MONGOLI

 
                                                                                                                  
 

Intorno all'anno Mille, le steppe dell'Asia centrale erano abitate da tribù nomadi o seminomadi di pastori. Essi vivevano al riparo di tende (Yurt), si spostavano a cavallo, vestivano con pelli di animali e si nutrivano di carne, di latticini e di bevande fermentate. Si spostavano continuamente in cerca di nuovi pascoli e per compiere razzie.

Mongoli (Cartina Impero mongolo 1206-1294)

Mongoli (Cartina Impero mongolo 1259-1260)

Mongoli (Cartina Impero mongolo 1300-1405)

Mongoli (Cartina Impero mongolo XII - XV secolo)

Mongoli (Cartina Impero mongolo XIII secolo)

Mongoli

Mongoli - Cavaliere (Illustrazione di Victor Mikhailovich Vasnetsov)

Mongoli (Funerale) Mongoli a caccia

Mongolo cavaliere a caccia Mongolo cavaliere a caccia

Mongoli a caccia con il suo falco (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli a caccia con il suo falco (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli a caccia con il suo falco (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli a caccia con il suo falco (Illustrazione di Vadim Gorbatov)

Mongoli a caccia con il suo falco (Illustrazione di Vadim Gorbatov)

Mongoli a caccia con il suo falco (Illustrazione di Vadim Gorbatov)

Mongoli a caccia con il suo falco (Illustrazione di Vadim Gorbatov)

Mongoli a caccia (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli - Cavaliere (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli - Cavaliere (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli custodiscono i cavalli (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli (Cavaliere pesante) Mongoli (Comandante con stendardo)

Mongoli (Principe)

Mongoli - Regina (Illustrazione di G. Batchuluun)

Mongoli - Regina (Illustrazione di G. Batchuluun)

Mongoli (Sciamano)

Mongoli - Sciamano (Illustrazione di G. Batchuluun)

Mongoli - Sciamano (Illustrazione di G. Batchuluun)

Mongoli (Illustrazione di B. Sharav)

Mongoli (Illustrazione di G. Batchuluun)

Mongoli (Illustrazione di G. Batchuluun)

Mongoli - Insediamento sul trono (Biblioteca Statale - Berlino - Germania)

Mongoli (Scrittore)

Mongoli (Vecchio Bianco - Dio)

Mongoli - Donna in sposa (Biblioteca Statale - Berlino - Germania)

Mongoli - Cavaliere (Statua) Mongoli (Scultura)

Mongolo cavaliere uccide un drago

Mongoli (Sciamani)

Mongoli - Principe e Regina (Miniatura)

Mongoli - Principe (Miniatura) Mongoli - Regina (Miniatura)

Mongoli - Sciamano (Miniatura)

Mongoli - Comandante con stendardo (Miniatura)

Mongoli - Comandante (Miniatura)

Mongoli - Comandanti (Miniatura)

Mongoli - Cavaliere (Miniatura)

Mongoli - Cavalieri (Miniatura)

Mongoli - Cavalieri pesanti (Miniatura)

Mongoli - Cavaliere pesante (Miniatura)

Mongoli - Orda (Miniatura)

Mongoli a caccia (Miniatura)

Mongoli a lavoro (Miniatura)

Mongoli - Guardiano dei cavalli (Miniatura)

Mongoli - Sciamani (Miniatura)

Mongolo con cammelli da soma (Miniatura)

Mongolo con cavalli da soma (Miniatura)

Mongolo con prigionieri di guerra (Miniatura)

Mongoli (Miniatura)

Cappello del XIV secolo (Accademia delle Scienze - Mongolia)

Bracciale in oro del XIV secolo (Accademia delle Scienze - Mongolia)

Mongoli (Francobollo)

Mongoli (Accampamento)

Mongoli (Yurt)

Fasi costruzione

Mongoli - Yurt (Banconota - Mongolia)

Mongoli - Yurt (Miniatura)

Mongoli - Yurt (Ricostruzione)

All'inizio del XIII secolo, si affacciò sulla scena mondiale la figura di Genghis Khan, il cui appellativo significava "sovrano oceanico, universale". Egli riunì sotto il proprio comando tutte le genti mongole e le guidò verso ovest alla conquista del mondo.

Mongoli assediano una fortezza con macchine da guerra

Mongoli assediano una fortezza con macchine da guerra (Manoscritto di Rashid al Din - Biblioteca Università di Edimburgo - Scozia)

Le orde mongole conquistarono la Cina settentrionale (1212) poi si riversarono verso la Russia e la Persia: nel 1223 i Mongoli sconfissero i principi russi sul fiume Kalba. La conquista fu proseguita dal figlio di Genghis Khan, Ogodei Khan (1227-1241).

Frammentazione dell'Impero Mongolo dopo la morte di Genghis Khan

Ogodei Khan

Ogodei Khan (Cartina Impero mongolo - 1227)

Conquistate la Persia e la Corea, i Mongoli travolsero la Russia, espugnando Mosca (1238) e Kiev (1240); un anno dopo, la loro furia si rivolse sull'Europa.

Mongoli assediano la città di Kiev

Mongoli invadono la città di Suzdal

 

Distrutta Cracovia, e massacrati i suoi abitanti (1241) i Mongoli invasero la Slesia, ma qui furono respinti dalla strenua resistenza opposta da un esercito formato da Cavalieri Teutonici, Templari e Polacchi (Liegnitz) nella quale morì Enrico II il Pio duca di Slesia.

Liegnitz - Cartina (Illustrazione di Anstalt von Wagner e Debes)

Liegnitz (Antica illustrazione)

Liegnitz (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Liegnitz - Particolare (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Liegnitz - Particolare (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Liegnitz (Stemma)

Liegnitz (Bandiera)

Mongoli nella battaglia di Liegnitz

Mongoli nella battaglia di Liegnitz (Illustrazione di Matthaus Merian)

Mongoli nella battaglia di Liegnitz (Miniatura)

Mongoli nella battaglia di Liegnitz (Francobollo)

Mongoli nella battaglia di Liegnitz contro i Cavalieri Teutonici

Battaglia di Liegnitz (Mongolo contro Cavaliere Teutonico)

Enrico II il Pio duca di Slesia

Enrico II il Pio duca di Slesia (Illustrazione di Jan Matejko - Museo Narodowe - Poznan' - Polonia)

Enrico II il Pio duca di Slesia con la sua famiglia

Enrico II il Pio duca di Slesia con sua madre Santa Edvige

Enrico II il Pio duca di Slesia (Moneta)

Enrico II il Pio duca di Slesia (Sigillo)

Enrico II il Pio duca di Slesia (Tomba - Breslavia - Polonia)

Enrico II il Pio duca di Slesia - Effige (Tomba - Breslavia - Polonia)

Mongoli portano la testa di Enrico II il Pio duca di Slesia su una lancia davanti le mura di Liegnitz

Slesia - Cartina (Antica illustrazione)

Slesia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Slesia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Slesia - Cartina (Illustrazione di Jean Baptiste Homann)

Slesia - Cartina (Illustrazione di Johann Christian Schreibern)

Slesia - Cartina (Illustrazione di Martin Helwig)

Slesia e Bohemia - Cartina (Illustrazione di Carl Christian Franz)

Slesia e Moravia - Cartina (Antica illustrazione)

Slesia (Cartina)

Slesia (Stemma)

Slesia (Bandiera)

Assalirono allora l'Ungheria e la Croazia, giungendo a lambire le sponde dell'Adriatico.

Mongoli (Cartina invasione dell'Ungheria 1241-1242)

Mongoli nella battaglia di ponte Sajo contro gli Ungheresi

Solo l'improvvisa morte di Ogodei Khan (1241), che indusse i Mongoli a ritirarsi, salvò l'Europa da un ineluttabile sfacelo. Ovunque i Mongoli seminarono morte e distruzione. Spietati massacratori, devastavano, uccidevano, saccheggiavano, stupravano. La loro arma più efficace fu il terrore che erano capaci di suscitare con il loro terribile aspetto, con la fama delle loro azioni atroci, con il loro insopportabile fetore. Ma le loro vittorie erano soprattutto dovute alla loro abilità di guerrieri e alla loro originale arte bellica. Formidabili arcieri a cavallo, attaccavano improvvisamente e poi velocemente scomparivano. Racconta Marco Polo che la loro tecnica principale consisteva nel ritirarsi e farsi inseguire, per poi voltarsi inaspettatamente per attaccare il nemico esausto; i loro cavalli erano addestrati per cambiare rapidamente direzione, voltandosi "qua e là come farebbe un cane".

Mongoli in marcia

Mongoli in marcia sotto la neve (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli in battaglia

Mongoli in battaglia (Manoscritto di Rashid al Din)

Mongoli in battaglia (Manoscritto di Rashid al Din)

Mongoli in battaglia (Biblioteca Palazzo Gulestan - Teheran - Iran)

Mongoli in battaglia - Particolare (Biblioteca Palazzo Gulestan - Teheran - Iran)

Mongoli in battaglia (Biblioteca Nazionale di Francia)

Mongoli dopo una battaglia

Mongoli (Arciere)

 

Mongoli - Arcieri in battaglia (Manoscritto di Rashid al Din)

Mongoli - Arciere (Miniatura)

Mongoli - Arcieri (Miniatura)

Mongoli (Arciere a cavallo)

Mongoli - Arciere a cavallo (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli - Arciere a cavallo (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli - Arciere a cavallo (Miniatura)

Mongoli (Arcieri a cavallo)

Mongoli (Arcieri a cavallo in battaglia)

Mongoli - Arcieri a cavallo (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli - Arcieri a cavallo (Illustrazione di Mou Sien Tseng)

Mongoli - Arcieri a cavallo (Miniatura)

Mongoli (Armatura)

Mongoli - Armatura (Museo Nazionale di Storia della Mongolia - Ulan Bator - Mongolia)

Mongoli (Vestiario)

Mongoli (Archi)

Mongoli (Arco)

Mongoli (Armi)

Mongoli (Pugnale) Mongoli (Spada)

Mongoli (Spade)

Mongoli (Elmo)

Mongoli (Elmo con scudo)

Mongoli (Porta arco e frecce)

Mongoli (Sella)

Mongoli - Catapulta (Miniatura)

Stendardi

 

La morte di Ogodei Khan non arrestò l'impeto dei Mongoli. I suoi successori sottomisero i Turchi selgiuchidi (1243); il 14 Febbraio 1258 Hulagu Khan conquista Baghdad, capitale dell'impero islamico.

Mongoli assediano Mosul (Manoscritto di Rashid al Din)

Mongoli conquistano Baghdad con macchine da guerra

Mongoli conquistano Baghdad

Hulagu Khan

Hulagu Khan insegue suo cugino Berke Khan (Illustrazione di Boucicaut Master)

Hulagu Khan (Miniatura) Hulagu Khan (Moneta)

Hulagu Khan (Statua - Mongolia)

Hulagu Khan con sua moglie Dokuz Khatun

Hulagu Khan con sua moglie Dokuz Khatun (Storia del mondo - Manoscritto di Rashid al Din)

Hulagu Khan con gli astronomi

Hulagu Khan assedia una fortezza nel Nord dell'Iran con macchine da guerra (Biblioteca Università di Edimburgo - Scozia)

Hulagu Khan conquista Baghdad 14 febbraio 1258

 

Hulagu Khan conquista Baghdad 14 febbraio 1258 (Biblioteca Nazionale di Francia)

Hulagu Khan conquista Baghdad 14 febbraio 1258 - Particolare (Biblioteca Nazionale di Francia)

Hulagu Khan conquista Baghdad 14 febbraio 1258 (Illustrazione di Heinrich von Diez - Biblioteca Statale - Berlino - Germania)

Hulagu Khan conquista Baghdad 14 febbraio 1258 (Illustrazione di Heinrich von Diez - Biblioteca Statale - Berlino - Germania)

Hulagu Khan prende il tesoro del califfo di Baghdad 14 febbraio 1258

Mongoli in battaglia (Manoscritto di Rashid ad Din)

Mongoli in battaglia (Manoscritto di Rashid ad Din)

La spinta espansionistica non fu mai arrestata, e i Mongoli dominarono l'impero più grande della storia, che si estendeva dai Balcani al Mar Giallo, dal Golfo Persico alla Siberia.

Mongoli (Cartina razzie in Siria e Palestina 1260)

Per circa un secolo il dominio dei Mongoli conferì unità e stabilità al continente asiatico; placata la furia distruttrice, iniziò il periodo della cosiddetta pace mongolica.

Mongoli attaccati da samurai giapponesi - 1281

Si svilupparono i commerci tra Occidente e Oriente. In prima fila fu Venezia. Un mercante veneziano, Marco Polo, soggiornò per anni in Cina, descrivendone con dovizia di particolari le usanze nella sua celebre opera, il Milione.

Mongoli ricevono Marco Polo

Inizialmente sciamanisti, cioè dediti a pratiche di stregoneria e magia, i Mongoli si convertirono alla religione islamica e buddhista, malgrado dei missionari europei tentarono di convertirli al cristianesimo.La pace mongolica si dimostrò effimera, allorché comparve sulla scena un nuovo capo carismatico, Tamerlano, che voleva emulare le gesta di Genghis Khan. Tra il 1364 e il 1370 egli conquistò l'intera Transoxania; invase poi Iran, Mesopotamia, Armenia e Georgia e compì ripetute incursioni in Russia e Lituania. Nel 1389-95 attaccò il khanato dell'Orda d'Oro, nel 1398 invase l'India, occupando Delhi e massacrandone gli abitanti. Nel 1401 sottrasse la Siria ai Mamelucchi, saccheggiò Damasco e devastò Baghdad. L'anno successivo piegò il sultano ottomano Bayazid I. Morì nel 1405 mentre pianificava l'invasione della Cina. I suoi discendenti, i Timuridi, governarono l'Iran e la Transoxania fino agli inizi del XVI secolo; uno di essi, Babur, nel 1526 fondò la potente dinastia indiana dei Moghul destinata a regnare fino al 1858.

Mongolia (Cartina)

Mongolia - Cartina (Francobollo)

Mongolia - Paesaggio (Antica illustrazione)

Mongolia (Veduta dal satellite)

Mongolia (Bandiera)

La leggenda

Nell'immaginario dell'Europa cristiana i Mongoli presero i connotati diabolici di Gog e Magog, le nazioni dell'Anticristo. Magog fu citato per la prima volta in Genesi, 10, 2 tra i figli di Iafet. Ricompare poi come toponimo, accoppiato a Gog, in Ezechiele, 38-39, dove i due nomi sono impiegati per designare i popoli selvaggi del Settentrione chiamati a eseguire la giustizia divina ma destinati infine ad essere sconfitti e annientati. In Apocalisse, 20, 7-10 il binomio indica le tribù devastatrici sedotte da Satana che allo scadere del millennio dilagheranno furiose dai quattro canti della terra stringendo d'assedio la città santa e l'accampamento dei santi. D'altra parte, i popoli maledetti delle Scritture presentano tratti che si riscontrano perfettamente nei barbari delle steppe: i nemici di Israele vengono dagli estremi quadranti settentrionali e procedono a cavallo, armati di archi e frecce. Scrive Ezechiele: "et venies de loco tuo a lateribus aquilonis tu et populi multi tecum ascensores equorum universi coetus magnus et exercitus vehemens" (38, 15); "et percutiam arcum tuum in manu sinistra tua et sagittas tuas de manu dextera tua deiciam" (39, 3). I Mongoli furono descritti dagli autori delle cronache dell'epoca come una stirpe maledetta di fetidi demoni antropofagi vomitati dalle viscere infernali. Il loro numero è infinito. Per Giovanni le orde di Gog e Magog sono numerose "sicut harena maris" (Apocalisse, 20, 7); nei Chronica majora di Matteo di Parigi, a proposito dell'orda mongola, si parla di "exercitus infinitus". Gli autori occidentali insistono sulla crudeltà animalesca dei Mongoli. Scrive Ivo di Narbona che i Mongoli "si cibavano di carne umana, come se fosse un piatto squisito e consideravano una vera e propria leccornia i seni delle ragazze". Per Matteo di Parigi si trattava di "esseri umani che assomigliano a bestie e si devono chiamare piuttosto mostri che uomini, che hanno sete di sangue e ne bevono; che cercano e divorano la carne dei cani e persino la carne umana". Poiché paiono esseri terrificanti, gli Europei li chiamano spesso Tartari, che evoca scenari infernali e demoniaci perché il Tartaro è il luogo più profondo dell'Inferno. "Se i Tartari verranno, noi li ricacceremo in quel Tartaro dal quale sono venuti", affermava un sovrano francese; gli fa eco Matteo di Parigi: "exeuntes ad instar daemonum solutorum a Tartaro, ut bene Tartari, quasi tartarei, nuncupentur".