NUR al-DIN (Norandino)

(11 febbraio 1118 – 15 maggio 1174)

 
                                                                                     
 

Nur al-Din (Norandino) al-Malik al-'Adil Nur al-Din Abù al-Qàsim Mahmùd Ibn 'Imàd al-Din Zengi (11 febbraio 1118 – 15 maggio 1174), conosciuto anche come Nur ed-Din, Nur ad-Din, etc. ma ancor più noto nelle cronache latine col nome di Norandino, appartenne alla dinastia “zengide” che governò la Siria dal 1146 al 1174.

Nur al-Din (Miniatura) Nur al-Din con stendardo (Miniatura)

Nur al-Din (Moneta)

Nur al-Din (Fortezza di Qalat Ja Abar - Siria)

Nur al-Din (Torre - Damasco - Siria)

Nur al-Din (Torre - Iscrizione araba - Damasco - Siria)


Nur al-Din fu il secondo figlio di Imàd al-Din Zengi, l'”atabeg” (Governatore) turco di Aleppo e Mossul, e fervido avversario della presenza crociata in Siria.

Aleppo (Cartina)

Aleppo (Antica illustrazione)

Aleppo (Illustrazione di T. Taylor)

Aleppo (Cittadella - Antica illustrazione)

Francobollo

Aleppo (Cittadella - Entrata - Antica illustrazione)

Francobollo Francobollo

Dopo l'assassinio di suo padre, Nur al-Din e suo fratello maggiore Sayf al-Din Ghàzi si divisero il suo regno, con Nur al-Din che assunse il governo di Aleppo e Sayf al-Din quello di Mossul. Il confine fra i due nuovi domini fu costituito dal fiume Khabur (Nahr al-Khabur).

Khabur - Siria (Cartina) Khabur (Cartina)

Khabur (Antica illustrazione)

Khabur

Khabur (Veduta aerea)

Poco dopo aver assunto il governo di Aleppo, Nur al-Din attaccò il Principato di Antiochia, conquistando vari castelli nel nord della Siria, vanificando inoltre un tentativo di Joscelin II di Courtenay di recuperare la Contea di Edessa, che era stata conquistata da Zengi nel 1144.

Courtenay (Stemma)

Nur al-Din esiliò l'intera popolazione cristiana della città per punirla di avere sostenuto Joscelin II di Courtenay. Nur al-Din pensò di stringere alleanze con i suoi vicini musulmani del nord siriano e dell'Iraq per rafforzare il fronte islamico contro i cristiani venuti da Occidente.

Iraq (Cartina)

Iraq (Stemma)

Iraq (Veduta dal satellite)

Nel 1147 firmò un trattato bilaterale con Mu’in ad-Din Unur, governatore di Damasco, e come parte di tale accordo egli prese in moglie la figlia di Mu’in ad-Din Unur. Insieme assediarono le città siriane di Bosra e Sarkhand, che erano state conquistate da un vassallo ribelle di Mu’in ad-Din Unur, di nome Altuntash, ma Mu’in ad-Din Unur nutriva sospetti sulle intenzioni reali di Nur al-Din e non volle quindi prendere le armi contro i suoi antichi alleati crociati di Gerusalemme che lo avevano aiutato a difendere Damasco contro Zengi. Per rassicurare Mu’in ad-Din Unur, Nur al-Din abbreviò la sua permanenza a Damasco e si diresse invece verso il Principato di Antiochia, riuscendo a impadronirsi di Artah, Kafar Latha, Basarfut e Balat. Nel 1148, la Seconda Crociata giunse in Siria, guidata da Luigi VII Re di Francia e da Corrado III Imperatore del Sacro Romano Impero.

Francia (Cartina fine X secolo) Francia (Cartina fine X secolo)

Francia (Cartina 1035) Francia (Cartina 1100-1223)

Francia (Cartina 1154-1184) Francia (Cartina 1180-1189)

Francia (Cartina 1180-1314) Francia (Cartina 1328)

Francia (Cartina 1360) Francia (Cartina 1429)

Francia (Cartina 1453) Francia (Cartina XIII secolo)

Francia e Inghilterra (Cartina X-XIV secolo)

Francia - Cartina espansione periodo di Re Filippo II Augusto

Francia - Cartina (Antica illustrazione)

Francia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Francia - Cartina (Illustrazione di Cellarius)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. B. L. Charle)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. Tallis)

Francia - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Francia - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Francia - Cartina (Illustrazione di P. Cluver)

Francia - Cartina (Illustrazione di R. de Vaugondy)

Francia - Cartina (Illustrazione di Robert Morden)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Jefferys)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Stackhouse)

Francia - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Francia (Cartina)

Francia - Cartina (Province)

Francia (Veduta dal satellite)

Francese (Arciere) Francese (Balestriere)

Francese (Cavaliere)

Francese - Cavaliere e Arciere

Francesi - Cavalieri

Francesi - Cavalieri in marcia

Francesi - Cavalieri in battaglia

Francesi - Cavalieri in battaglia contro i Saraceni

Francesi - Cavalieri in battaglia - XV secolo

Francesi - Cavalieri di Outremer

Francesi - Cavalieri di Outremer in battaglia

Francesi - Cavalieri di Outremer in battaglia contro i Saraceni

Francese - Cavaliere di Outremer contro i Saraceni

Francese - Cavaliere di Outremer in preghiera

Francesi - Guerrieri in battaglia

Francesi - Guerrieri di Outremer

Francese - Guerriero di Outremer

Francese - Guerriero di Outremer con stendardo

Francese (Guerriero)

Francesi - Cavalieri con stendardi (Miniatura)

Francesi - Cavalieri con stendardo (Miniatura)

Francesi - Guerrieri (Miniatura)

Francesi - Cavalieri di Outremer con stendardi (Miniatura)

Francese - Cavaliere (Miniatura)

Francese - Cavaliere con stendardo (Miniatura)

Francese - Balestriere (Miniatura)

Francese - Guerriero con stendardo (Miniatura)

Francese - Guerriero con stendardo di Lorraine (Miniatura)

Francese - Guerriero di re Luigi VI (Miniatura)

Francese - Guerriero XV secolo (Miniatura)

Francese - Guerriero (Miniatura)

Francese - Guerriero di Outremer (Miniatura)

Francese - Guerriero di Outremer con stendardo 1250 (Miniatura)

Francesi (Spada)

Luigi VII (Stemma)

Sacro Romano Impero (Stemma)

Bandiera

Siria (Cartina)

Siria - Mesopotamia - Assiria (Cartina)

Siria (Cartina - Antica illustrazione)

Siria (Cartina - Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

Siria (Cartina - Illustrazione di Cellarius)

Siria (Cartina - Illustrazione di Christoph Weigel)

Siria (Cartina - Illustrazione di Jan janssonius)

Siria (Cartina - Illustrazione di William Hughes)

Siria (Veduta dal satellite)

Siria (Stemma)

Siria (Bandiera)

Essi decisero improvvisamente di attaccare Damasco, malgrado l'antica alleanza con il Regno di Gerusalemme.

Damasco (Cartina)

Damasco (Antica illustrazione)

Damasco (Illustrazione di A. Rouargue)

Damasco (Illustrazione di Auber)

Damasco (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Damasco (Illustrazione di Gibert)

Damasco (Illustrazione di T. C. Dibdin)

Damasco (Illustrazione di T. Taylor)

Damasco (Illustrazione di W. Callcoot)

Damasco (Cittadella - Pianta)

Damasco (Cittadella - Antica illustrazione)

Damasco (Moschea Umayyad - Interno - Antica illustrazione)

Illustrazione di W. H. Bartlett

Mu’in ad-Din Unur si rivolse con riluttanza a Nur al-Din chiedendone l'aiuto; l'assedio di Damasco si esaurì con un nulla di fatto quattro giorni prima che Nur al-Din arrivasse ma il seme dell'incalcolabile danno per le sorti crociate era ormai stato piantato e l'alleanza strategica di Gerusalemme con Damasco prese lentamente a svanire, creando le premesse per la futura totale alleanza musulmana contro “Outremer”. Nur al-Din trasse vantaggio per il fallimento della Seconda Crociata per progettare un altro attacco contro Antiochia.

Antiochia (Antica illustrazione)

Antiochia (Illustrazione di H. Warren)

Antiochia (Illustrazione di J. D. Harding)

Antiochia (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Palazzo Seleucus - Rovine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta di ferro - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Mura - Antica illustrazione)

Antiochia (Rovine - Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia

Antiochia (Chiesa di San Pietro)

Antiochia - Chiesa di San Pietro (Altare)

Antiochia (Case) Antiochia (Strada)

Antiochia (Rovine)

Antiochia (Porta di ferro - Rovine)

Antiochia - Cavaliere (Miniatura)

Antiochia - Guerriero (Miniatura)

Antiochia (Veduta aerea

Nel 1149 lanciò quindi un'offensiva contro i territori dominati dal castello di Harim (Harenc), posto sulla riva orientale del fiume Oronte, dopo la quale egli pose sotto assedio il castello di Inab.

Harim

Oronte (Antica illustrazione)

Oronte (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Oronte (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Oronte

Oronte (Ruote)

Oronte (Veduta aerea)

Il Principe di Antiochia, Raimondo di Poitiers, giunse rapidamente in soccorso della cittadella assediata ma l'esercito musulmano distrusse l'esercito crociato nella Battaglia di Inab, durante la quale Raimondo di Poitiers fu ucciso.

Nur al-Din contro Raimondo di Poitiers nella battaglia di Inab

Nur al-Din contro Raimondo di Poitiers nella battaglia di Inab (Particolare)

La testa di Raimondo di Poitiers fu inviata a Nur al-Din che, a sua volta, la fece recapitare al califfo a Baghdad. Nur al-Din, presa Apamea (Afàmiya), marciò con tutte le sue forze sulla costa e ostentò il suo dominio sulla Siria bagnandosi simbolicamente nelle acque del Mediterraneo.

Apamea - Siria (Cartina)

Apamea (Cittadella)

Apamea (Rovine)

Apamea (Colonne)

Apamea - Colonne (Veduta aerea)

Tuttavia non attaccò Antiochia, contentandosi d'impadronirsi di tutti i domini di Antiochia a est dell'Oronte, lasciando intorno alla città una piccola porzione di territorio che, in ogni caso, cadde subito sotto la sovranità dell'Impero Bizantino cui a suo tempo Boemondo I di Antiochia s'era d'altronde ben guardato dal restituire Antiochia, in spregio del suo precedente giuramento di vassallatico all'Imperatore.

Impero Bizantino (Cartina 1025)

Impero Bizantino (Cartina 1040-1070)

Impero Bizantino (Cartina 1060)

Impero Bizantino (Cartina 1080)

Impero Bizantino (Cartina 1265)

Impero Bizantino dopo espansione turca

Impero Bizantino e Tuchi Ottomani (Cartina 1355)

Impero Bizantino (Stemma)

Impero Bizantino (Bandiera)

Bizantini

Bizantini (Costumi)

Bizantini (Costumi di Corte ed Ecclesiastici)

Bizantini in battaglia

Bizantini - Catafratti in battaglia (Biblioteca Nazionale di Madrid - Spagna)

Bizantini - Catafratti in battaglia (Cronaca di Giovanni Skylitzes - Codice greco Matritensis - Biblioteca Nazionale di Madrid - Spagna)

Bizantini - Imperatore e Comandanti (Miniatura)

Bizantini - Arcieri (Miniatura)

Bizantino - Arciere (Miniatura)

Bizantini - Arcieri a cavallo (Miniatura)

Bizantino - Catafratto (Miniatura)

Bizantini - Catafratti (Miniatura)

Bizantino - Guerriero (Miniatura)

Bizantini - Lancieri (Miniatura)

Nel 1150 Nur al-Din sconfisse Joscelin II di Courtenay per un'ultima volta, dopo essersi alleato col sultanato selgiuchide di Rum, Masùd (la cui figlia pure egli aveva sposato). Joscelin II di Courtenay fu accecato e morì in carcere ad Aleppo nel 1159. Nel 1152 Nur al-Din s'impadronì per un breve periodo di Tartus (Tartous) dopo l'assassinio di Raimondo II di Tripoli.

Tartus (Costa) Tartus

Tartus (Cittadella)

Case

Tartus (Case)

Il sogno di Nur al-Din fu quello di riunire le varie forze musulmane fra l'Eufrate e il Nilo per creare un fronte comune contro i Crociati.

Eufrate (Cartina)

Eufrate (Antica illustrazione)

Nilo (Cartina)

Nilo (Antica illustrazione)

Nilo (Illustrazione di C. Stanfield)

Nilo (Illustrazione di E. Hoelzel)

Nilo (Illustrazione di T. Taylor)

Nilo

Nilo (Barca) Nilo - Barca (Antica illustrazione)

Nilo (Barche)

Nilo (Veduta aerea)

Nilo (Veduta dal satellite)

Nilo - Delta (Veduta dal satellite)

Nel 1149 suo fratello Sayf al-Din Ghazi morì e un fratello più giovane, Qutb al-Din, gli succedette. Qutb al-Din riconobbe Nur al-Din signore di Mossul, cosicché le importanti città di Mossul e Aleppo furono riunite sotto il governo di una sola persona. Damasco fu l'unica a costituire un ostacolo alla riunificazione dell'intera Siria, condizione indispensabile per una vittoria definitiva contro i Crociati. Dopo il fallimento della Seconda Crociata, Mu’in ad-Din Unur aveva comunque rinnovato la sua alleanza con Gerusalemme e dopo la sua morte nel 1149, il suo successore Mujir al-Din seguì la stessa politica. Nel 1150 e nel 1151 Nur al-Din assediò la città, ritirandosi però ogni volta senza alcun successo, a parte un vuoto riconoscimento della sua sovranità. Quando Ascalona fu catturata dai Crociati nel 1153, Mujir al-Din vietò a Nur al-Din di attraversare i suoi domini.

Ascalona

Illustrazione di David Roberts Rovine (Illustrazione di W. A. Callcoot)

Ascalona (Mura - Rovine - Antica illustrazione)

Ascalona (Stemma)

Mujir al-Din, tuttavia, fu un sovrano più debole del suo predecessore e si dovette assoggettare al pagamento di un tributo annuale da versare ai Crociati in cambio della loro protezione. La crescente debolezza di Damasco sotto Mujir al-Din consentì a Nur al-Din di rovesciarlo nel 1154, con l'aiuto della popolazione della città. Damasco fu annessa al territorio “zengide” e tutta la Siria fu unificata sotto l'autorità di Nur al-Din, da Edessa nel nord all'Hauran nel sud.

Edessa (Cartina)

Nur al-Din fu peraltro prudente nel non attaccare direttamente Gerusalemme e continuò anche a inviare il tributo annuo concordato da Mujir al-Din, dal momento che era coinvolto nelle dispute nel settentrione di Mossul, dove era insorta una disputa sulla successione nel Sultanato di Rum che minacciava Edessa e altre città ancora. Nel 1157 Nur al-Din assediò i Cavalieri Ospitalieri nella fortezza crociata di Banyas e mise in rotta un esercito giunto in aiuto da Gerusalemme; ma quell'anno cadde ammalato e i Crociati ebbero così la possibilità di avere una breve pausa. Nel 1159 l'Imperatore bizantino Manuele I Comneno giunse per affermare la sua autorità su Antiochia e i Crociati sperarono che questo significasse una spedizione condotta da lui contro Aleppo. Tuttavia Nur al-Din inviò ambasciatori e negoziò un'alleanza con Manuele I Comneno contro i Selgiuchidi, con grande costernazione dei Crociati che fin dalla Prima Crociata avevano visto Costantinopoli non come un'alleata ma piuttosto come una concorrente pericolosa e infida.

Selgiuchidi (Impero - Cartina)

Selgiuchidi Selgiuchide (Balestriere) Selgiuchide (Cavaliere)

Selgiuchide (Cavaliere arciere) Selgiuchide (Cavaliere arciere)

Selgiuchide (Cavaliere in battaglia - Scultura)

Selgiuchide (Cavaliere - Ceramica) Selgiuchide (Sultano)

Selgiuchide (Corte del Sultano - Biblioteca Nazionale - Vienna - Austria)

Selgiuchidi a caccia (Biblioteca Nazionale - Vienna - Austria)

Selgiuchidi - Carovana (Biblioteca Nazionale - Vienna - Austria)

Selgiuchidi - Scultura (Museo d'Arte Turca - Istanbul - Turchia)

Selgiuchidi in battaglia Selgiuchidi (Bandiera)

Selgiuchidi (Kubadabad Palazzo - Rovine - Beysehir - Turchia)

Selgiuchidi (Veduta dal Palazzo)

Selgiuchidi (Kubadabad Palazzo - Ceramica)

Particolare

Particolare Particolare

Particolare Particolare

Particolare

Ceramiche

Nur al-Din, con l'aiuto dei Danishmendidi dell'Anatolia orientale (Asia Minore), attaccò l'anno successivo da oriente il sultano selgiuchide di Rum Kilij Arslan II, mentre Manuele I Comneno attaccò da occidente.

Asia Minore e Stati Crociati in Siria - 1140

Asia Minore (Cartina) Asia Minore (Veduta dal satellite)

Più tardi, nel 1160, Nur al-Din catturò Rinaldo di Chatillon a seguito di un raid condotto sulle montagne dell'Anti-Tauro e Rinaldo di Chatillon restò in cattività per i successivi sedici anni. Dal 1162, con Antiochia sotto nominale controllo bizantino e con gli Stati crociati più a sud troppo deboli per poter condurre altri attacchi in Siria, Nur al-Din fece un pellegrinaggio alla Mecca.

La Mecca (Pellegrinaggio)

La Mecca - Pellegrinaggio (Illustrazione di Leon Roches)

La Mecca - Arabia Saudita (Cartina)

La Mecca (Antica illustrazione)

La Mecca (Illustrazione di Allain Manesson Mallet)

La Mecca (Illustrazione di Johann Bernhard Fischer von Erlach)

La Mecca (Illustrazione di Pere Zakaria Alexanian)

La Mecca (Illustrazione) La Mecca (Illustrazione)

La Mecca

La Mecca (Arazzo)

Particolare

La Mecca (Manoscritto arabo - Biblioteca Nazionale di Francia)

La Mecca (Manoscritto arabo - Biblioteca Nazionale di Francia)

La Mecca (Ceramica - Museo Louvre - Parigi - Francia)

La Mecca (Veduta aerea)

La Mecca (Veduta dal satellite)

Poco dopo il suo ritorno egli apprese della morte del re Baldovino III di Gerusalemme e in segno di rispetto per quel suo formidabile avversario, rinunciò ad attaccare il regno crociato; Guglielmo di Tiro riporta che Nur al-Din disse: “Noi simpatizziamo col loro dolore e per pietà li risparmieremo, poiché hanno perduto un tal principe, quale il resto del mondo non può oggi certo vantare”. Dal momento che nulla potevano fare in Siria, i Crociati guardarono verso sud nella speranza di poter espandere lì i loro territori. La cattura di Ascalona era già riuscita a tagliar fuori l'Egitto fatimide dalle parti della Siria che erano sotto il loro dominio e l'Egitto s'era d'altronde progressivamente indebolito politicamente con una lunga serie di Imam troppo giovani.

Egitto (Cartina)

Egitto (Cartina - Antica illustrazione)

Egitto (Cartina - Illustrazione di Johann Baptist Homann)

Egitto (Cartina - Illustrazione di Nicolas Sanson)

Egitto (Cartina - Illustrazione di Thomas Starling)

Egitto (Veduta dal satellite)

Egitto (Stemma)

Egitto (Bandiera)

Dal 1163 il Califfo-Imam era il giovane al-'Adid ma il paese era in realtà guidato dal vizir Shawar. Quell'anno Shawar fu soppiantato da Dirgham e subito dopo Amalrico I Re di Gerusalemme, guidò un'offensiva contro l'Egitto col pretesto che i Fatimidi non avevano pagato il tributo che avevano promesso di versare durante il regno di Baldovino III Re di Gerusalemme. Questa campagna fallì e Amalrico I Re di Gerusalemme fu costretto a tornare a Gerusalemme. Questo convinse Nur al-Din a condurre di persona una campagna contro i Crociati in Siria per distrarre la loro attenzione dall'Egitto. Il suo attacco su Tripoli non ebbe successo ma fu presto raggiunto dall'esiliato ex-vizir fatimide Shawar che lo convinse a inviare un esercito in Egitto.

Tripoli (Cartina)

Tripoli (Antica illustrazione)

Tripoli (Illustrazione di A. Rouargue)

Tripoli (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antica illustrazione

Nur al-Din non avrebbe voluto impegnare il suo esercito in difesa dell'Egitto ma il suo generale curdo Shirkuh lo persuase dell'opportunità di invadere quel paese nel 1164. Per tutta risposta Dirgham si alleò con Amalrico I Re di Gerusalemme ma il re non ebbe la possibilità di mobilitare le sue forze in tempo per soccorrerlo e Dirgham fu ucciso nel corso dell'invasione di Shirkuh e Shawar fu nuovamente vizir. Shawar però immediatamente espulse Shirkuh e s'alleò a sua volta con Amalrico I Re di Gerusalemme che stavolta giunse rapidamente ad assediare Shirkuh a Bilbays. Shirkuh si accordò per abbandonare l'Egitto quando Amalrico I Re di Gerusalemme fu costretto a tornare a Gerusalemme a causa dell'attacco di Nur al-Din ad Antiochia e del suo assedio del castello di Harim. Lì Nur al-Din mise in rotta le armate congiunte di Antiochia e Tripoli ma si rifiutò di attaccare la stessa Antiochia, temendo rappresaglie da parte dei Bizantini. Assediò invece e catturò Banyas e per i successivi due anni Nur al-Din effettuò continue incursioni lungo le frontiere degli Stati crociati. Nel 1166 Shirkuh fu di nuovo inviato in Egitto. Amalrico I Re di Gerusalemme lo seguì all'inizio del 1167 e un trattato formale fu sottoscritto fra Amalrico I Re di Gerusalemme e Shawar, col consenso nominale dell'Imam fatimide. I Crociati occuparono Alessandria e Il Cairo e resero l'Egitto uno Stato tributario, ma Amalrico I Re di Gerusalemme non avrebbe potuto controllare il paese mentre Nur al-Din ancora minacciava Antiochia e Tripoli e fu perciò costretto a tornare ancora una volta a Gerusalemme.

Alessandria (Cartina)

Alessandria (Antica illustrazione)

Alessandria (Illustrazione di A. Rouargue)

Alessandria (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Alessandria (Illustrazione di Hartman Schedel)

Alessandria - Rovine (Antica illustrazione)

Alessandria (Costa)

Alessandria

Alessandria (Qaitbay Fortezza)

Alessandria (Porto) Alessandria - Porto (Veduta aerea)

Alessandria (Stemma)

Alessandria (Veduta aerea)

Alessandria (Veduta dal satellite)

Il Cairo - Cartina (Antica illustrazione)

Il Cairo - Cartina (Illustrazione di Alexander Nicohosoff)

Il Cairo - Cartina (Illustrazione di Baur e Szultz)

Il Cairo (Cittadella)

Il Cairo - Cittadella (Antica illustrazione)

Il Cairo - Cittadella (Pianta)

Il Cairo - Cittadella (Mura)

Il Cairo - Cittadella (An Nasir Mohammed moschea)

Il Cairo - Cittadella - An Nasir Mohammed moschea (Interno)

Il Cairo - Cittadella (Mohammed Ali moschea)

Il Cairo - Cittadella - Mohammed Ali moschea (Cortile)

Il Cairo - Cittadella - Mohammed Ali moschea (Interno)

Il Cairo - Cittadella - Mohammed Ali moschea (Cupola)

Il Cairo - Cittadella - Mohammed Ali moschea (Decorazioni)

Il Cairo - Saladino - Midan

Il Cairo - Tombe dei Califfi (Interno)

Il Cairo (Antica illustrazione)

Il Cairo (Illustrazione di J. Schroeder)

Il Cairo (Illustrazione di J. W. Brewer)

Il Cairo (Illustrazione di J. W. Brewer)

Il Cairo (Illustrazione di Jean Leon Gerome)

Il Cairo (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Il Cairo (Illustrazione di W. Pannemaker)

Il Cairo (Illustrazione di Matteo Pagano)

Il Cairo - El Futuh porta (Antica illustrazione)

Il Cairo - Mustanssir porta (Antica illustrazione)

Il Cairo - Kait Bey moschea (Illustrazione di Benoist)

Il Cairo - Hassan moschea (Illustrazione di David Roberts)

Il Cairo - Hassan moschea - Cortile (Illustrazione di David Roberts)

Il Cairo - Hassan moschea (Illustrazione di K. Girardet)

Il Cairo - Tombe dei Califfi (Illustrazione di David Roberts)

Il Cairo - Tombe dei Califfi (Illustrazione di K. Girardet)

Il Cairo - Case (Illustrazione di Gibert)

Il Cairo - Strada (Antica illustrazione)

Il Cairo - Strada (Illustrazione di A. Rouargue)

Il Cairo - Strada (Illustrazione di E. Schiffer)

Il Cairo - Strada (Illustrazione di K. Girardet)

Il Cairo - Ibn Tulun Grande moschea (Antica illustrazione)

Il Cairo - Ibn Tulun Grande moschea (Pianta)

Il Cairo - Ibn Tulun Grande moschea (Arco)

Il Cairo - Ibn Tulun Grande moschea (Cortile)

Il Cairo - Ibn Tulun Grande moschea (Minareto)

Il Cairo - Ibn Tulun Grande moschea (Veduta aerea)

Il Cairo

Il Cairo (Cimitero arabo)

Il Cairo (Albero della Vergine) Il Cairo (Albero della Vergine)

Il Cairo (Campo di palme)

Il Cairo (Veduta dal satellite)

Nel 1168 Amalrico I Re di Gerusalemme concluse un'alleanza con l'Imperatore bizantino Manuele I Comneno e invase ancora una volta l'Egitto. Il figlio di Shawar, Khalil, ne ebbe abbastanza e col sostegno del califfo-Imam al-'Adid chiese aiuto a Nur al-Din e Shirkuh. All'inizio del 1169 Shirkuh si presentò in Egitto e i Crociati, una volta di più, furono costretti a ritirarsi. Questa volta Nur al-Din assunse il pieno controllo del paese, Shawar fu messo a morte e il nipote di Shirkuh, Saladino, fu nominato vizir del nuovo territorio conquistato. Un'ultima invasione dell'Egitto fu tentata da Amalrico I Re di Gerusalemme e da Manuele I Comneno, ma fu talmente male organizzata da concludersi in un nulla di fatto. Durante questo periodo Nur al-Din fu occupato a nord, combattendo contro gli Urtuqidi, e nel 1170 dovette dirimere una controversia fra i suoi nipoti quando suo fratello Qutb al-Din morì. Dopo aver conquistato l'Egitto, Nur al-Din si convinse che non avrebbe realizzato i suoi obiettivi di unificare i suoi domini se Saladino non si fosse piegato in tutto e per tutto alla sua autorità. Era sospetto infatti che costui non avesse preso parte all'invasione condotta da Nur al-Din contro Gerusalemme nel 1171 e nel 1173, avanzando la giustificazione che la sua presenza in Egitto era necessaria a rafforzare il potere “zengide” e a vanificare movimenti filo-fatimidi. Nur al-Din sospettò sempre d'essersi creato un pericoloso contendente in Saladino ma non ne ebbe mai la piena certezza della giustezza dei suoi timori perché, a ogni suo brusco richiamo, Saladino lo placò con ampie rassicurazioni circa la sua assoluta fedeltà e sottomissione. Tuttavia, quando Nur al-Din fu sul punto d'intervenire di persona in Egitto, nel 1174 fu colto da febbri conseguenti alle complicazioni di una tonsillite e morì a 59 anni d'età.

Nur al-Din (Mausoleo - Damasco - Siria)

Nur al-Din (Mausoleo - Cupola)

Nur al-Din (Mausoleo - Pianta)

Il suo giovane figliolo, al-Malik al-Salih Isma'il divenne il suo legittimo successore ed erede e Saladino si dichiarò suo vassallo, malgrado in realtà progettasse di unificare la Siria e l'Egitto sotto di sé. Saladino sposò quindi la vedova di Nur al-Din e via via eliminò dal suo cammino gli altri pretendenti, assumendo progressivamente il controllo della Siria nel 1185, realizzando infine il sogno di Nur al-Din con la creazione della dinastia sultaniale ayyubide. Secondo Guglielmo di Tiro, malgrado Nur al-Din fosse “un potente persecutore del nome e della fede cristiana” egli fu anche “un principe giusto, valente e saggio e, in accordo con le tradizioni della sua razza, un uomo religioso”.

Guglielmo di Tiro (Biblioteca Nazionale di Francia)

Nur al-Din fu religioso specialmente dopo la sua malattia e il suo pellegrinaggio. Considerò i Crociati stranieri in territorio musulmano, giunti in “Outremer” per depredare il suo territorio e profanare i suoi Luoghi Santi. Ciò nonostante egli fu un uomo tollerante coi cristiani che vissero sotto la sua autorità, a parte gli Armeni di Edessa. In contrasto con la rispettosa reazione di Nur al-Din alla notizia della morte di Baldovino III Re di Gerusalemme, Amalrico I Re di Gerusalemme immediatamente assediò Banyas non appena seppe della morte di Nur al-Din ed estorse una grande somma di denaro alla sua vedova. Nur al-Din costruì anche luoghi d'istruzione superiore e moschee in tutte le città che furono sotto il suo controllo. Queste università si occuparono in special modo dell'insegnamento del Corano e dei “hadith” (Racconto). Nur al-Din stesso amava avere presso di sé specialisti che gli leggessero i “hadith” e i suoi professori gli attribuirono un diploma per l'eccellenza della preparazione da lui raggiunta nel campo delle cosiddette "scienze del hadith". Volle che nelle sue città si edificassero ospedali (“bimaristan”, “maristan”) aperti a entrambi i sessi e del tutto gratuiti e particolarmente rinomato restò a lungo a Damasco il grande “Maristan Nuri” che era ancora tra i migliori ospedali dell'intero mondo islamico quando in esso fu curato con la consueta efficienza e professionalità sanitaria il futuro sultano mamelucco al-Qalawun, costretto al ricovero per curarvi una ferita ricevuta in battaglia. Nur al-Din fece costruire anche numerosi caravanserragli lungo i tragitti percorsi da viaggiatori e pellegrini. Tenne con regolarità udienza per amministrare giustizia, fosse anche contro i suoi stessi generali, governatori e altri funzionari colpevoli di qualche crimine, sì da essere ricordato nel mondo islamico come una leggendaria figura di grande coraggio militare, di concreta pietà e di apprezzabile modestia.