
|
BALDOVINO III |
|
(Re di Gerusalemme, 1143 - Beirut, 10 Febbraio 1163) |
![]() |
| Baldovino III (1130 – Beirut,
10 febbraio 1162) fu
Re di Gerusalemme fra il 1143 e il
1162.
Melisenda Angiò (Stemma) Angiò (Bandiera) Gerusalemme (Stemma) Baldovino III appartenne alla seconda generazione dopo la Prima Crociata, e dunque discendente nato in Terra Santa dei Crociati originali. Il padre Folco I d'Angiò morì quando lui aveva 13 anni, e il trono passò di diritto alla madre, Melisenda, in quanto figlia di Baldovino II. Melisenda regnò con Folco I d'Angiò come consorte, e per non lasciare una donna sul trono, Baldovino III venne incoronato come co-regnante ed erede della madre al momento della successione. Tuttavia, Melisenda nominò come proprio consigliere Manasse di Hierges, Connestabile di Gerusalemme, e insieme i due esclusero Baldovino III dal potere. Avendo sul trono una donna e un bambino, la vita politica a Gerusalemme divenne tesa; gli stati crociati a nord cercavano di imporre la propria indipendenza, e non c'era a Gerusalemme un Re capace di condurre l'esercito e imporre la sovranità di Gerusalemme sugli stati vassalli come già Baldovino II e Folco I d'Angiò avevano fatto. Nel mondo musulmano, Zengi controllava la Siria settentrionale dalle sue basi di Mossul e Aleppo, e voleva aggiungere Damasco ai suoi domini. Siria (Cartina)
Siria (Cartina - Antica illustrazione)
Siria (Stemma) Siria (Bandiera) Aleppo (Cartina) Aleppo (Antica illustrazione)
Aleppo (Cittadella - Antica illustrazione) Aleppo (Cittadella - Entrata - Antica illustrazione) Damasco (Cartina) Damasco (Antica illustrazione)
Damasco (Cittadella - Pianta) Damasco (Cittadella - Antica illustrazione) Damasco (Moschea Umayyad - Interno - Antica illustrazione)
Secondo Guglielmo di Tiro, Folco I d'Angiò non aveva provveduto adeguatamente alla difesa degli stati crociati nel nord, ed era proprio qui che la minaccia di Zengi era maggiore. Nel 1144, Edessa cadde dopo un assedio, causando grande sensazione in occidente e l'invocazione di una Seconda Crociata. Edessa (Cartina) Questa impiegò del tempo a raggiungere Gerusalemme, e nel frattempo Zengi venne assassinato (1146). Gli successe il figlio Nur al-Din (o Norandino), che fu altrettanto impaziente di conquistare Damasco. Contro questa minaccia, Gerusalemme e Damasco si erano alleate in un patto di mutua difesa. Ciò non impedì però a Mu'in ad-Din Unur, governatore di Damasco, di stringere un alleanza contro Gerusalemme con Nur al-Din nel 1147. Il cambio di fronte fu motivato dalla stipula di un trattato fra Gerusalemme e un vassallo ribelle di Mu'in ad-Din Unur, che andava contro i termini del patto preesistente. Baldovino III con il suo esercito fu sconfitto a Bosra. Bosra (Antica illustrazione) Bosra (Cittadella) Bosra (Cattedrale - Rovine) I due vennero comunque a patti, e l'alleanza precedente (in funzione anti-siriana) venne ripristinata. Nel 1148, la crociata giunse finalmente a Gerusalemme, sotto la guida congiunta di Luigi VII Re di Francia, di sua moglie Eleonora d'Aquitania e dell'Imperatore Corrado III del Sacro Romano Impero.
Francia - Cartina (Antica illustrazione) Francia (Cartina)
Francese (Cavaliere)
Francesi - Cavalieri
Francesi - Cavalieri in battaglia - XV secolo Francesi - Cavalieri di Outremer Francesi - Cavalieri di Outremer in battaglia Francesi - Cavalieri di Outremer in battaglia contro i Saraceni
Francesi - Guerrieri in battaglia
Francese - Guerriero di Outremer con stendardo
Francesi - Cavalieri di Outremer con stendardi (Miniatura) Francese - Cavaliere (Miniatura) Francese - Cavaliere con stendardo (Miniatura)
Francese - Guerriero con stendardo (Miniatura)
Francese - Guerriero (Miniatura) Francese - Guerriero di Outremer (Miniatura) Francese - Guerriero di Outremer con stendardo 1250 (Miniatura)
Aquitania (Bandiera) Sacro Romano Impero (Stemma) Baldovino III e i condottieri crociati tennero concilio ad Acri, ma lotte intestine e cattiva pianificazione resero vani molti sforzi.
Acri (Cartina)
Corrado III consigliò a Baldovino III di attaccare Damasco, nonostante il trattato di pace. Baldovino III, forse desideroso di impressionare i potenti ospiti, accettò il piano, ma l'assedio di Damasco che ne seguì fu un clamoroso fiasco, e si concluse con una sconfitta dopo soli quattro giorni.
Attaccata da Gerusalemme, Damasco finì presto sotto il controllo di Nur al-Din. La perdita di un vicino e alleato musulmano fu un disastro diplomatico da cui nessun re di Gerusalemme riuscì più a risollevarsi. Nel 1149 i crociati ritornarono in Europa, lasciando Gerusalemme più debole di quanto l'avessero trovata. Nur al-Din ne approfittò invadendo il Principato di Antiochia nel nord, e il Principe di Antiochia, Raimondo di Poitiers fu ucciso nella Battaglia di Inab. Antiochia (Cartina) Antiochia (Antica illustrazione)
Antiochia Antiochia (Chiesa di San Pietro) Antiochia (Rovine) Antiochia - Cavaliere (Miniatura)
Raimondo di Poitiers (Moneta) Poitiers - Francia (Cartina) Poitiers - Cartina (Antica illustrazione)
Poitiers (Antica illustrazione)
Poitiers Poitiers (Case) Poitiers (Stemma) Baldovino III si portò a nord, e assunse la reggenza del Principato. La moglie di Raimondo di Poitiers, Costanza, fu cugina di Baldovino III per parte di madre e erede di Antiochia per parte di padre. Baldovino III tentò di darla in sposa a un suo alleato, ma senza successo. Un altro fallimento arrivò nella difesa di Turbessel, l'ultimo caposaldo rimasto dell'originaria Contea di Edessa; Baldovino III non aveva forze per difenderla, e dovette cederla all'Imperatore bizantino Manuele I Comneno nel 1150. Nel 1152 Baldovino III e la madre Melisenda furono chiamati a intervenire in una disputa fra la zia di Baldovino III, Hodierna di Tripoli, e suo marito, il conte Raimondo II di Tripoli.
Dopo aver risolto la disputa, Hodierna di Tripoli stava per tornare a Gerusalemme con Baldovino III e Melisenda, quando Raimondo II di Tripoli venne assassinato dagli adepti della Setta degli Assassini (Hashshashin). Baldovino III rimase indietro per regolare gli affari della Contea, mentre Hodierna di Tripoli assunse la reggenza in nome del figlio giovinetto, Raimondo III di Tripoli. A quel punto, Edessa fu perduta e sia Antiochia che Tripoli rimasero prive di una guida; solo a Gerusalemme rimase, nella persona del Re, qualche forma di autorità. Tripoli (Cartina) Tripoli (Antica illustrazione)
Ma anche a Gerusalemme si preparava una disputa. Nel 1152 Baldovino III aveva raggiunto ormai da 7 anni la maggiore età, e cominciava a imporre la sua volontà nelle questioni politiche. Sebbene in precedenza non avesse espresso interesse per l'amministrazione del Regno, egli cominciava adesso a intervenire con maggiore autorità. Baldovino III e la madre Melisenda si erano mano a mano allontanati sin dal 1150, e il giovane Re accusava il connestabile Manasse di Hierges di interferire con la sua legittima successione. Nel 1152, Baldovino III chiese al Patriarca Folco I d'Angiò di ripetere la cerimonia di incoronazione, questa volta senza la madre. Il patriarca rifiutò, e in una sorta di auto-incoronazione Baldovino III organizzò una sorta di processione per le vie di Gerusalemme, durante la quale indossò una corona di alloro. Alla fine, Baldovino III e Melisenda si accordarono per sottoporre la questione all'Alta Corte, un organismo che esercitava sia funzioni di tipo parlamentare che di consiglio al monarca. L'Alta Corte decise di dividere il Regno in due distretti amministrativi distinti. Baldovino III sarebbe stato a capo della Galilea nel nord, incluse le città di Acri e Tiro, mentre Melisenda avrebbe retto la Giudea e la Samaria (le regioni più ricche del paese), incluse Nablus e la stessa Gerusalemme. Tiro (Antica illustrazione)
Tiro (Rovine - Antica illustrazione) Giudea (Cartina)
Giudea (Deserto)
Samaria (Cartina)
Samaria
Samaria (Rovine)
Samaria - Colline (Antica illustrazione) Samaria (Colline) Samaria (Colonne)
Samaria - Palazzo di Erode (Rovine)
Appoggiavano Melisenda nella parte meridionale del Regno Manasse di Hierges, nonché il fratello più giovane di Baldovino III, Amalrico, che possedeva la Contea di Jaffa (parte del territorio assegnato a Melisenda). Jaffa (Cartina) Jaffa (Antica illustrazione)
Sia Melisenda che Baldovino III furono contrari a tale decisioni. Baldovino III, in particolare, aspirava a governare l'intero Regno, e si rese conto che una simile organizzazione avrebbe diviso le già scarse risorse del paese. Tuttavia, pur di evitare una guerra, Melisenda accettò il compromesso. Entro poche settimane dalla divisione, Baldovino III lanciò un'invasione contro la parte meridionale, governata dalla madre. Manasse di Hierges fu sconfitto in una battaglia al castello di Mirabel e subito esiliato, e Nablus cadde anch'essa rapidamente. Nablus (Antica illustrazione)
Per evitare ulteriori violenze, Gerusalemme aprì le porte a Baldovino III; Melisenda e Amalrico si rifugiarono nella Torre di Davide, e lì furono assediati. Torre di Davide
Per tutta la durata dell'assedio, la Chiesa condusse dei negoziati. Alla fine, si raggiunse un accordo in base al quale a Melisenda venne concessa la città di Nablus fino alla morte (dopo sarebbe tornata al patrimonio reale), e Baldovino III promise solennemente di non interferire con i suoi affari. Conquistato così il potere assoluto, Baldovino III nominò Umfredo II di Toron, un suo fedele, come nuovo connestabile. Nel 1154, madre e figlio si riconciliarono, e Baldovino III non esitò a sfruttare a proprio vantaggio l'esperienza di governo della madre. Benché essa fosse "in ritiro" a Nablus, Melisenda continuò a esercitare una grande influenza a corte e negli affari di stato, e più volte venne nominata reggente durante le campagne militari che tenevano Baldovino III lontano da Gerusalemme. Durante la guerra civile, Nur al-Din aveva consolidato il suo controllo su Damasco, in seguito anche alla morte di Mu'in ad-Din Unur. Con una Siria forte, unita sotto un governo centrale, a Gerusalemme non restava che guardare verso sud, e dunque verso l'Egitto, per ogni ulteriore espansione. L'Egitto fu indebolito a sua volta da una guerra civile, e dalla successione sul trono di una serie di giovani Califfi Fatimidi. Egitto (Cartina) Egitto (Cartina - Antica illustrazione)
Egitto (Stemma) Egitto (Bandiera) Intorno al 1150 Baldovino III ricostruì le fortificazioni di Gaza per mettere sotto pressione il confinante insediamento Egiziano di Ascalona, e nel 1153 riuscì, dopo un assedio e una battaglia, a conquistare la stessa Ascalona. Ascalona
Ascalona (Mura - Rovine - Antica illustrazione) In questo modo, il confine con l'Egitto venne reso sicuro (sebbene ciò in seguito spingesse gli Egiziani a ripetuti attacchi ai confini meridionali del regno nel tentativo di riconquistare la città). Ascalona venne incorporata nel feudo di Jaffa, di proprietà di Amalrico, creando così la Contea di Jaffa e Ascalona. In precedenza (1152), Baldovino III aveva anche sconfitto gli Ortoqidi che avevano tentato di invadere il Regno. Nel 1156, Baldovino III dovette piegarsi a firmare un trattato di pace con Nur al-Din. Ciò non gli impedì comunque di condurre nell'invero 1157–1158 una spedizione contro la Siria, durante la quale assediò Shayzar. Shayzar (Fortezza) Shayzar (Veduta dalla Fortezza) Fu però costretto a ritirarsi a causa di una disputa sorta fra il Conte Thierry delle Fiandre e Rinaldo di Chatillon, entrambi intenzionati ad aggiungere Shayzar ai loro possedimenti personali. Nondimeno, riuscì a conquistare Harim, in precedenza appartenuta ad Antiochia, e nel 1158 sconfisse lo stesso Nur al-Din sul campo. I successi di Baldovino III, benché complessivamente modesti, gli garantirono però sufficiente prestigio per tentare un'alleanza matrimoniale con l'Impero Bizantino. Impero Bizantino (Cartina 1025)
Impero Bizantino (Stemma) Impero Bizantino
(Bandiera) Bizantini
Bizantino - Catafratto (Miniatura)
Bizantino - Guerriero (Miniatura)
Nel 1157 Baldovino III inviò Umfredo II di Toron a negoziare con l'Imperatore Manuele I Comneno, e si giunse ad un accordo secondo il quale Baldovino III avrebbe sposato Teodora, nipote di Manuele I Comneno. L'alleanza favorì più Bisanzio che Gerusalemme, giacché quest'ultima fu costretta a riconoscere la sovranità Bizantina su Antiochia, e se Teodora fosse rimasta vedova, le sarebbe stata assegnata la città di Acri. Sebbene Teodora rappresentasse il vincolo tangibile di tale alleanza, non ci si aspettava che esercitasse alcuna autorità all'infuori di Acri. Il matrimonio venne celebrato nel settembre del 1158; Baldovino III aveva allora 28 anni e Teodora soltanto 13. Le relazioni fra Gerusalemme e Bisanzio andarono migliorando, e nel 1159 Baldovino III incontrò Manuele I Comneno ad Antiochia.
I due diventarono amici; Manuele I Comneno prese a indossare abiti e a seguire le usanze occidentali, fino a partecipare ad un torneo cavalleresco. Al torneo partecipò anche Baldovino III, e quando egli subì un duro disarcionamento, Manuele I Comneno, che fu un esperto medico, se ne prese cura personalmente. Poco dopo, sempre nel 1159, Baldovino III divenne nuovamente reggente di Antiochia in seguito alla cattura in battaglia di Rinaldo di Chatillon. La mossa offese Manuele I Comneno, che considerava Antiochia territorio imperiale, e per rafforzare ulteriormente le proprie ragioni, l'Imperatore sposò nel 1160 la Principessa Maria di Antiochia, cugina di Baldovino III. Lo stesso Baldovino III aveva invece suggerito il matrimonio con una sua altra cugina, Melisenda di Tripoli, proprio per evitare legami così stretti fra Bisanzio ed Antiochia. La regina Melisenda morì nel 1161, e Baldovino III la seguì poco dopo morendo a Beirut il 10 febbraio 1162. Beirut (Cartina) Beirut - Libano (Cartina) Beirut (Antica illustrazione)
Beirut (Veduta dal satellite) Beirut (Stemma) Circolò la voce che fosse stato avvelenato ad Antiochia tramite certe pillole dategli da un medico Siriano Ortodosso (e in quanto tale, sospettato di contatti con i Bizantini). Racconta Guglielmo di Tiro: "Non appena il Re ebbe preso le pillole, venne colpito da febbre e dissenteria, a cui non si riuscì a trovare rimedio". Lungo la strada del ritorno, Baldovino III si fermò a Tripoli, dove rimase per alcuni mesi; quindi riprese il viaggio verso Beirut, dove alla fine si arrese alla malattia. Nel racconto di Guglielmo, "Per otto giorni consecutivi, mentre la processione funeraria si muoveva da Beirut a Gerusalemme, ovunque si udivano lamenti, e il dolore si rinnovava di ora in ora". Teodora, ormai vedova, si ritirò ad Acri secondo gli accordi. Aveva allora 16 anni, e il loro matrimonio non aveva prodotto prole. A Baldovino III successe il fratello, Amalrico. Guglielmo di Tiro conobbe Baldovino III personalmente, e ce ne ha lasciato una accurata descrizione: "... Era più alto degli altri uomini, ma le sue membra erano così ben proporzionate alla sua altezza, che nessun tratto del suo aspetto sembrava fuor d'armonia con il tutto. I suoi tratti erano piacevoli e raffinati, la sua costituzione florida, e prova di forza innata... I suoi occhi erano di media grandezza, alquanto prominenti e brillanti. Aveva capelli biondicci, lisci, e un'abbondante barba sulle guancie e sul mento. Era di apparenza robusta, benché non lo si potesse dire in carne, come il fratello, né magro, come la madre...". Baldovino III fu ben educato, abile parlatore, ed eccezionalmente intelligente. A differenza del padre Folco I d'Angiò, fu dotato di eccellente memoria. Passava molto del suo tempo libero leggendo libri di storia, e fu un esperto del diritto consuetudinario del Regno, che sarebbe stato messo per iscritto solo più tardi da uomini come Giovanni da Ibelin e Filippo da Novara nelle "Assisi di Gerusalemme". Rispettò le proprietà ecclesiastiche e non impose loro nuove tasse. Fu amichevole verso uomini di tutte le classi sociali, e fu solito offrire conversazione a chiunque volesse, o lo incontrasse per caso. Non negò mai udienza a chi la richiedesse. Da giovane amava i dadi e altri giochi, ed ebbe delle “liasons” con donne sposate, ma da adulto "cambiò per il meglio", come dice Guglielmo di Tiro, e si mantenne fedele a Teodora. Fu amato e rispettato dai suoi sudditi, e ottenne anche il rispetto dei suoi nemici: Nur al-Din disse, della morte di Baldovino, "I Franchi hanno perso un tale principe che il mondo non ne contiene ora l'uguale". Baldovino III (Moneta) |
![]() |