MANUELE I COMNENO

(Imperatore di Bisanzio 28 novembre 1118 - 24 settembre 1180)

 
                                                                                             
 

Particolare Particolare Particolare

 
Manuele I Comneno (28 novembre 1118 – 24 settembre 1180) fu un imperatore bizantino. Fu “basileus” dei “Romei” (abitanti dell’Impero romano d’Oriente) dal 28 novembre 1143 fino alla sua morte.

Manuele I Comneno

Manuele I Comneno (Moneta)

Manuele I Comneno (Cartina del suo Impero)


Manuele I Comneno, quarto figlio di Giovanni II Comneno, venne descritto dalle cronache dell'epoca come un giovane di bell'aspetto, alto e dai modi affabili, caratteristica che in futuro non gli impedì di essere abile uomo di comando e ottimo soldato, esperto cavaliere e valido stratega. Abile diplomatico, in giovane età mostrò le sue doti di statista e di intellettuale, con una particolare predilezione per l'arte, le scienze e la retorica. Malgrado non fosse l'erede al trono designato, preceduto com'era dal fratello maggiore Alessio e anche dall'altro fratello Andronico, a 18 anni compiuti, nel 1136, il padre ritenne utile che egli contraesse matrimonio con Costanza d'Antiochia, la cui città era sfuggita all'impero quando il normanno Boemondo I d’Antiochia l'aveva strappata ai turchi nel corso della Prima Crociata, rendendola il centro del suo personale principato, a dispetto del giuramento di vassallatico prestato all'imperatore bizantino Alessio I Comneno (che prevedeva la restituzione di tutte le regioni siriane riconquistate dai crociati all'impero). Per volere della madre Alice d'Antochia, però, Costanza d’Antiochia, di appena sette anni, fu data in sposa a Raimondo di Poitiers, genero di Boemondo II d’Antiochia, vanificando il tentativo di Giovanni II Comneno di riportare pacificamente, per via matrimoniale, Antiochia sotto Costantinopoli, malgrado l'imperatore riuscisse a piegare nominalmente la città l'anno dopo, dopo la sua vittoriosa campagna in Cilicia.

Poitiers (Stemma)

Francobollo Bandiera

Antiochia (Cartina)

Antiochia (Antica illustrazione)

Antiochia (Illustrazione di H. Warren)

Antiochia (Illustrazione di J. D. Harding)

Antiochia (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Palazzo Seleucus - Rovine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta di ferro - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Mura - Antica illustrazione)

Antiochia (Rovine - Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia - San Pietro - Grotta - Facciata

Interno

Antiochia (Stemma)

Cilicia (Cartina 1080 - 1199) Cilicia (Cartina 1199 - 1375)

Cilicia (Stemma)

All'inizio del 1143, Giovanni II Comneno partì con i suoi figli per riprendere il pieno controllo della regione di Attalia, nella quale i turchi selgiuchidi si erano da tempo installati.

Selgiuchidi (Impero - Cartina)

Selgiuchidi Selgiuchide (Balestriere) Selgiuchide (Cavaliere)

Selgiuchide (Cavaliere arciere) Selgiuchide (Cavaliere arciere)

Selgiuchide (Cavaliere in battaglia - Scultura)

Selgiuchide (Cavaliere - Ceramica) Selgiuchide (Sultano)

Selgiuchide (Corte del Sultano - Biblioteca Nazionale - Vienna - Austria)

Selgiuchidi a caccia (Biblioteca Nazionale - Vienna - Austria)

Selgiuchidi - Carovana (Biblioteca Nazionale - Vienna - Austria)

Selgiuchidi - Scultura (Museo d'Arte Turca - Istanbul - Turchia)

Selgiuchidi in battaglia

Selgiuchidi (Bandiera)

Fu qui che il destino di Manuele I Comneno cambiò: il primogenito Alessio, erede al trono, morì a causa di una febbre durante il viaggio. Il contraccolpo psicologico sul padre fu notevole perché egli perdeva il figlio che amava di più e l'erede designato. Ordinò dunque ai due figli più grandi, Andronico ed Isacco, di trasportare le spoglie del loro fratello a Costantinopoli ma nel corso del viaggio anche Andronico (designato erede al trono) morì della stessa malattia del fratello maggiore. Nel marzo del 1143, anche Giovanni II Comneno si ammalò gravemente, a causa di un'infezione per una ferita accidentalmente provocata durante una battuta di caccia. Prima di morire, il 5 aprile, giorno di Pasqua, proclamò Manuele I Comneno Imperatore di Bisanzio: questa decisione invertì l'ordine di successione, in quanto al terzogenito Isacco, più anziano ma dal carattere meno adatto, fu preferito Manuele I Comneno. Tre giorni dopo la proclamazione, l'8 aprile, Giovanni II Comneno morì. Sebbene il giovane Manuele I Comneno fosse stato nominato imperatore dal padre, la nobiltà bizantina non accettò questa decisione. Prima di partire dalla Cilicia per Costantinopoli Manuele I Comneno volle far costruire un monastero nel luogo dove era morto il padre e trasportare in seguito le sue spoglie fino a Costantinopoli, dove sarebbe stato sepolto. Egli nominò quindi Giovanni Axuch suo reggente, ordinandogli di andare a Costantinopoli e di far arrestare suo fratello Isacco, in quanto questi aveva le chiavi del tesoro e delle insegne imperiali. In breve tempo Giovanni Axuch raggiunse Costantinopoli, dove la notizia della morte dell'Imperatore non era ancora pervenuta.

Costantinopoli - Cartina (Antica illustrazione)

Costantinopoli - Cartina - Antica illustrazione (British Museum - Londra - Inghilterra)

Costantinopoli - Cartina (Illustrazione di Henricus Martellus)

Costantinopoli (Cartina)

Costantinopoli (Antica illustrazione)

Costantinopoli - Antica illustrazione (Biblioteca Nazionale di Francia)

Costantinopoli (Illustrazione di A. Rouargue)

Costantinopoli (Illustrazione di A. Rouargue)

Costantinopoli (Illustrazione di A. Rouargue)

Costantinopoli (Illustrazione di C. de Bruyn)

Costantinopoli (Illustrazione di D. Danckerts)

Costantinopoli (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Costantinopoli (Illustrazione di G. F. Camocio)

Costantinopoli (Illustrazione di H. Schedel)

Costantinopoli (Illustrazione di H. Schedel)

Costantinopoli (Illustrazione di Henry de Beauvau)

Costantinopoli (Illustrazione di J. B. Homann)

Costantinopoli (Illustrazione di J. Mynde)

Costantinopoli (Illustrazione di J. Schroeder)

Costantinopoli (Illustrazione di Le Petit)

Costantinopoli (Illustrazione di Nicolas de Fer)

Costantinopoli (Illustrazione di Nicolas de Fer)

Costantinopoli (Illustrazione di R. Van den Hoeye)

Costantinopoli (Illustrazione di Sebastian Munster)

Costantinopoli (Illustrazione di Sebastian Munster)

Costantinopoli (Illustrazione di Simon Pinargenti)

Costantinopoli (Illustrazione di Thomas Allom)

Costantinopoli (Illustrazione di Thomas Allom)

Costantinopoli (Illustrazione di Thomas Allom)

Costantinopoli (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Costantinopoli (Illustrazione di W. L. Leitch)

Costantinopoli - Gran Baazar (Illustrazione di Thomas Allom)

Costantinopoli - Porto (Antica illustrazione)

Costantinopoli - Porto (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Costantinopoli - Strada (Antica illustrazione)

Costantinopoli

Costantinopoli (Francobollo)

Costantinopoli - Aquile bizantine (Scultura)

Costantinopoli (Mura)

Costantinopoli - Mura (Rovine)

Costantinopoli (Veduta aerea)

Costantinopoli (Veduta dal satellite)

Costantinopoli - Dardanelli (Antica illustrazione)

Costantinopoli - Dardanelli (Illustrazione di P. Aveline e Crepy)

Arrestò Isacco, fratello di Manuele I Comneno, e lo zio, fratello del padre defunto, anch'egli di nome Isacco. Dopo ciò Giovanni Axuch si diresse verso la basilica di Santa Sofia, dove radunò il clero.

Basilica di Santa Sofia (Antica illustrazione)

Basilica di Santa Sofia (Illustrazione di A. Rouargue)

Basilica di Santa Sofia - (Pianta)

Basilica di Santa Sofia (Ricostruzione)

Basilica di Santa Sofia

Basilica di Santa Sofia - Interno (Antica illustrazione)

Basilica di Santa Sofia - Interno (Ricostruzione)

Basilica di Santa Sofia - (Interno)

Basilica di Santa Sofia - (Loggia del Sultano)

Basilica di Santa Sofia - Iscrizione (Califfo Omar)

Basilica di Santa Sofia - Iscrizione (Califfo Osman)

Basilica di Santa Sofia - (Iscrizione araba)

Basilica di Santa Sofia - (Decorazioni)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Cristo)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Giovanni il Battista)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Vergine)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Cristo Pantocratore)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Costantino IX Imperatore di Bisanzio)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Vergine con Bambino)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Giovanni II Comneno Imperatore di Bisanzio)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Irene Imperatrice di Bisanzio)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Alessandro Imperatore di Bisanzio)

Basilica di Santa Sofia - Decorazione (Zoe Imperatrice di Bisanzio)

Basilica di Santa Sofia (Cupola)

Basilica di Santa Sofia (Capitello)

Basilica di Santa Sofia (Colonne) Basilica di Santa Sofia (Fontana)

Basilica di Santa Sofia (Francobollo)

Basilica di Santa Sofia - (Veduta aerea)

Al momento non era ancora stato nominato un Patriarca ed egli promise agli ecclesiastici che, se avessero incoronato Manuele I Comneno nella basilica di Santa Sofia, sarebbero state donate cento piastre d'argento ogni anno alla basilica. Questa offerta fu assai gradita e, quando Manuele I Comneno arrivò a metà agosto del 1143 e nominò patriarca di Costantinopoli Michele Curcuas, un monaco del monastero di S. Michele Arcangelo ad Oxeia (Sivri Ada), sul Bosforo, il clero che partecipò alla cerimonia nella basilica di Santa Sofia per incoronare Manuele I Comneno gli espresse il proprio consenso, quindi il 28 novembre del 1143, per il suo venticinquesimo compleanno, fu incoronato “basileus autokrator” dei “Romei”.

Manuele I Comneno incoronato Imperatore di Bisanzio, dopo la morte di suo padre Giovanni II Comneno (Manoscritto di Guglielmo di Tiro - XIII secolo)

Manuele I Comneno riceve gli ambasciatori di Amalrico I Re di Gerusalemme

Manuele I Comneno riceve gli ambasciatori di Amalrico I Re di Gerusalemme (Manoscritto di Guglielmo di Tiro - XIII secolo)

Bosforo - Cartina (Antica illustrazione)

Bosforo (Antica illustrazione)

Bosforo (Illustrazione di A. Rouargue)

Bosforo (Illustrazione di C. Stolpe)

Bosforo (Illustrazione di Cassell) Bosforo (Illustrazione di Slom)

Bosforo (Illustrazione di Thomas Allom)

Bosforo (Illustrazione di Thomas Allom)

Bosforo (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Bosforo (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Bosforo

Bosforo (Francobollo)

Bosforo (Veduta dal satellite)

Dopo qualche giorno Manuele I Comneno dette l'ordine di liberare il fratello superstite e lo zio, che non rappresentavano più un pericolo per lui. Gli alti prelati della chiesa ortodossa non approvarono l'incoronazione di Manuele I Comneno, in quanto sembrava troppo aperto verso la chiesa di Roma. Manuele I Comneno scandalizzò ancor di più il clero quando invitò un sultano selgiuchide, facendolo partecipare anche alla processione che portava l'Imperatore dalla sua reggia fino alla basilica di Santa Sofia. La chiesa disapprovò in particolare la vita privata dell’imperatore Manuele I Comneno, ricca di relazioni extraconiugali. La prima moglie di Manuele I Comneno fu Berta di Sulzbach (che con il matrimonio adottò il nome di Irene), cognata dell'Imperatore del Sacro Romano Impero, Corrado III.

Manuele I Comneno con la prima moglie Berta di Sulzbach (Musei Vaticani - Città del Vaticano)

Stemma di Berta di Sulzbach

Sacro Romano Impero (Cartina anno 1200)

Sacro Romano Impero (Stemma)

Bandiera

Stemma di Corrado III

Berta di Sulzbach fu molto religiosa, odiava la cura del corpo e non fu in grado, agli occhi del marito e del popolo, di soddisfare i desideri di Manuele I Comneno. Berta di Sulzbach giocò però un prezioso ruolo diplomatico, rafforzando l'alleanza tra Manuele I Comneno e Corrado III, il quale venne in visita a Costantinopoli nel 1148. Dal matrimonio nacquero due figlie, Maria (la primogenita) e Anna. Agli inizi del 1144 Manuele I Comneno inviò la sua marina e il suo esercito a riconquistare i castelli vicini ad Antiochia in quanto Raimondo di Poitiers, dopo la morte di Giovanni II Comneno, si era affrettato a riprenderne possesso vanificando il suo impegno di vassallatico del padre di Manuele I Comneno. L'esercito bizantino riuscì ad espugnare i castelli e saccheggiò le campagne intorno ad Antiochia. La marina bizantina distrusse tutte le navi nemiche e prese gli abitanti che vivevano nei pressi della città, deportandoli nell'Impero. A Natale del 1144 l'atabeg turco Zengi ibn Aq Sunqur al-Hajib accorpò la contea crociata di Edessa al suo Sultanato, causando la reazione di tutti gli stati crociati.

Zengi (Moneta)

Edessa (Cartina)

Raimondo di Poitiers fu costretto a chiedere perdono a Manuele I Comneno; quest'ultimo gli elargì un sussidio regolare, acconsentendo a concedergli soldati solo dopo che Raimondo di Poitiers si fu inginocchiato sulla tomba dell’imperatore Giovanni II Comneno. I problemi per Bisanzio, però, si acuirono ben presto; nello stesso Natale del 1145 Luigi VII Re di Francia, di appena venticinque anni, annunciò che sarebbe partito alla testa della Seconda Crociata.

Stemma di Luigi VII

La sera del 31 marzo del 1146 egli partì da Vézelay verso Oriente.

Vézelay (Cartina)

Vézelay

Vézelay (Strada)

Vézelay (Casa) Vézelay (Porta) Vézelay (Mura)

Vézelay (Torre Orologio)

Vézelay (Cimitero)

Vézelay (Francobollo)

Vézelay (Veduta dal Cimitero antico)

Vézelay (Veduta aerea)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Pianta)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Antica illustrazione)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Illustrazione di A. Rouargue)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Illustrazione di John Taylor Arms)

Vézelay (Basilica di Sainte Marie Madeleine)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Portale)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine - Portale (Particolare)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine - Portale (La seconda venuta di Cristo)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine - Portale (La seconda venuta di Cristo - Particolare)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine - Interno (Illustrazione di Eugéne Viollet le Duc)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Interno)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Capitello)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine - Capitello (Illustrazione)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Cripta)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Reliquia)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Cristo)

Vézelay - Basilica di Sainte Marie Madeleine (Veduta aerea)

Vézelay (Stemma)

Manuele I Comneno sapeva benissimo quali problemi avesse avuto suo nonno, Alessio I Comneno, cinquant'anni prima, con la Prima Crociata. Per non rischiare la guerra si comportò quindi allo stesso modo del suo avo, riempiendo i depositi imperiali di vettovaglie per l'esercito crociato che stava sopraggiungendo, evitando così l'esplodere di rivalità con i contadini che, in genere, venivano sottoposti a sequestri di cibo senza alcun risarcimento da parte dei crociati latini. La prima armata che arrivò fu quella tedesca, guidati da Corrado III, che era partita da Ratisbona nel maggio del 1147.

Ratisbona (Stemma)

Di quella armata facevano parte tra gli altri fanatici religiosi, soldati senza scrupoli e criminali, convinti all'impresa anche dalle assicurazioni di papa Eugenio III che chiunque fosse partito per la Terra Santa avrebbe ricevuto il perdono di ogni suo peccato.

Eugenio III (Stemma)

I crociati tedeschi, appena giunti in territorio bizantino, iniziarono nondimeno a razziare beni delle comunità rurali e a distruggere abitazioni, abbandonandosi ad atti di violenza omicida. Per questo motivo Manuele I Comneno provvide prontamente alla spedizione di soldati bizantini (per lo più Peceneghi, che scortassero i crociati tedeschi fino a Costantinopoli).

Impero Bizantino (Cartina 1025)

Impero Bizantino (Cartina 1040-1070)

Impero Bizantino (Cartina 1060)

Impero Bizantino (Cartina 1080)

Impero Bizantino (Cartina 1265)

Impero Bizantino dopo espansione turca

Impero Bizantino e Tuchi Ottomani (Cartina 1355)

Impero Bizantino (Stemma)

Impero Bizantino (Bandiera)

Bizantini

Bizantini (Costumi)

Bizantini (Costumi di Corte ed Ecclesiastici)

Bizantini in battaglia

Bizantini - Catafratti in battaglia (Biblioteca Nazionale di Madrid - Spagna)

Bizantini - Catafratti in battaglia (Cronaca di Giovanni Skylitzes - Codice greco Matritensis - Biblioteca Nazionale di Madrid - Spagna)

Bizantini - Imperatore e Comandanti (Miniatura)

Bizantini - Arcieri (Miniatura)

Bizantino - Arciere (Miniatura)

Bizantini - Arcieri a cavallo (Miniatura)

Bizantino - Catafratto (Miniatura)

Bizantini - Catafratti (Miniatura)

Bizantino - Guerriero (Miniatura)

Bizantini - Lancieri (Miniatura)

Peceneghi (Arciere a cavallo - Illustrazione di Vladimir Semenov)

Peceneghi in battaglia Peceneghi in riunione

Peceneghi (Arciere a cavallo - Miniatura)

Peceneghi (Arcieri a cavallo - Miniatura) Peceneghi (Elmo)

Tra tedeschi e bizantini si ebbero numerose schermaglie ma l'armata tedesca giunse celermente nella capitale, il 10 settembre del 1147, Manuele I Comneno chiese a Corrado III di giuragli fedeltà e che ogni città che avrebbe conquistato doveva tornare all'impero bizantino, Corrado III acconsentì alle richieste di Manuele I Comneno. Il 4 ottobre arrivò anche Luigi VII con la sua armata, ben più esperta ed ordinata di quella tedesca: ne facevano fra l'altro parte la regina di Francia Eleonora d'Aquitania ed altre dame dell'aristocrazia.

Aquitania (Stemma)

Aquitania (Bandiera)

Stemma di Eleonora di Aquitania

Stemma di Eleonora di Aquitania - Regina d'Inghilterra

Manuele I Comneno chiese anche a Luigi VII di giurargli fedeltà, ma quest'ultimo in un primo momento rifiutò, ma poi accetto. I contadini bizantini, dopo il passaggio dei crociati tedeschi, avevano ormai un atteggiamento ostile verso ogni straniero e vendevano il cibo necessario alle truppe a prezzi esorbitanti. I francesi, che fra l'altro non vedevano di buon occhio né i tedeschi né i bizantini, erano estremamente scontenti e amareggiati per la tregua sancita da Manuele I Comneno coi turchi. Manuele I Comneno affrontò tutti questi problemi con grande astuzia, tanto più necessaria in quanto i crociati rappresentavano una minaccia peggiore dei turchi, essendo in grado di spodestarlo in qualunque momento coalizzando le loro forze. Venne a sapere da alcuni suoi fidati informatori che alcuni esagitati soldati francesi e tedeschi pensavano di unire le loro forze ed attaccare Costantinopoli e, per risolvere questa situazione, l'imperatore fece spargere la voce che in Anatolia un enorme esercito turco si stava mobilitando e che, se i crociati non fossero subito sbarcati in Asia Minore, i cristiani sarebbero stati annientati dai turchi. Manuele I Comneno fece in modo che i crociati fossero riforniti di viveri, poi consigliò loro di tenersi in prossimità della costa anatolica, dal momento che quelle zone dell'Asia Minore erano ancora sotto controllo bizantino, e di stare attenti a non sprecare acqua perché in quelle zone sarebbe stato difficile trovarne dell'altra.

Asia Minore e Stati Crociati in Siria - 1140

Asia Minore (Cartina) Asia Minore (Veduta dal satellite)

Dopo qualche giorno Manuele I Comneno ricevette due rapporti. Il primo lo informava che l'esercito crociato tedesco era stato affrontato dai turchi, il 25 ottobre nei pressi di Dorileo, e sterminato. L'altro diceva che la flotta del re Ruggero II di Sicilia, stava per arrivare a Costantinopoli.

Sicilia - Cartina (Antica illustrazione)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di Joan Janssonius)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di Jodocus Jr. Hondius)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di M. Quad)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di S. Walker)

Sicilia - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Sicilia (Veduta dal satellite)

Sicilia (Stemma)

Sicilia (Bandiera)

La flotta siciliana era comandata da Giorgio d'Antiochia, un bizantino che era stato al servizio degli Arabi prima di passare sotto il comando di Ruggero II di Sicilia. Egli era riuscito a salire, nella corte palermitana, alla suprema carica di “amirus amiratus”, ossia generalissimo, ed era di fatto il primo ministro del regno. In pochissimo tempo i siciliani espugnarono Corfù (1147) e là lasciarono una guarnigione, così da poter difendere l'isola da attacchi bizantini e in seguito razziarono Atene e Corinto, giungendo fino a Tebe, centro dell'industria serica (seta) bizantina.

Corfù - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Corfù (Cartina)

Corfù (Antica illustrazione)

Corfù (Illustrazione di C. Bentley)

Corfù (Illustrazione di E. Grandsire)

Corfù (Illustrazione di J. F. Pourvoyeur)

Corfù (Illustrazione di Thomas Allom)

Corfù (Illustrazione di W. Purser)

Corfù - Strada Reale (Illustrazione di S. Prout)

Veduta dal satellite

Atene - Grecia (Cartina)

Atene - Cartina (Antica illustrazione)

Atene (Antica illustrazione)

Atene

Atene - Cartolina

Atene (Stemma)

Atene (Veduta dal satellite)

Corinto - Grecia (Cartina)

Corinto (Cartina)

Corinto (Antica illustrazione)

Corinto (Illustrazione di C. Stanfield)

Corinto (Illustrazione di F. Arundale)

Corinto (Illustrazione di G. Cattermole)

Corinto (Illustrazione di Major Irton)

Corinto (Illustrazione di W. Turner)

Corinto (Illustrazione di W. Turner)

Corinto (Illustrazione di Roger Payne)

Corinto - Tempio - Rovine (Illustrazione di W. Purser)

Corinto

Corinto (Veduta dal satellite)

Corinto (Stemma)

Corinto (Canale)

Corinto - Canale (Francobollo)

Corinto - Canale (Illustrazione di W. Williams)

Corinto - Canale (Veduta aerea)

Corinto - Canale (Veduta dal satellite)

Corinto (Golfo)

Corinto - Golfo (Veduta aerea)

Tebe - Grecia (Cartina)

In tale città, oltre a rubare pezze e broccati, furono rapite tutte le migliori tessitrici dell'impero, e obbligate a lavorare per la nascente industria serica del regno Normanno. Quando Giorgio d'Antiochia tornò a Palermo da trionfatore, Manuele I Comneno si adirò enormemente e, capendo di aver urgente bisogno di alleati, pensò di rivolgersi ai veneziani.

Palermo - Cartina (Antica illustrazione)

Palermo - Cartina (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Palermo (Antica illustrazione)

Palermo (Illustrazione di A. Rouargue)

Palermo (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Palermo (Illustrazione di H. Fenn)

Palermo (Illustrazione di J. Muller)

Palermo (Illustrazione di T. Taylor)

Palermo (Illustrazione di W. L. Leitch)

Palermo

Palermo (Veduta aerea)

Palermo - Duomo (Antica illustrazione)

Palermo - Duomo (Illustrazione di A. Rouargue)

Palermo - Duomo (Illustrazione di Clerget)

Palermo - Duomo (Illustrazione di H. Morton)

Palermo - Duomo (Illustrazione di Le Petit)

Palermo - Duomo (Illustrazione di W. L. Leitch)

Palermo - Duomo (Illustrazione di W. L. Leitch)

Palermo (Duomo)

Palermo - Duomo - Entrata (Illustrazione di James Fergusson)

Palermo - Duomo (Entrata)

Palermo - Duomo - Entrata (Scultura)

Palermo - Duomo (Interno)

Palermo - Duomo (Teschio)

Palermo - Duomo - Fonte battesimale (Illustrazione di W. L. Leitch)

Palermo - Duomo (Monogramma)

Palermo - Duomo (Segni Zodiacali)

Ariete Bilancia e Ariete Cancro

Gemelli e Leone Scorpione e Pesci Toro e Vergine

Palermo - Duomo (Vergine con Bambino)

Palermo - Duomo (Meridiana) Palermo - Duomo (Statue)

Palermo - Duomo (Cripta)

Palermo - Duomo (Francobollo)

Palermo - Duomo (Cupola)

Palermo - Duomo - Cupola (Francobollo)

Palermo - Duomo (Orologio)

Palermo - Duomo (Veduta aerea)

Palermo (Stemma) Palermo (Bandiera)

Nel mese di marzo del 1148 Venezia promise di prestare aiuto a Manuele I Comneno con la sua marina per sei mesi, in cambio di più privilegi commerciali.

Veneziani - XIII secolo

Veneziano - Guerriero (Miniatura)

Venezia - Cartina (Antica illustrazione)

Venezia - Cartina (Illustrazione di B. R. Davies)

Venezia - Cartina (Illustrazione di W. B. Clarke)

Venezia - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Venezia (Cartina)

Venezia (Antica illustrazione)

Venezia (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Venezia (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Venezia (Illustrazione di Francanzano Montalboddo)

Venezia (Illustrazione di G. Rosa)

Venezia (Illustrazione di Georg Keller)

Venezia (Illustrazione di Giovanni Andrea Vavassore detto Vadagnino)

Venezia (Illustrazione di Giovanni Merlo)

Venezia (Illustrazione di Giovanni Xenodocos da Corfù)

Venezia - Particolare (Illustrazione di Giovanni Xenodocos da Corfù)

Venezia (Illustrazione di Hartman Schedel)

Venezia (Illustrazione di Jacopo De Barbari)

Venezia - Particolare (Illustrazione di Jacopo De Barbari)

Venezia (Illustrazione di Johann Georg Ringle)

Venezia (Illustrazione di Johannes Philippus Bergomensis)

Venezia (Illustrazione di Matteo Suetter)

Venezia (Illustrazione di Matthaeus Merian)

Venezia (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia (Illustrazione di Sebastian Munster)

Venezia (Illustrazione di W. Turner)

Venezia - Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Ponte Rialto (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Ponte Rialto (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Ponte Rialto (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Chiesa di Santa Maria della Salute (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Chiesa di Santa Maria della Salute (Illustrazione di W. L. Leitch)

Venezia - Ponte dei Sospiri (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Regata sul Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Regata sul Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Regata sul Canal Grande (Illustrazione di Canaletto)

Venezia

Venezia (Cartolina)

Venezia - Basilica di San Marco (Pianta)

Venezia - Basilica di San Marco (Antica illustrazione)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Felix Francois Georges Philibert Ziem)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Basilica di San Marco (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Basilica di San Marco (Poster)

Venezia (Basilica di San Marco)

Venezia - Basilica di San Marco - Cavalli bizantini (Illustrazione di Henry Roderick Newman)

Venezia - Basilica di San Marco (Cavalli bizantini)

Venezia - Basilica di San Marco - Cavalli bizantini (Cartolina)

Venezia - Basilica di San Marco (Leone)

Venezia - Basilica di San Marco - Interno (Antica illustrazione)

Venezia - Basilica di San Marco - Interno (Antica illustrazione)

Venezia - Basilica di San Marco - Interno (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Basilica di San Marco - Interno (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Basilica di San Marco (Interno)

Venezia - Basilica di San Marco (Cupola)

Venezia - Basilica di San Marco (Veduta dal Campanile)

Venezia - Basilica di San Marco (Veduta aerea)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Antonio Visentini)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Donato Rasciotti)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Francesco Guardi)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Gabriele Bella)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Gabriele Bella)

Venezia - Piazza San Marco - Processione (Illustrazione di Gentile Bellini - Galleria dell'Accademia - Venezia - Italia)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Gentile Bellini - Galleria dell'Accademia - Venezia - Italia)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Giovanni Battista Brustolon)

Venezia - Piazza San Marco (Illustrazione di Matteo Suetter)

Venezia (Leone di San Marco)

Venezia - Torre Orologio (Antica illustrazione)

Venezia - Torre Orologio (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Torre Orologio (Illustrazione di Dionisio Moretti)

Venezia - Torre Orologio (Illustrazione di Francesco Guardi)

Venezia - Torre Orologio (Illustrazione di Vincenzo Coronelli)

Venezia - Torre Orologio - Particolare (Illustrazione di Vincenzo Coronelli)

Venezia (Torre Orologio) Venezia - Torre Orologio - (Quadrante)

Venezia - Palazzo del Doge (Antica illustrazione)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di A. Rouargue)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Alfred Pollentine)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Aniello Portio)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Antonio Maria Reyna)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Antonio Visentini)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Bruno Hohenstaufen)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Canaletto)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Claude Monet)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Dionisio Moretti)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Francesco Guardi)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Giorgio Albertini)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di J. Poppel)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di J. Poppel)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Jacopo De Barbari)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Michele Marleschi)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Pierre Auguste Renoir)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Richard Parkes Bonington)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Palazzo del Doge (Illustrazione di Samuel Prout)

Venezia - Palazzo del Doge in fuoco (Illustrazione di Georg Hoefnagel)

Venezia (Palazzo del Doge)

Venezia - Palazzo del Doge (Balcone)

Venezia - Palazzo del Doge (Cortile)

Venezia - Palazzo del Doge - Porta della Carta (Leone di San Marco)

Venezia - Palazzo del Doge (Orologio)

Venezia - Palazzo del Doge - Scalinata dei Giganti (Illustrazione di W. L. Leitch)

Venezia - Palazzo del Doge (Scalinata dei Giganti)

Venezia - Palazzo del Doge - Interno (Antica illustrazione)

Venezia - Palazzo del Doge (Interno)

Venezia - Palazzo del Doge (Prigione)

Venezia - Palazzo del Doge (Veduta dal Campanile)

Venezia - Palazzo del Doge (Veduta dal Campanile)

Venezia - Palazzo del Doge (Veduta aerea)

Venezia (Veduta aerea)

Venezia (Veduta dal satellite)

Venezia (Stemma)

Venezia (Gonfalone)

Venezia (Bandiera)Venezia (Bandiera)

In aprile Manuele I Comneno fu pronto per la spedizione, ma la situazione precipitò all'improvviso: i Cumani (popolazione balcanica) entrarono in territorio bizantino e le navi veneziane furono fermate a causa della morte del doge e di una violenta tempesta che aveva spezzato gran parte dei remi della flotta.

Cumani

Cumani rendono omaggio a Carlo Magno

Cumani (Arcieri a cavallo)

Cumani (Cavalieri)

Cumani (Cavalieri e armi)

Cumani (Cavalieri e armi XI-XIII secolo)

Cumani (Cavalieri in battaglia)

Cumani (Guerrieri)

Cumani (Guerrieri in battaglia)

Cumani - Guerrieri (Elmo)

Cumani - Arcieri a cavallo (Miniatura)

Cumani - Cavalieri (Miniatura)

Cumani - Guerrieri (Miniatura)

Cumani (Stemma)

Soltanto in autunno le marine bizantina e veneziana riuscirono a effettuare il blocco marittimo di Corfù. Nello stesso periodo Manuele I Comneno dovette andare da solo a Tessalonica (Salonicco), per incontrare un ospite molto importante, Corrado III, che stava tornando dalla Terra Santa.

Tessalonica - Grecia (Cartina)

Tessalonica (Antica illustrazione)

Tessalonica (Costa)

Tessalonica - Costa (Veduta aerea)

Tessalonica

Tessalonica - Torre Bianca (Antica illustrazione)

Tessalonica (Torre Bianca)

Tessalonica - Torre Bianca (Banconota)

Tessalonica - Torre Bianca (Cartolina)

Tessalonica (Rotonda di San Giorgio)

Tessalonica - Moschea (Antica illustrazione)

Tessalonica (Minareto)

Tessalonica - Torre Trigoniou

Tessalonica (Mura)

Tessalonica (Veduta aerea)

Tessalonica (Veduta dal satellite)

Tessalonica (Bandiera)

Si era appena conclusa la Seconda Crociata (che fu un totale fallimento tattico e, ancor più, strategico), quando l'imperatore germanico Corrado III si ammalò ad Efeso.

Efeso (Cartina)

Efeso (Antica illustrazione)

Efeso (Illustrazione di Mc Farlane)

Efeso (Illustrazione di W. Brockedon)

Efeso - Rovine (Illustrazione di Thomas Allom)

Efeso - Castello di Alasaluk (Illustrazione di Thomas Allom)

Efeso - Cittadella e acquedotto - Rovine (Illustrazione di Slom)

Efeso - Tempio di Diana - Rovine (Illustrazione di J. D. Harding)

Efeso

Manuele I Comneno portò con sé Corrado III a Costantinopoli e lo fece curare, tanto che nel marzo del 1148, Manuele I Comneno gli fornì le navi per raggiungere la Palestina.

Palestina al tempo di Cristo (Cartina)

Palestina - Cartina (Antica illustrazione)

Palestina - Cartina (Illustrazione di Cellarius)

Palestina (Veduta dal satellite)

I francesi riuscirono, con continui scontri armati, ad attraversare l’Anatolia. Luigi VII ormai odiava i bizantini e non tenne conto del consiglio di Manuele I Comneno di tenersi vicino alle coste, cosicché fu varie volte attaccato dai turchi. Luigi VII ne attribuì invece la colpa ai bizantini, che a suo dire lo avevano tradito a causa del trattato di pace stipulato in precedenza coi turchi. Luigi VII fu costretto pertanto ad abbandonare i crociati suoi compatrioti al loro destino ed ad imbarcarsi in Attalia. I resti di quella grande armata raggiunsero Antiochia nei giorni di Pasqua del 1148. Corrado III l'8 settembre si imbarcò su una nave diretta a Tessalonica. Manuele I Comneno saputo che Corrado III era giunto in quella città, gli inviò incontro una scorta che lo portasse a Costantinopoli. Manuele I Comneno e Corrado III erano da tempo diventati buoni amici. In quel giorno di Natale Teodora, nipote di Manuele I Comneno, sposò il duca Enrico II d'Austria, fratello di Corrado III; dopo questo matrimonio i due imperatori si accordarono per compiere una campagna in Italia.

Enrico II d'Austria

Enrico II d'Austria (Moneta commemorativa)

Enrico II d'Austria - Statua (Parco Rathaus - Vienna - Austria)

Enrico II d'Austria - Statua (Monastero di Schottenstift - Vienna - Austria)

Stemma di Enrico II d'Austria 

Austria (Cartina)

Austria - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Austria - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Austria - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Austria - Cartina (Illustrazione di Cellarius)

Austria (Veduta dal satellite)

Austria (Stemma)

Austria (Bandiera)

 

Italia - Cartina (Antica illustrazione)

Italia - Cartina (Illustrazione di A. Brue)

Italia - Cartina (Illustrazione di C. Monin)

Italia - Cartina (Illustrazione di G. de L. Lisle)

Italia - Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Homanno)

Italia - Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Homanno)

Italia - Cartina (Illustrazione di Giovanni Battista Homanno)

Italia - Cartina (Illustrazione di M. Quad)

Italia - Cartina (Illustrazione di N. Sanson)

Italia - Cartina (Illustrazione di R. Bonne)

Italia - Cartina (Illustrazione di R. Seale)

Italia - Cartina (Illustrazione di Rand Mc Nally)

Italia - Cartina (Illustrazione di S. Dunn)

Italia - Cartina (Illustrazione di T. Danckerts)

Italia - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Italia - Cartina (Illustrazione di W. Guthrie)

Italia - Cartina XI secolo Italia - Cartina anno 1000

Italia - Cartina anno 1050

Italia (Cartina)

Italia (Veduta dal satellite)

Tale campagna sarebbe iniziata in breve tempo. Dopo la partenza di Corrado III da Costantinopoli Manuele I Comneno si spostò a Corfù. L'assedio alla città, in mano normanna, durò per tutto l'inverno e si concluse con la resa degli assediati solamente nel settembre del 1149. Dopo questa vittoria Manuele I Comneno si fermò, aspettando l'arrivo del bel tempo per iniziare la campagna in Italia insieme a Corrado III. Poco tempo dopo la vittoria a Corfù, però, egli ebbe la notizia che i serbi erano in rivolta. Dopo pochissimo tempo, ricevette anche un altro rapporto con cui gli veniva comunicato che quaranta navi normanne guidate da Giorgio d'Antiochia, considerato dai bizantini un traditore, erano arrivate sotto le mura marittime di Costantinopoli ed avevano saccheggiato numerose ville patrizie lungo la costa del Bosforo, lanciando per provocazione diverse frecce sull'area del Grande Palazzo imperiale. Manuele I Comneno non dimenticò questo oltraggio (il secondo che riceveva) ma prima di tutto dovette occuparsi della rivolta in Serbia, anche perché pensava (giustamente) che dietro ad essa vi fosse l'opera di Ruggero II di Sicilia.

Serbia (Cartina)

Serbia - Fiumi (Cartina) Serbia (Veduta dal satellite)

Serbia (Stemma) Serbia (Bandiera)

Quest'ultimo fra l'altro bloccò lo stesso Corrado III in Germania, fornendo aiuti ai bavaresi, a quell'epoca in rivolta contro l'Imperatore germanico, per impedirgli di intraprendere la campagna in Italia.

Germanici (Re e Regina) Germanici (Re in battaglia)

Germanici (Cavalieri)

Germanici (Cavalieri con stendardi)

Germanici (Cavalieri in battaglia)

Germanico (Cavaliere)

Germanico - Cavaliere (Miniatura)

Germanici (Guerrieri)

Germanico (Guerriero)

Germanico (Guerriero 1290)

Germanici (Guerrieri in battaglia)

Germanico (Guerriero in battaglia)

Germanici (Guerrieri con stendardo in battaglia)

Germanici - Guerrieri (Miniatura)

Germanico - Guerriero (Miniatura)

Germanici - Guerrieri con stendardo (Miniatura)

Germanici (Elmi)

Germanici (Elmo)

Germanici (Scudo)

Germanici (Armi) Germanici (Ascia di guerra)

Germanici (Spada)

Germanici (Spade)

Germania - Migrazione e conquista dei popoli germanici (Cartina 150 - 1066)

Germania ed Europa centrale (Cartina XII secolo)

Impero Germanico (Cartina X-XIV secolo)

Germania - Cartina (Antica illustrazione)

Germania - Cartina (Illustrazione di Allain Mallet)

Germania - Cartina (Illustrazione di Anon)

Germania - Cartina (Illustrazione di C. Malte Brun)

Germania - Cartina (Illustrazione di J. Cooke)

Germania - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Germania - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Germania - Cartina (Illustrazione di Nicholas de Fer)

Germania - Cartina (Illustrazione di P. Lapie)

Germania - Cartina (Illustrazione di P. Lapie)

Germania - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Germania (Cartina)

Germania (Veduta dal satellite)

Germania (Stemma)

Baviera - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Baviera - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Baviera (Stemma)

Baviera (Bandiera)

Luigi VII Re di Francia e Ruggero II di Sicilia formarono una lega contro l'Impero Bizantino, il cui scopo fu di minare il potere di Manuele I Comneno. Luigi VII ritenne Manuele I Comneno responsabile del fallimento della Seconda Crociata, sostenendo l'accusa (falsa) che l'imperatore bizantino avesse fornito informazioni cruciali ai turchi. Ruggero II di Sicilia rivendicò Antiochia e Gerusalemme, ma i serbi ed i bavaresi furono nel frattempo sconfitti, cosicché la campagna in Italia di Corrado III poté iniziare. Venezia aveva promesso il suo appoggio marittimo all'Impero bizantino, e anche il Papa, Eugenio III sarebbe stato pronto ad appoggiare la missione (probabilmente per timore di un attacco allo Stato pontificio).

Vaticano (Stemma)

Vaticano (Bandiera)

Per fortuna di Ruggero II di Sicilia si affacciò un nuovo problema: il 15 febbraio del 1152 Corrado III morì a Bamberga all'età di 55 anni.

Bamberga (Stemma)

A Corrado III succedette il nipote Federico I di Svevia, poi soprannominato Federico I Barbarossa, il quale ricevette dal padre morente la raccomandazione di rispettare il patto con Manuele I Comneno.

Stemma di Federico I Barbarossa Duca di Svevia

Stemma di Federico I Barbarossa Duca di Svevia

Stemma di Federico I Barbarossa Imperatore del Sacro Romano Impero

Stemma di Federico I Barbarossa Imperatore del Sacro Romano Impero

Stemma di Federico I Barbarossa Imperatore del Sacro Romano Impero

Federico I Barbarossa intendeva non perdere ulteriore tempo per iniziare la campagna in Italia ma dovette invece rinviarne l'inizio a causa di problemi in Germania, dove ancora doveva essere riconosciuto Imperatore dai suoi sudditi. Egli però non desiderava combattere a fianco dell'Impero bizantino e tanto meno accordarsi con essi per la spartizione dei territori eventualmente conquistati, non accettando che potesse esistere un altro Imperatore oltre a lui. Dopo un solo anno Federico I Barbarossa firmò un trattato col Papa, che sanciva la comune spartizione delle terre conquistate dell'Italia meridionale. In un anno gran parte dei protagonisti dell'epoca morirono. L' 8 luglio del 1153 Papa Eugenio III morì a Tivoli e gli succedette Papa Anastasio IV; sei mesi dopo morì San Bernardo da Chiaravalle, fautore della Seconda Crociata.

Tivoli - Cartina (Antica illustrazione)

Tivoli - Cartina (Illustrazione di Athanasius Kircher)

Tivoli - Cartina (Illustrazione di Pieter Vander Aa)

Tivoli (Cartina)

Tivoli (Antica illustrazione)

Tivoli (Illustrazione di A. Rouargue)

Tivoli (Illustrazione di Daniel Meisner)

Tivoli (Illustrazione di Daniel Meisner)

Tivoli (Illustrazione di E. F. Batty)

Tivoli (Illustrazione di Francesco Valegio)

Tivoli (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Tivoli (Illustrazione di Giovanni Antonio De Paoli)

Tivoli (Illustrazione di H. Bibby)

Tivoli (Illustrazione di J. T. Willmore)

Tivoli - Cascate (Antica illustrazione)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di Albert Christophe Dies)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di Charles Louis Clerisseau)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di Francesco Gandini)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di Francois Boucher)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di G. Francesco Venturini)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di H. Nestel)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di Ippolito Caffi - Museo di Roma - Italia)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di Jacob Hackert - Museo Hermitage - San Pietroburgo - Russia)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di James Hakewill)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Tivoli - Cascate (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Tivoli - Cascate - Particolare (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Tivoli - Tempio di Vesta (Antica illustrazione)

Tivoli - Tempio di Vesta (Illustrazione di Albert Christophe Dies)

Tivoli - Tempio di Vesta (Illustrazione di G. Cottafavi)

Tivoli - Tempio di Vesta (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Tivoli - Tempio di Vesta (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Tivoli - Tempio di Vesta (Illustrazione di Jules Gourdault)

Tivoli - Tempio di Vesta (Illustrazione di Lindemann Frommel)

Tivoli - Tempio di Vesta

Tivoli - Tempio di Vesta (Cartolina)

Tivoli - Villa di Mecenate (Pianta)

Tivoli - Villa di Mecenate (Illustrazione di Albert Christophe Dies)

Tivoli - Villa di Mecenate - Rovine (Illustrazione di Domenico Pronti)

Tivoli - Villa di Mecenate - Ricostruzione (Illustrazione di Luigi Rossini)

Tivoli - Villa di Mecenate - Sotterranei (Illustrazione di Domenico Pronti)

Tivoli - Villa di Mecenate - Sotterranei (Illustrazione di W. F. Gmelin)

Tivoli - Villa di Mecenate - Sotterranei (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Tivoli - Villa di Mecenate - Sotterranei (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Tivoli - Villa di Mecenate - Sotterranei - Particolare (Illustrazione di G. Battista Piranesi)

Tivoli - Villa di Mecenate - Cascate (Antica illustrazione)

Tivoli - Ponte Lucano e Sepolcro della Famiglia Plauzia (Antica illustrazione)

Tivoli - Ponte San Rocco (Illustrazione di Albert Christophe Dies)

Tivoli - Sepolcro (Antica illustrazione)

Tivoli - Sepolcro di C. Aufestio (Illustrazione di Domenico Pronti)

Tivoli - Tempio della Tosse (Antica illustrazione)

Tivoli - Tempio della Tosse (Illustrazione di Agostino Aglio)

Tivoli - Tempio della Tosse (Illustrazione di Giovanni Battista Piranesi)

Tivoli (Tempio della Tosse)

Tivoli - Tempio di Ercole (Antica illustrazione)

Tivoli - Tempio di Ercole - Rovine (Antica illustrazione)

Tivoli - Tempio di Ercole (Ricostruzione)

Tivoli - Grotta di Nettuno (Antica illustrazione)

Tivoli - Grotta di Nettuno (Illustrazione di G. Cottafavi)

Tivoli - Grotta di Nettuno (Illustrazione di Tessari e Cie)

Tivoli - Casa di Orazio - Rovine (Antica illustrazione)

Tivoli - Convento di San Cosimato (Antica illustrazione)

Tivoli - Villa di Cassio - Rovine (Illustrazione di Albert Christophe Dies)

Tivoli - Villa di Cassio - Ricostruzione (Illustrazione di Luigi Rossini)

Tivoli - Villa di Adriano - Rovine (Antica illustrazione)

Tivoli - Villa di Adriano - Rovine (Illustrazione di G. Stieler e Paulus W. Kaden)

Tivoli - Villa d'Este (Antica illustrazione)

Tivoli - Villa d'Este (Illustrazione di Giovanni Battista Falda)

Tivoli - Villa d'Este (Illustrazione di Johannes Blaeu)

Tivoli - Villa d'Este (Cartolina)

Tivoli

Tivoli - Castello (Cartolina)

Tivoli (Stemma)

Tivoli (Gonfalone)

Il 26 febbraio del 1154 morì a Palermo Re Ruggero II di Sicilia e il suo successore fu Guglielmo I di Sicilia detto “il Malo”. Infine morì lo stesso Anastasio IV e gli succedette Adriano IV (l'unico Papa inglese nella storia). Federico I Barbarossa iniziò una campagna punitiva contro i comuni italiani del nord e, dopo aver superato altri problemi, fu incoronato Imperatore a Roma dal Pontefice. Manuele I Comneno si trovò in una situazione delicata: sapeva di non potersi più considerare alleato del Sacro Romano Impero e che l'Italia avrebbe potuto essere ripresa dall'Impero solo con la guerra. Se Federico I Barbarossa avesse attaccato il Regno di Sicilia, occorreva che l'Impero bizantino fosse rappresentato per far valere i propri diritti sulle terre dell'Italia del sud. Se invece Federico I Barbarossa non fosse entrato in azione, il farlo sarebbe toccato allo stesso Impero bizantino. Poco tempo dopo a Manuele I Comneno arrivò una notizia importante: i baroni di Puglia, che non avevano mai visto di buon occhio gli Altavilla, avevano intenzione di ribellarsi e di tornare sotto la protezione dell'aquila bizantina.

Puglia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Puglia (Stemma)

Altavilla (Stemma)

Quindi Manuele I Comneno nel 1155 spedì in Italia i suoi due migliori generali: Michele Paleologo e Giovanni Ducas. La loro missione era mettersi in contatto con i baroni pugliesi e, se Federico I Barbarossa era ancora in Italia, cercare di incontrarlo e chiedergli se avrebbe appoggiato l'Impero bizantino contro il Regno di Sicilia. Appena i due generali arrivarono in Italia vennero a sapere che Federico I Barbarossa si trovava ad Ancona ed era pronto a riceverli.

Ancona (Antica illustrazione)

Ancona (Stemma)

Ancona (Bandiera)

Federico I Barbarossa fu disposto a schierarsi coi bizantini, ma i suoi baroni si rifiutarono di continuare la campagna in Italia. Il clima assai caldo aveva fiaccato le truppe, afflitti da un gran numero di insetti cui non erano abituati e da varie malattie che le avevano colpite. Federico I Barbarossa con rammarico si vide costretto a dire di no ai due inviati bizantini. Manuele I Comneno non si disperò. La rivolta contro gli Altavilla si stava allargando a tutto il sud Italia. Verso la fine dell'estate del 1155 il conte Roberto di Loritello, a capo della rivolta, incontrò a Vieste Michele Paleologo. I due strinsero un rapido accordo: i nobili che si erano rivoltati agli Altavilla avrebbero goduto di vantaggi economici e di potere a Costantinopoli, e il Regno di Sicilia sarebbe tornato a far parte dell'Impero bizantino. Dopo questo accordo i bizantini si unirono agli eserciti dei baroni pugliesi, pronti ad attaccare. La prima tappa fu Bari che si arrese velocemente, avvezza com'era alla presenza greca, cui apparteneva del resto la maggioranza dei suoi abitanti.

Bari (Illustrazione di Giambattista Albrizzi)

Bari (Stemma)

Bari (Gonfalone) Bari (Bandiera)

L'esercito siciliano di Guglielmo I di Sicilia fu decimato nei pressi di Andria. Papa Adriano IV seguiva soddisfatto il procedere dei bizantini nel Regno di Sicilia. Adriano IV preferiva assai più come confinanti i bizantini piuttosto che gli Altavilla, pensando di poter estendere più facilmente i confini dello Stato Pontificio. Le trattative per unirsi in guerra ai bizantini contro il Regno di Sicilia furono avviate verso la fine dell'estate del 1155; Adriano IV arruolò a tal fine mercenari campani. Il 29 settembre 1155 Adriano IV si mise in marcia col suo esercito. Questo fu un momento storico perché, un secolo dopo lo scisma d'Oriente, un Imperatore bizantino aveva formato una lega con il Papa. I vassalli pugliesi promettevano fedeltà all'Imperatore di Bisanzio con gioia, e lo ringraziavano per gli aiuti che avevano ricevuto. In pochissimo tempo i bizantini ed il Papa Adriano IV conquistarono tutta la Puglia e la Campania.

Campania (Cartina)

Campania (Stemma)

Campania (Bandiera)

Se la campagna in Italia fosse continuata con tale intensità, i bizantini avrebbero annientato gli Altavilla e riconquistato tutto il sud Italia. Adriano IV avrebbe toccato con mano che i bizantini erano riusciti dove l'Impero germanico aveva mancato e Manuele I Comneno avrebbe realizzato il suo sogno: essere incoronato dal Papa Imperatore di tutto l'Impero Romano, svuotando di significato in questo modo la corona imperiale di Federico I Barbarossa. Ma Guglielmo I di Sicilia non si era ancora rassegnato: aveva perso le prime battaglie ma non la guerra, e riorganizzò il suo esercito. Ai primi del 1156 egli attraversò lo stretto con le sue forze terrestri e la sua marina che puntò su Brindisi, dove i bizantini stavano assediando la città.

Brindisi (Stemma)

Quando si sparse la notizia che Guglielmo I di Sicilia stava avanzando, qualche barone della Puglia scappò con i suoi uomini e i mercenari campani scelsero il momento più difficile della campagna per chiedere il raddoppio dello stipendio. Quando questi ultimi ricevettero una risposta negativa disertarono in massa. Anche Roberto di Loritello disertò, mentre Michele Paleologo era già morto in battaglia. Giovanni Ducas si trovò, con un esercito drasticamente ridotto, ad affrontare un esercito molto più numeroso del suo. Fu sconfitto e fatto prigioniero con i suoi bizantini e i ribelli normanni che non avevano disertato. Le navi dei bizantini furono catturate con le grandi quantità d'oro ed argento conquistate. Con una sola battaglia persa per i bizantini (28 maggio 1156), tutto quello che era stato fatto in un anno fu vanificato. Guglielmo I di Sicilia ebbe pietà dei prigionieri bizantini ma non dei suoi sudditi ribelli. I mercenari normanni furono uccisi perché avevano tradito la loro patria, Brindisi fu risparmiata per la sua efficace resistenza e Bari fu rasa al suolo compresa la cattedrale.

Normanni

Normanno (Cavaliere)

Normanni (Miniatura)

Normanno - Cavaliere (Miniatura)

Normanni (Scudo)

Normanni (Spada)

Cavaliere normanno - Sarcofago (Cripta - Duomo di Palermo)

Palazzo dei Normanni - Palermo

Palazzo dei Normanni - Entrata - Palermo

Palazzo dei Normanni (Stemma)

Palazzo dei Normanni (Sotterranei)

Palazzo dei Normanni (Veduta aerea)

Palazzo dei Normanni - Cortile (Francobollo)

Fu risparmiata solo la Basilica di San Nicola e gli abitanti ebbero in tutto due giorni per mettersi in salvo con i propri averi.

Basilica di San Nicola (Antica illustrazione)

Basilica di San Nicola - Chimera (Antica illustrazione)

Basilica di San Nicola

Basilica di San Nicola (Portale dei Leoni)

Sculture

Basilica di San Nicola (Portale)

Basilica di San Nicola - Portale (Sculture)

Basilica di San Nicola (Finestra)

Basilica di San Nicola (Interno)

Basilica di San Nicola (Altare)

Basilica di San Nicola (Cattedra dell'abate Elia)

Basilica di San Nicola (Tomba dell'abate Elia)

Basilica di San Nicola (Altare d'argento)

Basilica di San Nicola (Vetrata)

Basilica di San Nicola (Iscrizione muraria)

Basilica di San Nicola (Cripta)

Entrata

Basilica di San Nicola (Tomba di San Nicola)

Basilica di San Nicola (Veduta aerea)

Le altre città della Puglia furono punite duramente, anche se non con l'asprezza di Bari. Manuele I Comneno aveva capito che bisognava cambiare strategia. Sebbene l'Impero bizantino ed il Sacro Romano Impero non fossero riusciti a conquistare il Regno di Sicilia, era convinto che Federico I Barbarossa avrebbe ritentato l'impresa. Se ciò fosse avvenuto, Federico I Barbarossa avrebbe potuto mirare alla conquista dell'Impero bizantino, per riunificare l'antico impero romano. Manuele I Comneno si convinse che erano molto meglio gli Altavilla nel sud Italia di Federico I Barbarossa, e per questo doveva trovare un modo per accordarsi con il Re di Sicilia. Manuele I Comneno inviò alla corte di Guglielmo I di Sicilia, Alessio, figlio del suo Gran Domestico Giovanni Axuch. Ufficialmente aveva l'incarico, come prima di lui Michele Paleologo, di prendere contatto con eventuali ribelli, di reclutare mercenari e di soffiare sul fuoco dei tumulti. Contemporaneamente i suoi ordini erano di contrattare la pace con Gugliemo I di Sicilia. I due comandi sembrano contraddittori ma non lo erano, perché quanto maggiori fossero state le difficoltà per Guglielmo I di Sicilia, tanto più Bisanzio sarebbe stata avvantaggiata nelle trattative. Alessio portò in porto le sue due missioni facilmente. Due mesi dopo il suo arrivo, Roberto di Loritello saccheggiò la Sicilia, mentre una grossa banda di briganti conquistava Capua per poi arrivare a Montecassino.

Stemma di Capua

Nel gennaio del 1158 i briganti riuscirono a sconfiggere un esercito degli Altavilla in uno scontro corpo a corpo. All'inizio della primavera del 1158 l'Impero bizantino concluse una pace segreta con il Regno di Sicilia. I baroni normanni ribelli, che di punto in bianco si trovavano senza più finanziamenti da parte dell'Impero bizantino, si videro costretti ad abbandonare le conquiste fatte e a cercare un signore più affidabile. Manuele I Comneno era Imperatore bizantino ormai da quindici anni e aveva combattuto in tutte le parti dell'Impero bizantino, tranne che in Cilicia.

Cilicia (Cartina 1080 - 1199) Cilicia (Cartina 1199 - 1375)

Cilicia (Stemma)

Nell'autunno del 1158, Manuele I si incamminò quindi verso questa regione con un grande esercito. Manuele I Comneno era furibondo, perché un certo Thoros II d'Armenia (Teodorico) figlio di Leone d'Armenia, era evaso dalla prigione di Costantinopoli nel 1143, e nel 1151 aveva assassinato il governatore imperiale di Mamistra/Mopsuestia, e sette anni dopo quel delitto era ancora impunito.

Armenia (Cartina - Illustrazione di Ruscelli)

Armenia (Cartina - Illustrazione di Waldeseesmuller e Fries)

Armenia (Stemma)

Armenia (Bandiera)

Ma il problema principale di Manuele I Comneno fu Rinaldo di Chatillon, che era principe d'Antiochia.

Chatillon (Stemma)

Rinaldo di Chatillon fu secondogenito di un nobile francese, Enrico di Chatillon, di una famiglia di piccola nobiltà della Champagne cui apparteneva Eudes di Chatillon, Papa Urbano II, che si arruolò nella Seconda Crociata nell'esercito di Raimondo di Poitiers e che decise di crearsi un feudo in Oriente, e lo trovò in Antiochia.

Champagne (Stemma)

Francobollo

Champagne (Bandiera)

Urbano II (Stemma)

Forse Rinaldo di Chatillon avrebbe continuato a essere semplicemente un soldato se nel 1149 l'esercito di Raimondo di Poitiers non fosse stato accerchiato e massacrato dall'emiro Nur al-Din. Raimondo di Poitiers morì e il suo cranio fu usato come ricordo della battaglia e ricoperto d'argento, Rinaldo di Chatillon fu uno dei pochissimi a salvarsi nella battaglia. Nel 1153 Rinaldo di Chatillon sposò Costanza d'Antiochia, vedova di Raimondo di Poitiers.

Costanza

Rinaldo di Chatillon promise a Manuele I Comneno, in cambio del suo riconoscimento come Principe d'Antiochia, di consegnare Thoros II d’Armenia alla giustizia, e invece dopo essere stato riconosciuto principe, Rinaldo di Chatillon insieme a Thoros II d’Armenia attaccò Cipro dove francesi e armeni si abbandonarono a devastanti saccheggi.

Cipro (Cartina)
 

Antica illustrazione

Cipro

Antica illustrazione Illustrazione di Daumerlang

Illustrazione di J. D. Harding

Cipro (Stemma)

Cipro (Bandiera)

Quindi non c'era da meravigliarsi che Manuele I Comneno partisse con un esercito desideroso di vendetta. Rinaldo di Chatillon fu in preda al panico. L'esercito bizantino era molto forte e non poteva minimamente pensare di resistere, con la prospettiva di essere spazzato via, insieme ad Antiochia, dai nemici. L'unica speranza di salvezza per lui era la sottomissione. Rinaldo di Chatillon andò quindi nell'accampamento di Manuele I Comneno vestito di tela di sacco e chiese udienza a Manuele I Comneno. Quando Manuele I Comneno lo ricevette nella sua fastosa tenda imperiale, l'Imperatore pose tre condizioni a Rinaldo di Chatillon, accettando le quali egli avrebbe avuto salva la vita: Antiochia doveva arrendersi immediatamente, doveva diventare un “thema” (Circoscrizioni) dell'impero bizantino e fornire una guarnigione a Bisanzio. Antiochia doveva inoltre mandare via il suo patriarca latino e insediarne uno ortodosso. Soltanto quando Rinaldo di Chatillon giurò di accettare tutto ciò, il conte fu congedato da Manuele I Comneno. Dopo qualche giorno arrivò da Gerusalemme Baldovino III Re di Gerusalemme.

Baldovino III (Stemma)

Baldovino III (Sigillo)

I due sovrani non si erano mai incontrati, benché Baldovino III avesse sposato Teodora, nipote di Manuele I Comneno. Manuele I Comneno propose a Baldovino III, che accettò, di partecipare ai festeggiamenti per la conquista di Antiochia. Il 12 aprile del 1159, domenica di Pasqua, Manuele I Comneno entrò trionfante ad Antiochia insieme a Baldovino III. Ci furono otto giorni di festeggiamenti e, per dimostrare la sua bontà ai suoi sudditi francesi, Manuele I Comneno organizzò un torneo (cosa sconosciuta nell'Impero bizantino), al quale partecipò persino Manuele I Comneno, facendo inorridire i suoi sudditi bizantini, che vedevano i tornei come cose per barbari. Manuele I Comneno e Baldovino III avviarono relazioni d'amicizia assai buone e, durante il torneo cui partecipò anche Baldovino III, quest'ultimo si ferì perché il suo cavallo lo disarcionò. Fu allora curato dallo stesso Manuele I Comneno, visto che l'imperatore aveva la passione della medicina ed era assai abile nell'esercitarla. Quando Manuele I Comneno partì da Antiochia, i rapporti tra Bisanzio e i crociati erano buoni come non mai, e sarebbero rimasti tali se Manuele I Comneno avesse attaccato Aleppo.

Aleppo (Cartina)

Aleppo (Antica illustrazione)

Aleppo (Illustrazione di T. Taylor)

Aleppo (Cittadella - Antica illustrazione)

Aleppo (Cittadella - Entrata - Antica illustrazione)

Quando invece Manuele I Comneno arrivò col suo esercito alla frontiera tra l’Impero bizantino e il mondo musulmano, gli vennero incontro gli ambasciatori dell'Emiro Nur al-Din che offriva la pace, impegnandosi nel caso a liberare tutti i prigionieri cristiani in sua mano, il cui numero assommava a circa seimila, e ad avviare una campagna contro i turchi selgiuchidi. Manuele I Comneno accettò l'offerta e ripartì con il suo esercito, per tornare a Costantinopoli. I crociati presero l'accaduto molto male, perché avevano accolto Manuele I Comneno come un salvatore, mentre egli aveva percorso tutta l'Asia Minore con un grande esercito, senza però combattere, concludendo invece la pace con i musulmani, lasciando i crociati in balìa della loro sorte. La situazione vista da Manuele I Comneno fu però assai diversa. La Siria per i crociati fu una terra importante, mentre per i bizantini sarebbe stata solo una regione lontana, e Manuele I Comneno non si poté permettere di rimanere così tanto tempo lontano dalla sua capitale, perché nel palazzo imperiale si parlava già di una sua possibile deposizione, e si affacciavano problemi tutt'altro che lievi alle frontiere europee.

Siria (Cartina)

Siria - Mesopotamia - Assiria (Cartina)

Siria (Cartina - Antica illustrazione)

Siria (Cartina - Illustrazione di Jan janssonius)

Siria (Cartina - Illustrazione di William Hughes)

Siria (Stemma)

Siria (Bandiera)

Il trattato con Nur al-Din fu a tutto favore di Bisanzio, perché i crociati di Antiochia si sottomisero all'Impero bizantino solo quando furono in grave pericolo e il pericolo costituto da Nur al-Din li avrebbe mantenuti perciò fedeli all'Impero. Grazie infatti a questo patto con Nur al-Din del 1161, il sultano selgiuchide di Rum, Kilij II Arslan, dovette firmare un trattato che prevedeva che, in cambio della pace con Nur al-Din, avrebbe restituito all'Impero bizantino tutte le città di popolazione greca da lui conquistate in precedenza, la fine delle incursioni delle bande di turcomanni nell'Impero bizantino e l'impegno di fornire un contingente di soldati ogni volta che Bisanzio lo avesse richiesto. L'accordo fu suggellato a Costantinopoli. Manuele I Comneno fece di tutto per impressionare il sultano turco Kjlij II Arslan. Lo ricevette assiso su un trono imperiale tutto rivestito d'oro, incastonato di rubini e zaffiri e circondato di perle. Manuele I Comneno portava un medaglione con un rubino grande come una mela. Il sultano turco Kjlij II Arslan rimase a Costantinopoli per tre mesi. I pranzi e le cene venivano serviti su piatti d'oro e d'argento che furono poi regalati al sultano turco Kjlij II Arslan. Furono anche dati banchetti, tornei, combattimenti e persino una simulazione navale, durante la quale fu mostrata la potenza del fuoco greco, che impressionò il sultano turco Kjlij II Arslan in modo particolare. Ebbe molto meno successo lo spettacolo che offrì il sultano Kjlij II Arslan: una persona del suo seguito volle dimostrare che anche l'uomo poteva "volare". Questi indossò pertanto uno strano vestito con numerose tasche, che in teoria riempiendosi d'aria l'avrebbero dovuto sostenere, salì poi su un'alta piattaforma e si lanciò nel vuoto ma si sfracellò e, a quanto raccontano le cronache, i bizantini non riuscirono a trattenersi dal ridere. Nella zona orientale dell'Impero bizantino, Bisanzio era al massimo della sua potenza, dopo la catastrofica battaglia di Manzikert (Manzicerta) del 26 agosto 1071, vinta dal sultano dei Selgiuchidi Alp Arslan contro l'imperatore di Bisanzio Romano IV Diogene.

Alp Arslan nella battaglia di Manzikert

Alp Arslan sconfigge Romano IV Diogene nella battaglia di Manzikert - 26 agosto 1071 - (Biblioteca Nazionale di Francia)

Manzikert (Tombe) Manzikert - Tomba (Iscrizione)

Alp Arslan umilia Romano IV Diogene

Alp Arslan

Alp Arslan invade l'Armenia (Francobollo)

Alp Arslan (Statua)

Alp Arslan (Busto)

Romano IV Diogene (Moneta)

Romano IV Diogene con Cristo e Eudocia Macrembolitissa (Incisione - Parigi - Francia)

Romano IV Diogene nella battaglia di Manzikert

Il sultano Kjlij II Arslan aveva firmato la pace con Bisanzio e gli versava tributi annuali, come pure l'atabeg di Aleppo. La via verso la Terra Santa per i pellegrini era di nuovo aperta. Gli unici cristiani scontenti erano i crociati, a causa del mancato impegno bellico di Manuele I Comneno contro i musulmani. Nel 1159 morì l'imperatrice Irene, lasciando soltanto due figlie a Manuele I Comneno che voleva a tutti i costi un erede maschio che un giorno potesse reggere l'Impero. A Natale del 1161, Manuele I Comneno sposò Maria d’Antiochia, la bellissima figlia che Costanza d'Antiochia aveva avuto da Raimondo di Poitiers.

Manuele I Comneno con la seconda moglie Maria d'Antiochia

Manuele I Comneno con la seconda moglie Maria d'Antiochia

Il 10 febbraio 1163 morì Baldovino III Re di Gerusalemme a Beirut e, quando la notizia arrivò a Costantinopoli, Manuele I Comneno pianse sinceramente l'amico defunto.

Beirut (Cartina)

Beirut - Libano (Cartina)

Beirut (Antica illustrazione)

Barche Beirut (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Beirut (Faraglioni - Banconota)

Beirut (Veduta dal satellite)

Beirut (Stemma)

Sempre nel 1162 morì il re di Ungheria, Geza II, non lasciando alcun erede; la guerra per la successione durò fino al 1167, anno in cui Manuele I Comneno mosse contro la Dalmazia, la Bosnia e la Croazia, conquistandole.

Ungheria (Cartina 1000)

Ungheria (Cartina 1040-1070)

Ungheria (Cartina 1180)

Ungheria (Cartina XI secolo)

Ungheria - Cartina (Antica illustrazione)

Ungheria e Transilvania - Cartina (Antica illustrazione)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Bonne)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Chiquet)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Gerard Mercator)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Joannes de Ram)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Laso)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Lotter e Lobeck)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Matthias Quad)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Moll)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Speed)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Tallis)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Vaugondy)

Ungheria - Cartina (Illustrazione di Weigel)

Ungheria - Galizia e Transilvania - Cartina (Illustrazione di A. Petermann)

Ungheria (Cartina)

Ungheresi

Ungherese (Cavaliere 1350-1375)

Ungherese (Cavaliere XIII secolo)

Ungheresi (Cavaliere arciere) Ungheresi in battaglia

Ungheresi - Elmo (Museo Magiaro Nemzeti - Budapest - Ungheria)

Ungheresi - Lance (Museo Magiaro Nemzeti - Budapest - Ungheria)

Ungheresi - Spada (Museo Torténeti - Budapest - Ungheria)

Ungheresi (Spade)

Ungheresi (Francobollo)

Ungheria - Corona Santa - Globo - Scettro (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Corona Santa - Globo - Scettro - Spada (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Scettro (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Globo (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Spada (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Mantello (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Corona Santa - Globo - Scettro - Spada - Mantello (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Corona Santa (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Corona Santa - Cristo Pantocratore - San Demetrio - Michele Ducas - Geza (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria - Corona Santa (Banconota)

Ungheria - Corona Santa (Moneta)

Ungheria - Scettro (Museo Nazionale Ungherese - Budapest)

Ungheria (Stemma antico)

Ungheria (Bandiera antica)

Ungheria (Stemma)

Ungheria - Stemma (Francobollo)

Ungheria - Stemma (Moneta)

Ungheria (Bandiera)

Geza II

Geza II incontra Luigi VII

Geza II incoronato Re d'Ungheria (Biblioteca Nazionale di Szechenyl - Budapest - Ungheria)

Geza II (Moneta)

Stemma di Geza II

Dalmazia - Cartina (Illustrazione di Chiquet)

Dalmazia - Cartina (Illustrazione di Christoph Weigel)

Dalmazia - Cartina (Illustrazione di Giovanni Lucio)

Dalmazia - Cartina (Centro) Dalmazia - Cartina (Nord)

Dalmazia (Costa)

Dalmazia - Costa (Veduta aerea)

Dalmazia (Stemma)

Bosnia - Cartina (Antica illustrazione)

Bosnia e Croazia - Cartina (Illustrazione di Cluver)

Bosnia (Cartina)

Bosnia (Stemma)

Croazia - Cartina (Antica illustrazione)

Croazia - Cartina (Illustrazione di Allain Mallet)

Croazia - Cartina (Illustrazione di Cluver)

Croazia - Cartina (Illustrazione di Giovanni Lucio)

Croazia - Cartina (Illustrazione di Van der Keere)

Croazia (Cartina)

Croazia (Stemma)

Croazia (Stemma del Re) Croazia (Sigillo)

Croazia (Bandiera)

Di ciò pagò le conseguenze Venezia, che reagì con forza, sentendosi trascurata in campo commerciale dalle buone relazioni che Bisanzio intratteneva con Genova, Pisa e Amalfi.

Genova - Cartina (Antica illustrazione)

Genova - Cartina (Illustrazione di F. De Wit)

Genova - Cartina (Illustrazione di Le Rouge)

Genova - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Genova - Levante - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Genova - Ponente - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Genova (Cartina)

Genova (Antica illustrazione)

Genova (Illustrazione di A. Rouargue)

Genova (Illustrazione di J. Sorrieu)

Genova (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Genova (Illustrazione di W. Turner)

Genova (Stemma)

Genova (Gonfalone)

Genova (Bandiera)

Pisa (Cartina - Antica illustrazione)

Pisa (Antica illustrazione)

Pisa (Illustrazione di J. D. Harding)

Pisa (Illustrazione di Jacopo Filippo Foresti)

Pisa (Stemma)

Pisa (Gonfalone)

Pisa (Bandiera)

Amalfi (Antica illustrazione) Amalfi (Cartolina)

Amalfi (Stemma)

Manuele I Comneno ebbe però le sue ragioni a tenere Venezia fuori dai suoi ultimi affari. A Costantinopoli ormai vivevano 80.000 latini che godevano di grandi privilegi, e di questi i veneziani erano la comunità più numerosa e più insolente, tanto che Manuele I Comneno decise di punirli all'inizio del 1171, quando il quartiere genovese vicino a Costantinopoli, a Galata, fu attaccato e in gran parte incendiato.

Galata (Case genovesi)

Galata - Torre (Antica illustrazione)

Galata (Torre)

Galata - Torre (Veduta aerea)

Galata (Moschea di Arap Camil)

Ordinò infatti di imprigionare tutti i veneziani che si trovavano in territorio bizantino, confiscandone le navi, i beni e le proprietà. Soltanto a Costantinopoli furono imprigionati 10.000 veneziani. Il Doge di Venezia si infuriò, pensando che l'accaduto e la susseguente punizione fossero stati organizzati a bella posta dai bizantini. Chiese perciò a tutti i veneziani all'estero di rimpatriare e li arruolò nell'esercito. Nel settembre del 1171 salparono da Venezia 120 navi, comandate da Vitale II Michiel. In Eubea questi trovò ambasciatori bizantini che offrivano la riconsegna dei beni e degli antichi privilegi ai veneziani, a patto che si recassero nella capitale.

Eubea - Grecia (Cartina)

Eubea (Cartina)

Eubea (Antica illustrazione)

Eubea - Particolare (Antica illustrazione)

Eubea (Costa)

Eubea

Eubea (Francobollo)

Eubea (Veduta dal satellite)

Vitale II Michiel acconsentì alla proposta degli ambasciatori recandosi a Costantinopoli, mentre la marina veneziana aspettava a Chios.

Chios - Cartina (Antica illustrazione)

 Chios (Cartina)

Chios (Costa)

Chios (Antica illustrazione)

Chios

Chios (Strada)

Chios (Veduta dal satellite)

Durante il viaggio però sulle navi veneziane scoppiò la peste e a primavera i morti furono migliaia. Poco tempo dopo ritornarono gli ambasciatori veneziani con la notizia che l'Impero bizantino non aveva fatto loro alcuna concessione. A Vitale II Michiel non restò altro che tornare a Venezia, dove però portò con sé anche la peste e venne perciò linciato dalla popolazione, in quanto considerato colpevole della fallita spedizione punitiva contro Bisanzio. Il 24 luglio 1177 il nuovo Doge di Venezia, Sebastiano Ziani, organizzò la riconciliazione tra papa Alessandro III e Federico I Barbarossa; il disaccordo dei due, nato nel 1160 per l'intenzione di Federico I Barbarossa di dominare i comuni del nord Italia, era sfociato in seguito in guerra aperta.

Sebastiano Ziani Sebastiano Ziani (Spada)

Sebastiano Ziani rende omaggio a Papa Alessandro III

Stemma di Sebastiano Ziani

Il Papa Alessandro III chiese appoggio economico a Manuele I Comneno e questi fu ben felice di accordarglielo. In seguito, nel 1166, Manuele I Comneno propose ad Alessandro III di porre fine allo Scisma d'Oriente in cambio della corona romana riunificata ma si rese conto che il progetto era inattuabile per via del parere fortemente contrario dei suoi sudditi e, inoltre, per la sua cattiva fama in Occidente. Il 15 maggio 1174 Nur al-Din morì e i turchi danishmendidi rimasero senza un protettore, esposti alla potenza dei turchi selgiuchidi. Il Sultano selgiuchide di Rum, Kilij II Arslan aveva conquistato già molti territori prima della morte di Nur al-Din e così due principi danishmendidi si recarono a Costantinopoli per chiedere la protezione di Manuele I Comneno. Nell'estate del 1176 questi si mise in marcia per raggiungere Iconio (Konya), ma fu quasi subito raggiunto dagli inviati del sultano Kilij II Arslan, con proposte di pace vantaggiose per Bisanzio.

Iconio (Antica illustrazione)

Iconio (Moschea)

Iconio - Moschea (Rovine)

Iconio - Moschea (Veduta aerea)

Iconio - Palazzo Selgiuchide (Rovine)

Nonostante il parere favorevole dei suoi ufficiali Manuele I Comneno si fece convincere da una piccola minoranza di giovani principi smaniosi di coprirsi di gloria e comandò che la campagna proseguisse. Dopo la fortezza di Miriocefalo il sentiero proseguiva in una gola lunga e stretta fra i monti, dalle cui sommità i Selgiuchidi prepararono la loro trappola, bloccando tanto l'uscita quanto l'entrata. Nella stretta vallata si riversarono i pesanti carriaggi carichi di rifornimenti e le macchine da guerra, intasando il passaggio.

Macchina da guerra - Ariete (Miniatura)

Macchina da guerra - Balista

Macchina da guerra - Balista (Miniatura)

Balista (Progetto di Leonardo da Vinci)

Macchina da guerra - Catapulta

Macchina da guerra - Catapulta (Miniatura)

Macchina da guerra - Trabucco

Macchina da guerra - Trabucco (Miniatura)

Torre d'assalto

A quel punto le forze turche caricarono con la cavalleria le inermi truppe bizantine, massacrandole senza quasi incontrare resistenza fin quando ci fu luce. A nulla valse un tentativo di caricare con truppe fresche effettuato dall'Imperatore. A quel punto, sebbene la disfatta di Manuele I Comneno fosse quasi scontata, il sultano turco Kilij II Arslan offrì la pace a condizioni assai vantaggiose, chiedendo la semplice distruzione delle fortificazioni di Dorileo e di Subleo (il cui rafforzamento era stato completato nel 1174). Manuele I Comneno ovviamente accettò, perdendo però ogni speranza di riprendere il controllo dell'Asia Minore, facendo mestamente ritorno a Costantinopoli a capo della sua invitta guardia imperiale, recando con sé i miseri resti dell'esercito. Questa sconfitta può essere considerata, assieme alla battaglia di Manzikert (Manzicerta), una delle più gravose per l'impero bizantino. Sebbene infatti Manuele I Comneno poté ancora disporre di truppe sufficienti a guarnire i confini dell'impero ed ottenere ancora in seguito successi minori, la macchina bellica creata da suo nonno Alessio I Comneno e rafforzata dal padre Giovanni II Comneno andò praticamente in fumo, non potendo più in alcun modo le perdite subite essere compensate, anche a seguito dello smantellamento del sistema di reclutamento causato dalle devastazioni turche in Anatolia, che avevano distrutto l'economia agricola della regione, cardine della struttura amministrativa dell'Impero, basata sui cosiddetti “themata”. Nel 1178 giunse a Costantinopoli il conte Filippo, che stava facendo il suo viaggio di ritorno a casa dopo aver smesso di combattere come crociato. A Costantinopoli lo accolse l'Imperatore Manuele I Comneno con grande sfarzo e generosità. Manuele I Comneno regalò a Filippo varie cinture d'oro e d'argento, alcuni gioielli e anche seta lavorata da artigiani bizantini. A Filippo piacquero molto i doni di Manuele I Comneno e gli piacque anche la sua ospitalità, tanto da trattenersi qualche mese a Costantinopoli. A lui un giorno Manuele I Comneno chiese se il re di Francia avesse qualche figlia da maritare. Filippo rispose che Luigi VII di Francia aveva solo una bambina da maritare, ma non una donna. Allora Manuele I Comneno osservò che aveva da maritare un bambino, suo figlio Alessio II Comneno, e se il re avesse voluto mandare a Costantinopoli sua figlia, sarebbero state celebrate subito le nozze con Alessio II Comneno, e sarebbe diventata così in futuro “basilissa” (Imperatrice). Manuele I Comneno aggiunse che non avrebbe potuto trovare un miglior gentiluomo del Re di Francia, offrendosi in caso di risposta positiva di inviare i suoi migliori uomini per scortarla a Costantinopoli. Filippo rispose offrendosi come mediatore della proposta nuziale. Quando verso la fine del 1178 Filippo partì, Manuele I Comneno gli affidò una scorta dei suoi uomini migliori, provvisti di doni da offrire al re di Francia Luigi VII. Quando Filippo arrivò in Francia, chiese subito udienza al re per presentargli la proposta di Manuele I Comneno.  

Francia (Cartina fine X secolo) Francia (Cartina fine X secolo)

Francia (Cartina 1035) Francia (Cartina 1100-1223)

Francia (Cartina 1154-1184) Francia (Cartina 1180-1189)

Francia (Cartina 1180-1314) Francia (Cartina 1328)

Francia (Cartina 1360) Francia (Cartina 1429)

Francia (Cartina 1453) Francia (Cartina XIII secolo)

Francia e Inghilterra (Cartina X-XIV secolo)

Francia - Cartina espansione periodo di Re Filippo II Augusto

Francia - Cartina (Antica illustrazione)

Francia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Francia - Cartina (Illustrazione di Cellarius)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. B. L. Charle)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. Tallis)

Francia - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Francia - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Francia - Cartina (Illustrazione di P. Cluver)

Francia - Cartina (Illustrazione di R. de Vaugondy)

Francia - Cartina (Illustrazione di Robert Morden)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Jefferys)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Stackhouse)

Francia - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Francia (Cartina)

Francia - Cartina (Province)

Francia (Veduta dal satellite)

Francese (Arciere) Francese (Balestriere)

Francese (Cavaliere)

Francese - Cavaliere e Arciere

Francesi - Cavalieri

Francesi - Cavalieri in marcia

Francesi - Cavalieri in battaglia

Francesi - Cavalieri in battaglia contro i Saraceni

Francesi - Cavalieri in battaglia - XV secolo

Francesi - Cavalieri di Outremer

Francesi - Cavalieri di Outremer in battaglia

Francesi - Cavalieri di Outremer in battaglia contro i Saraceni

Francese - Cavaliere di Outremer contro i Saraceni

Francese - Cavaliere di Outremer in preghiera

Francesi - Guerrieri in battaglia

Francesi - Guerrieri di Outremer

Francese - Guerriero di Outremer

Francese - Guerriero di Outremer con stendardo

Francese (Guerriero)

Francesi - Cavalieri con stendardi (Miniatura)

Francesi - Cavalieri con stendardo (Miniatura)

Francesi - Guerrieri (Miniatura)

Francesi - Cavalieri di Outremer con stendardi (Miniatura)

Francese - Cavaliere (Miniatura)

Francese - Cavaliere con stendardo (Miniatura)

Francese - Balestriere (Miniatura)

Francese - Guerriero con stendardo (Miniatura)

Francese - Guerriero con stendardo di Lorraine (Miniatura)

Francese - Guerriero di re Luigi VI (Miniatura)

Francese - Guerriero XV secolo (Miniatura)

Francese - Guerriero (Miniatura)

Francese - Guerriero di Outremer (Miniatura)

Francese - Guerriero di Outremer con stendardo 1250 (Miniatura)

Francesi (Spada)

Luigi VII se ne rallegrò ed acconsentì e subito fece preparare sua figlia Agnese di Francia perché partisse alla volta di Costantinopoli. Nel 1180 Manuele I Comneno colse un ultimo successo diplomatico prima della morte: in quell'anno vennero celebrate le nozze di suo figlio Alessio II Comneno, di dieci anni, con la principessa francese Agnese di Francia, di nove. Due mesi dopo Manuele I Comneno si ammalò gravemente e morì il 24 settembre dello stesso anno. Fu seppellito in una tomba a sette pinnacoli nella necropoli della famiglia dei Comneni, detta del “Pantocratore Costantinopolitano”. All'epoca si osservò che mai un uomo ebbe una sepoltura così sfarzosa. Eppure a Costantinopoli le manifestazioni di cordoglio furono assai contenute, in quanto i suoi sudditi non apprezzarono il modo in cui egli aveva accolto le tradizioni occidentali; i costumi, i tornei e addirittura l'architettura erano, secondo i suoi sudditi, cose da barbari e non si addicevano all'Imperatore di Bisanzio. Manuele I Comneno lasciò le casse dell'Impero bizantino a secco e dopo di lui nessun Imperatore mostrò le sue doti politiche e la sua energia, fino alla caduta di Costantinopoli nelle mani dei Crociati, nella famigerata Quarta Crociata del 1204.
Manuele I Comneno ebbe ben due mogli. La prima fu, nel 1146, Berta di Sulzbach, sorellastra di Corrado III del Sacro Romano Impero. Morì nel 1159, ma ebbe due figlie:
1. Maria Comnena (1152–1182), moglie di Ranieri del Monferrato.
2. Anna Comnena (1154–1158).
Manuele I Comneno si sposò in seconde nozze con Maria (Xene), figlia di Raimondo di Poitiers e Constanza d'Antiochia, nel 1161. Da questo matrimonio nacque il futuro erede, Alessio II Comneno, che gli successe nel 1180.

Manuele I Comneno con la sua famiglia


Si narra che Manuele I Comneno abbia avuto diversi figli illegittimi: da Teodora di Bisanzio ebbe Alessio Comneno, nato intorno ai primi anni del 1160 (questi fu sposo di Irene Comnena, a sua volta figlia illegittima di Andronico I Comneno e visse presso quest'ultimo fino al 1191); da Maria Taronitissa, moglie di Giovanni Comneno che era “Protovestiarios”, padre di Maria Comnena, già regina di Gerusalemme ebbe Alessio Comneno Pinkernes, protagonista contro l'invasione normanna del 1185 a Tessalonica; infine ebbe altre due figlie (una nel 1155, l'altra nel 1170) dai nomi sconosciuti, da cui però è certa la discendenza rispettiva di Manuele Maurozomes e Demetrio Tornikes.