favore di Gregorio VII, ed i principi colsero l'opportunità per portare avanti le loro politiche anti-regali sotto il manto di rispettabilità fornito dalla decisione papale. Quando a Whitsun Enrico IV propose di discutere le misure da prendere contro Gregorio VII, in un concilio con i suoi nobili, solo in pochi si presentarono; i Sassoni approfittarono dell'occasione d'oro per rinnovare la loro ribellione, e il partito anti-realista accrebbe la sua forza mese dopo mese. La situazione diventò ora estremamente critica per Enrico IV. Come risultato dell'agitazione, che veniva alimentata con zelo dal legato papale, vescovo Altmann di Passavia, i principi si incontrarono in ottobre a Trebur per eleggere un nuovo re tedesco, ed Enrico IV, che stazionava ad Oppenheim, sulla riva sinistra del Reno, venne salvato dalla perdita del trono solo per via del fallimento dell'assemblea dei principi nell'accordarsi sulla questione del suo successore.

Stemma di Passavia

Stemma di Trebur

Stemma di Oppenheim

Il dissenso tra i principi, comunque, li indusse semplicemente a rimandare il verdetto. Enrico IV, essi dichiararono, doveva chiedere scusa a Gregorio VII e impegnarsi all'obbedienza; decisero inoltre che, se all'anniversario della sua scomunica, si fosse trovato ancora sotto bando, il trono sarebbe stato considerato vacante. Allo stesso tempo i principi decisero di invitare Gregorio VII ad Augusta per risolvere il conflitto.

Stemma di Augusta

Questi accordi mostrarono ad Enrico IV il percorso da seguire. Fu imperativo, in qualsiasi circostanza e a qualsiasi prezzo, assicurarsi l'assoluzione di Gregorio VII prima della scadenza del periodo, altrimenti avrebbe difficilmente impedito ai suoi avversari di perseguire le loro intenzioni, di attaccarlo giustificando le loro misure appellandosi alla scomunica. Inizialmente Enrico IV tentò di ottenere i suoi fini per mezzo di un ambasciata, ma quando Gregorio VII respinse la sua apertura, si decise a fare la famosa mossa di recarsi di persona in Italia. Gregorio VII aveva già lasciato Roma, ed aveva fatto sapere ai principi tedeschi di aspettarsi una scorta per il suo viaggio dell'8 gennaio a Mantova.

Mantova - Cartina (Illustrazione di Antonio Zatta)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Desnos)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Heirs Homann)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Jan Jansonn)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Jan Jansonn)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Jan Jansonn)

Mantova - Cartina (Illustrazione di Stockdale)

Mantova (Cartina)

Mantova (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Mantova (Veduta aerea)

Mantova (Stemma)

Mantova (Gonfalone)

Mantova (Bandiera)

Ma la scorta non apparve quando ricevette la notizia dell'arrivo del re. Enrico IV, che aveva viaggiato attraverso la Borgogna, venne accolto con entusiasmo dai lombardi, ma resistette alla tentazione di impiegare la forza contro Gregorio VII.

Borgogna (Stemma)

Borgogna - Stemma (Francobollo)

Borgogna (Bandiera)

Scelse invece la mossa inaspettata di costringere Gregorio VII a concedergli l'assoluzione facendo penitenza di fronte a lui a Canossa, dove si era fermato. In quella occasione fu presente anche Matilde di Canossa.

Stemma di Canossa Stemma di Canossa Canossa

Gregorio VII riceve il penitente Enrico IV a Canossa

Gregorio VII con Matilde di Canossa riceve il penitente Enrico IV a Canossa

Gregorio VII con Matilde di Canossa riceve il penitente Enrico IV a Canossa

Gregorio VII con Matilde di Canossa riceve il penitente Enrico IV a Canossa

Questo evento divenne leggendario. La riconciliazione avvenne solo dopo un negoziato prolungato e precisi impegni da parte di Enrico IV, e fu con riluttanza che Gregorio VII accettò il pentimento, perché dando l'assoluzione, la dieta dei principi di Augusta, nella quale aveva ragionevoli speranze di agire da arbitro, sarebbe diventata inutile o se fosse riuscita a riunirsi, avrebbe cambiato completamente il suo carattere. Fu comunque impossibile negare il rientro nella Chiesa al penitente Enrico IV, e gli obblighi religiosi di Gregorio VII scavalcarono i suoi interessi politici. La rimozione del bando non implicò una vera riconciliazione, e non vi furono basi per un appianamento della grande questione in gioco: quella dell'investitura. Un nuovo conflitto fu inevitabile per il semplice fatto che Enrico IV naturalmente, considerava la sentenza di deposizione annullata assieme a quella di scomunica; mentre Gregorio VII d'altra parte fu intento a riservarsi la propria libertà di azione e non diede nessuno spunto sulla questione a Canossa. Che la scomunica di Enrico IV fosse semplicemente un pretesto, non un motivo, per l'opposizione dei nobili tedeschi ribelli fu evidente. Non solo essi perseverarono nella loro politica anche dopo l'assoluzione, ma presero un ulteriore e più deciso passo nell'installare un re rivale nella persona del duca Rodolfo di Svevia (Forchheim, marzo 1077).

Stemma di Svevia Stemma di Svevia

Stemma di Forchheim

All'elezione i legati papali presenti osservarono in apparenza la neutralità, e Gregorio VII stesso cercò di mantenere questo atteggiamento negli anni seguenti. Il suo compito venne facilitato in quanto i due partiti furono di uguale forza, ognuno alla ricerca del vantaggio che portasse il Papa dalla sua parte. Ma il risultato di questa politica di disimpegno fu che egli perse gran parte della fiducia di entrambe le parti. Alla fine Gregorio VII decise per Rodolfo di Svevia, dopo la vittoria di questi a Flarchheim (27 gennaio, 1080). Su pressione dei Sassoni, e malinformato sul significato della battaglia, Gregorio VII abbandonò la sua politica attendista e si pronunciò di nuovo per la deposizione e scomunica di Enrico IV (7 marzo, 1080). Ma la censura papale si rivelò molto differente da quella di quattro anni prima. Venne diffusamente sentita come un'ingiustizia, e la popolazione iniziò a chiedersi se una scomunica pronunciata su basi futili avesse diritto ad essere rispettata. A peggiorare le cose, Rodolfo di Svevia morì il 16 ottobre dello stesso anno. Un nuovo pretendente, Ermanno di Lussemburgo, venne avanzato nell'agosto del 1081, ma la sua personalità non fu adatta per il capo del partito di Gregorio VII in Germania, e il potere di Enrico IV fu ai massimi.

Stemma del Lussemburgo Bandiera del Lussemburgo

Enrico IV, ora più esperto, affrontò la lotta con grande vigore. Si rifiutò di riconoscere il bando sulle basi della sua illegalità. Venne indetto un concilio a Bressanone, e il 16 giugno dichiarò la deposizione di Gregorio VII e nominò l'arcivescovo Guiberto di Ravenna come suo successore.

Stemma di Bressanone

Stemma di Ravenna Stemma di Ravenna

Nel 1081 Enrico IV aprì il conflitto contro Gregorio VII in Italia. Gregorio VII era ora meno potente, e tredici cardinali lo abbandonarono. Enrico IV arrivò a nominare un Antipapa: Guiberto di Ravenna, posto sul trono come Clemente III (24 marzo 1084) e ad occupare Roma. Gregorio VII fu costretto a trincerarsi in Castel Sant'Angelo, da dove, mentre conduceva le trattative con Enrico IV, mandò a chiamare in soccorso il normanno Roberto il Guiscardo. il 21 maggio 1084 Roberto il Guiscardo riuscì a entrare a Roma e a mettere in salvo Gregorio VII, ma le sue truppe devastarono completamente la Città di Roma rendendosi responsabili di saccheggi e distruzioni peggiori di quelli del 410 e del 1527. Gran parte dei resti antichi allora ancora in piedi e delle chiese vennero distrutti; da allora tutta la popolazione di Roma si concentrò nel Campo Marzio (l'ansa del Tevere) e tutto il settore corrispondente ad Aventino, Esquilino, Celio rimase disabitato per secoli. La chiamata di Roberto il Guiscardo non ebbe peraltro i risultati sperati: Enrico IV venne incoronato imperatore del Sacro Romano Impero dall'antipapa Clemente III, mentre Gregorio VII dovette fuggire da Roma, ormai detestato dai Romani, e morì poco dopo, prigioniero di chi era venuto a liberarlo. Le relazioni di Gregorio VII con gli altri stati europei vennero fortemente influenzate dalla sua politica tedesca; la Germania, occupandogli gran parte dei suoi poteri, lo costrinse spesso a mostrare agli altri governanti la moderazione che non concedeva a Enrico IV. L'atteggiamento dei Normanni lo costrinse ad un brusco risveglio. Le grandi concessioni fattegli da Niccolò II non solo erano impotenti ad impedire la loro avanzata nell'Italia centrale, ma fallirono nell'assicurare anche l'aspettata protezione del papato. Quando Gregorio VII venne confrontato duramente da Enrico IV, Roberto il Guiscardo lo abbandonò al suo destino, ed interferì solo quando lui stesso venne minacciato dalle armate tedesche. Quindi, alla ripresa di Roma, abbandonò la città alle sue truppe, e l'indignazione popolare evocata da questo atto porto all'esilio di Gregorio VII. Nel caso di diverse nazioni, Gregorio VII cercò di stabilire una pretesa di sovranità da parte del papato, e di assicurarsi il riconoscimento dei diritti di possesso auto-proclamati. Sulla base dell'"uso immemore" Corsica e Sardegna vennero assunte come appartenenti alla Chiesa romana.

Stemma della Corsica Stemma della Corsica (Francobollo)

Stemma della Sardegna Bandiera della Sardegna

Anche Spagna e Ungheria vennero reclamate come sua proprietà, e venne fatto un tentativo per indurre il re di Danimarca a mantenere il suo regno come feudo del Papa.

Stemma della Spagna Stemma della Spagna (Francobollo)

Bandiera della Spagna

Stemma dell'Ungheria Stemma dell'Ungheria

Stemma dell'Ungheria Bandiera dell'Ungheria

Stemma della Danimarca Bandiera della Danimarca

Filippo I re di Francia, con la sua pratica della simonia e la violenza delle sue azioni contro la Chiesa, provocò una minaccia di misure sommarie; e scomunica, deposizione e interdizione apparvero imminenti nel 1074. Gregorio VII comunque, evitò di tradurre le minacce in azioni, anche se l'atteggiamento di Filippo I non mostrò alcun cambiamento, in quanto si augurava di evitare una dispersione delle sue forze nel conflitto che stava per scoppiare in Germania. In Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore ottenne anch'egli dei benefici da questo stato delle cose.

Inghilterra (Cartina 1065)

Inghilterra e Francia (Cartina al tempo di Enrico I)

Inghilterra e Francia (Cartina 1152 - 1327)

Inghilterra e Francia (Cartina X - XIV secolo)

Inghilterra - Cartina (Antica illustrazione)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di A. Stieler)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Alex Findlay)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Edward Stanford)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Frederic De Wit)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Henry Abraham Chatelain)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Hermann Moll)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di J. Rapkin)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di J. Walker)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di J. Walker)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Joannes Jansonnius)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Matthaus Merian)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Mercator)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Mercator)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Nicholas De Fer)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Nicolaas Visscher)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Nicolas Sanson)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Orr & Co.)

Inghilterra - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Inghilterra (Cartina)

Inghilterra (Veduta dal satellite)

Inglese - Arciere

Inglese - Arciere a cavallo

Inglesi - Arcieri in battaglia

Inglese - Cavaliere

Inglesi - Cavalieri in battaglia

Inglese - Guerriero

Inglesi - Guerrieri

Inglesi - Guerrieri in battaglia (Illustrazione di Richard Caton Woodville)

Inglese - Arciere (Miniatura)

Inglesi - Arcieri (Miniatura)

Inglese - Capitano (Miniatura)

Inglese - Cavaliere (Miniatura)

Inglesi - Cavalieri con stendardo (Miniatura)

Inglese - Guerriero con stendardo (Miniatura)

Inglese - Guerriero (Miniatura)

Inglese - Guerriero XIV secolo (Miniatura)

Inglesi - Guerrieri (Miniatura)

Inglesi - Guerrieri con stendardo (Miniatura)

Inglesi - Arcieri con stendardo (Miniatura)

Inglesi (Spada)

Inghilterra (Stemma)

Inghilterra (Bandiera)

Si sentì così al sicuro dall'interferire in modo autocratico con la gestione della Chiesa, vietando ai vescovi di recarsi a Roma, compiendo nomine a vescovati ed abbazie, e mostrando poca ansia quando il Papa gli tenne una lezione sui principi differenti che aveva circa le relazioni tra Stato e Chiesa, o quando gli proibì il commercio o gli ordinò di riconoscersi come vassallo della sede apostolica. Gregorio VII non aveva potere per costringere Guglielmo il Conquistatore ad una modifica delle sue politiche ecclesiastiche, scelse quindi di ignorare ciò che non poteva approvare, e trovò addirittura consigliabile rassicurarlo del suo particolare affetto. Gregorio VII, in effetti, stabilì un qualche tipo di relazione con ogni nazione della cristianità; anche se queste relazioni non finirono invariabilmente per realizzare le speranze politico-ecclesiastiche ad esse collegate. La sua corrispondenza giunse in Polonia, Russia e Boemia.

Polonia (Stemma)

Bandiera della Polonia

Stemma della Russia Bandiera della Russia

Boemia - Cartina (Antica illustrazione)

Boemia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Boemia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Boemia - Cartina (Illustrazione di Christopher Weigel)

Boemia - Cartina (Illustrazione di Gelett Burgess)

Boemia e Lusazia - Cartina (Antica illustrazione)

Boemia e Moravia - Cartina (Antica illustrazione)

Boemia e Moravia - Cartina (Antica illustrazione)

Boemia e Moravia - Cartina (Illustrazione di John Cary)

Boemia e Moravia - Cartina (Illustrazione di Lotter e Lobeck)

Boemia - Moravia e Austria Cartina (Illustrazione di Robert de Vaugondy)

Boemia - Moravia e Slesia - Cartina (Antica illustrazione)

Boemia e Slesia - Cartina (Antica illustrazione)

Boemia (Stemma)

Boemia - Stemma (Francobollo)

Boemia (Bandiera)

Boemo - Cavaliere (Miniatura)

Boemo - Arciere (Miniatura) Boemo - Guerriero (Miniatura

Scrisse in termini amichevoli ai re saraceno della Mauritania in nordafrica, e cercò senza successo di portare l'Armenia a stretto contatto con Roma.

Stemma della Mauritania Bandiera della Mauritania

Armenia (Stemma)

Bandiera dell'Armenia

Gregorio VII fu particolarmente preoccupato dall'oriente. Lo scisma tra Roma e l'Impero Bizantino fu per lui un duro colpo, e lavorò sodo per ripristinare le precedenti relazioni amichevoli.

Impero Bizantino (Cartina 1025)

Impero Bizantino (Cartina 1040-1070)

Impero Bizantino (Cartina 1060)

Impero Bizantino (Cartina 1080)

Impero Bizantino (Cartina 1265)

Impero Bizantino dopo espansione turca

Impero Bizantino e Tuchi Ottomani (Cartina 1355)

Impero Bizantino (Stemma)

Impero Bizantino (Bandiera)

Gregorio VII riuscì ad entrare in contatto con l'imperatore Michele VII. Quando la notizia dell'attacco arabo ai cristiani d'oriente giunse a Roma, e l'imbarazzo politico dell'imperatore bizantino aumentò, Gregorio VII concepì il progetto di una grande spedizione militare ed esortò i fedeli a partecipare alla riconquista della Chiesa del Santo Sepolcro. Nel suo trattamento della politica e della riforma ecclesiastica, Gregorio VII non fu solo, ma trovò un forte supporto. In Inghilterra l'arcivescovo Lanfranco di Canterbury gli stette a fianco. in Francia il suo campione fu il vescovo Ugo di Die, che in seguito divenne arcivescovo di Lione.

Lione (Stemma)

Stemma di Lione (Francobollo) Bandiera di Lione

L'opera della sua vita fu basata sulla convinzione che la Chiesa venne fondata da Dio e incaricata del compito di abbracciare tutta l'umanità in un'unica società nella quale la volontà divina è l'unica legge; che, nella sua facoltà di istituzione divina, la Chiesa si pone al di sopra di tutte le strutture umane, in particolare lo stato secolare; e che il Papa, nel suo ruolo di capo della Chiesa, è il vice-reggente di Dio sulla Terra, e quindi la disobbedienza nei suoi confronti implica la disobbedienza a Dio: o in altre parole, l'abbandono della cristianità. Ma ogni tentativo di interpretare questo in termini di azione avrebbe costretto la chiesa ad annichilire non un singolo stato, ma tutti. Perciò Gregorio VII, in qualità di politico desideroso di ottenere alcuni risultati, venne spinto nella pratica ad adottare una posizione differente. Egli riconobbe l'esistenza dello Stato come deroga della Provvidenza, descrivendo la coesistenza di Chiesa e Stato come un'ordinanza divina, ed enfatizzando la necessità di unione tra il "sacerdotium" e l'"imperium". Ma mai si sarebbe sognato di mettere i due poteri sullo stesso piano; la superiorità della Chiesa era per lui un fatto che non ammetteva discussioni e del quale non dubitò mai. Gregorio VII si augurò di vedere tutti i più importanti motivi di disputa indirizzati a Roma; gli appelli dovevano essere rivolti direttamente a lui; la centralizzazione del governo ecclesiastico di Roma coinvolse naturalmente una riduzione del potere dei vescovi. Poiché questi si rifiutarono di sottomettersi volontariamente e cercarono di asserire la loro tradizionale indipendenza, il suo papato fu pieno di lotte contro i ranghi più alti del clero. Questa battaglia per la fondazione della supremazia papale fu connessa al suo forte appoggio all'obbligatorietà del celibato del clero e al suo attacco contro la simonia. Gregorio VII non introdusse il celibato dei sacerdoti nella chiesa, ma condusse la battaglia con maggiore energia dei suoi predecessori.

Gregorio VII (Sigillo)

Nel 1074 pubblicò un'enciclica, assolvendo la gente dall'obbedienza verso quei vescovi che permettevano dei preti sposati. L'anno seguente li incoraggio a prendere provvedimenti contro i preti sposati, privando questi ultimi anche del loro sostentamento. Entrambe le campagne contro il matrimonio dei sacerdoti e la simonia provocarono una diffusa resistenza. Gregorio VII morì in esilio a Salerno, dove è attualmente sepolto nella Cattedrale; i Romani e diversi dei suoi più fidati sostenitori lo avevano abbandonato, e il gruppo dei suoi fedeli in Germania si era ridotto a un piccolo numero.

Stemma di Salerno

Sulla sua tomba fu posta la frase: "Ho amato la giustizia e ho odiato l'iniquità: perciò muoio in esilio". Fu canonizzato nel 1606.

Gregorio VII (Scene di vita) Stemma di Gregorio VII