BALDOVINO III

(Re di Gerusalemme, 1143 - Beirut, 10 Febbraio 1163)

 
                                                                                  
 
Baldovino III (1130 – Beirut, 10 febbraio 1162) fu Re di Gerusalemme fra il 1143 e il 1162.


Fu il primogenito di Melisenda e Folco I d'Angiò Re di Gerusalemme, e nipote di Baldovino II di Gerusalemme.

Melisenda

Melisenda sposa Folco V d'Angiò (Guglielmo di Tiro - Storia della conquista di Gerusalemme)

Melisenda - Cappella - Tomba (Chiesa dell'Assunzione - Gerusalemme)

Angiò (Stemma)

Francobollo

Angiò (Bandiera)

Gerusalemme (Stemma)

Gerusalemme (Bandiera)

Baldovino III appartenne alla seconda generazione dopo la Prima Crociata, e dunque discendente nato in Terra Santa dei Crociati originali. Il padre Folco I d'Angiò morì quando lui aveva 13 anni, e il trono passò di diritto alla madre, Melisenda, in quanto figlia di Baldovino II. Melisenda regnò con Folco I d'Angiò come consorte, e per non lasciare una donna sul trono, Baldovino III venne incoronato come co-regnante ed erede della madre al momento della successione. Tuttavia, Melisenda nominò come proprio consigliere Manasse di Hierges, Connestabile di Gerusalemme, e insieme i due esclusero Baldovino III dal potere. Avendo sul trono una donna e un bambino, la vita politica a Gerusalemme divenne tesa; gli stati crociati a nord cercavano di imporre la propria indipendenza, e non c'era a Gerusalemme un Re capace di condurre l'esercito e imporre la sovranità di Gerusalemme sugli stati vassalli come già Baldovino II e Folco I d'Angiò avevano fatto. Nel mondo musulmano, Zengi controllava la Siria settentrionale dalle sue basi di Mossul e Aleppo, e voleva aggiungere Damasco ai suoi domini.

Siria (Cartina)

Siria - Mesopotamia - Assiria (Cartina)

Siria (Cartina - Antica illustrazione)

Siria (Cartina - Illustrazione di Jan janssonius)

Siria (Cartina - Illustrazione di William Hughes)

Siria (Stemma)

Siria (Bandiera)

Aleppo (Cartina)

Aleppo (Antica illustrazione)

Aleppo (Illustrazione di T. Taylor)

Aleppo (Cittadella - Antica illustrazione)

Francobollo

Aleppo (Cittadella - Entrata - Antica illustrazione)

Francobollo Francobollo

Damasco (Cartina)

Damasco (Antica illustrazione)

Damasco (Illustrazione di A. Rouargue)

Damasco (Illustrazione di Auber)

Damasco (Illustrazione di G. Braun e F. Hogenberg)

Damasco (Illustrazione di Gibert)

Damasco (Illustrazione di T. C. Dibdin)

Damasco (Illustrazione di T. Taylor)

Damasco (Illustrazione di W. Callcoot)

Damasco (Cittadella - Pianta)

Damasco (Cittadella - Antica illustrazione)

Damasco (Moschea Umayyad - Interno - Antica illustrazione)

Illustrazione di W. H. Bartlett

Secondo Guglielmo di Tiro, Folco I d'Angiò non aveva provveduto adeguatamente alla difesa degli stati crociati nel nord, ed era proprio qui che la minaccia di Zengi era maggiore. Nel 1144, Edessa cadde dopo un assedio, causando grande sensazione in occidente e l'invocazione di una Seconda Crociata.

Edessa (Cartina)

Questa impiegò del tempo a raggiungere Gerusalemme, e nel frattempo Zengi venne assassinato (1146). Gli successe il figlio Nur al-Din (o Norandino), che fu altrettanto impaziente di conquistare Damasco. Contro questa minaccia, Gerusalemme e Damasco si erano alleate in un patto di mutua difesa. Ciò non impedì però a Mu'in ad-Din Unur, governatore di Damasco, di stringere un alleanza contro Gerusalemme con Nur al-Din nel 1147. Il cambio di fronte fu motivato dalla stipula di un trattato fra Gerusalemme e un vassallo ribelle di Mu'in ad-Din Unur, che andava contro i termini del patto preesistente. Baldovino III con il suo esercito fu sconfitto a Bosra.

Bosra (Antica illustrazione)

Bosra (Cittadella)

Bosra (Cittadella - Interno)

Bosra (Cattedrale - Rovine)

I due vennero comunque a patti, e l'alleanza precedente (in funzione anti-siriana) venne ripristinata. Nel 1148, la crociata giunse finalmente a Gerusalemme, sotto la guida congiunta di Luigi VII Re di Francia, di sua moglie Eleonora d'Aquitania e dell'Imperatore Corrado III del Sacro Romano Impero.

 

Francia (Cartina fine X secolo) Francia (Cartina fine X secolo)

Francia (Cartina 1035) Francia (Cartina 1100-1223)

Francia (Cartina 1154-1184) Francia (Cartina 1180-1189)

Francia (Cartina 1180-1314) Francia (Cartina 1328)

Francia (Cartina 1360) Francia (Cartina 1429)

Francia (Cartina 1453) Francia (Cartina XIII secolo)

Francia e Inghilterra (Cartina X-XIV secolo)

Francia - Cartina espansione periodo di Re Filippo II Augusto

Francia - Cartina (Antica illustrazione)

Francia - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Francia - Cartina (Illustrazione di Cellarius)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. B. L. Charle)

Francia - Cartina (Illustrazione di J. Tallis)

Francia - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Francia - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Francia - Cartina (Illustrazione di P. Cluver)

Francia - Cartina (Illustrazione di R. de Vaugondy)

Francia - Cartina (Illustrazione di Robert Morden)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Jefferys)

Francia - Cartina (Illustrazione di T. Stackhouse)

Francia - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Francia (Cartina)

Francia - Cartina (Province)

Francia (Veduta dal satellite)

Francese (Arciere) Francese (Balestriere)

Francese (Cavaliere)

Francese - Cavaliere e Arciere

Francesi - Cavalieri

Francesi - Cavalieri in marcia

Francesi - Cavalieri in battaglia

Francesi - Cavalieri in battaglia contro i Saraceni

Francesi - Cavalieri in battaglia - XV secolo

Francesi - Cavalieri di Outremer

Francesi - Cavalieri di Outremer in battaglia

Francesi - Cavalieri di Outremer in battaglia contro i Saraceni

Francese - Cavaliere di Outremer contro i Saraceni

Francese - Cavaliere di Outremer in preghiera

Francesi - Guerrieri in battaglia

Francesi - Guerrieri di Outremer

Francese - Guerriero di Outremer

Francese - Guerriero di Outremer con stendardo

Francese (Guerriero)

Francesi - Cavalieri con stendardi (Miniatura)

Francesi - Cavalieri con stendardo (Miniatura)

Francesi - Guerrieri (Miniatura)

Francesi - Cavalieri di Outremer con stendardi (Miniatura)

Francese - Cavaliere (Miniatura)

Francese - Cavaliere con stendardo (Miniatura)

Francese - Balestriere (Miniatura)

Francese - Guerriero con stendardo (Miniatura)

Francese - Guerriero con stendardo di Lorraine (Miniatura)

Francese - Guerriero di re Luigi VI (Miniatura)

Francese - Guerriero XV secolo (Miniatura)

Francese - Guerriero (Miniatura)

Francese - Guerriero di Outremer (Miniatura)

Francese - Guerriero di Outremer con stendardo 1250 (Miniatura)

Francesi (Spada)

Stemma di Luigi VII

Stemma di Eleonora di Aquitania

Aquitania (Bandiera)

Stemma di Eleonora di Aquitania - Regina d'Inghilterra

Sacro Romano Impero (Stemma)

Bandiera

Stemma di Corrado III

Baldovino III e i condottieri crociati tennero concilio ad Acri, ma lotte intestine e cattiva pianificazione resero vani molti sforzi.

Baldovino III con Melisenda, Luigi VII e Corrado III nel concilio di Acri prima della battaglia di Damasco

Acri (Cartina)

Illustrazione di Rouargue Illustrazione di Rouargue

Corrado III consigliò a Baldovino III di attaccare Damasco, nonostante il trattato di pace. Baldovino III, forse desideroso di impressionare i potenti ospiti, accettò il piano, ma l'assedio di Damasco che ne seguì fu un clamoroso fiasco, e si concluse con una sconfitta dopo soli quattro giorni.

Baldovino III in assemblea a Gerusalemme (Manoscritto - Guglielmo di Tiro)

Attaccata da Gerusalemme, Damasco finì presto sotto il controllo di Nur al-Din. La perdita di un vicino e alleato musulmano fu un disastro diplomatico da cui nessun re di Gerusalemme riuscì più a risollevarsi. Nel 1149 i crociati ritornarono in Europa, lasciando Gerusalemme più debole di quanto l'avessero trovata. Nur al-Din ne approfittò invadendo il Principato di Antiochia nel nord, e il Principe di Antiochia, Raimondo di Poitiers fu ucciso nella Battaglia di Inab.

Antiochia (Cartina)

Antiochia (Antica illustrazione)

Antiochia (Illustrazione di H. Warren)

Antiochia (Illustrazione di J. D. Harding)

Antiochia (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia (Palazzo Seleucus - Rovine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta di ferro - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Porta Medine - Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Antiochia (Mura - Antica illustrazione)

Antiochia (Rovine - Illustrazione di W. H. Bartlett)

Antiochia

Antiochia (Chiesa di San Pietro)

Antiochia - Chiesa di San Pietro (Altare)

Antiochia (Case) Antiochia (Strada)

Antiochia (Rovine)

Antiochia (Porta di ferro - Rovine)

Antiochia - Cavaliere (Miniatura)

Antiochia - Guerriero (Miniatura)

Antiochia (Veduta aerea

Raimondo di Poitiers contro Nur al-Din nella battaglia di Inab

Raimondo di Poitiers recupera i morti dopo la battaglia di Inab

Luigi VII si reca ad Antiochia per incontrare Raimondo di Poitiers (Biblioteca Nazionale di Francia)

Raimondo di Poitiers dà il benvenuto a Luigi VII ad Antiochia (Biblioteca Nazionale di Francia)

Raimondo di Poitiers rende omaggio a Giovanni II Comneno (Manoscritto - Guglielmo di Tiro)

Raimondo di Poitiers (Moneta)

Poitiers - Francia (Cartina)

Poitiers (Cartina)

Poitiers - Cartina (Antica illustrazione)

Poitiers - Cartina (Illustrazione di Abraham Orteliu)

Poitiers (Antica illustrazione)

Poitiers (Illustrazione di Braun e Hogemberg)

Poitiers

Poitiers (Veduta aerea)

Poitiers (Case)

Poitiers (Stemma)

Francobollo Bandiera

Baldovino III si portò a nord, e assunse la reggenza del Principato. La moglie di Raimondo di Poitiers, Costanza, fu cugina di Baldovino III per parte di madre e erede di Antiochia per parte di padre. Baldovino III tentò di darla in sposa a un suo alleato, ma senza successo. Un altro fallimento arrivò nella difesa di Turbessel, l'ultimo caposaldo rimasto dell'originaria Contea di Edessa; Baldovino III non aveva forze per difenderla, e dovette cederla all'Imperatore bizantino Manuele I Comneno nel 1150. Nel 1152 Baldovino III e la madre Melisenda furono chiamati a intervenire in una disputa fra la zia di Baldovino III, Hodierna di Tripoli, e suo marito, il conte Raimondo II di Tripoli.

Hodierna di Tripoli

Hodierna di Tripoli stringe tra le braccia il morente Jaufre Rudel (Biblioteca Nazionale di Francia)

Dopo aver risolto la disputa, Hodierna di Tripoli stava per tornare a Gerusalemme con Baldovino III e Melisenda, quando Raimondo II di Tripoli venne assassinato dagli adepti della Setta degli Assassini (Hashshashin). Baldovino III rimase indietro per regolare gli affari della Contea, mentre Hodierna di Tripoli assunse la reggenza in nome del figlio giovinetto, Raimondo III di Tripoli. A quel punto, Edessa fu perduta e sia Antiochia che Tripoli rimasero prive di una guida; solo a Gerusalemme rimase, nella persona del Re, qualche forma di autorità.

Tripoli (Cartina)

Tripoli (Antica illustrazione)

Tripoli (Illustrazione di A. Rouargue)

Tripoli (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Tripoli - Costa (Antica illustrazione)

Ma anche a Gerusalemme si preparava una disputa. Nel 1152 Baldovino III aveva raggiunto ormai da 7 anni la maggiore età, e cominciava a imporre la sua volontà nelle questioni politiche. Sebbene in precedenza non avesse espresso interesse per l'amministrazione del Regno, egli cominciava adesso a intervenire con maggiore autorità. Baldovino III e la madre Melisenda si erano mano a mano allontanati sin dal 1150, e il giovane Re accusava il connestabile Manasse di Hierges di interferire con la sua legittima successione. Nel 1152, Baldovino III chiese al Patriarca Folco I d'Angiò di ripetere la cerimonia di incoronazione, questa volta senza la madre. Il patriarca rifiutò, e in una sorta di auto-incoronazione Baldovino III organizzò una sorta di processione per le vie di Gerusalemme, durante la quale indossò una corona di alloro. Alla fine, Baldovino III e Melisenda si accordarono per sottoporre la questione all'Alta Corte, un organismo che esercitava sia funzioni di tipo parlamentare che di consiglio al monarca. L'Alta Corte decise di dividere il Regno in due distretti amministrativi distinti. Baldovino III sarebbe stato a capo della Galilea nel nord, incluse le città di Acri e Tiro, mentre Melisenda avrebbe retto la Giudea e la Samaria (le regioni più ricche del paese), incluse Nablus e la stessa Gerusalemme.

Tiro (Antica illustrazione)

Tiro (Illustrazione di Charles Wilson)

Tiro (Illustrazione di David Roberts)

Tiro - Particolare (Illustrazione di David Roberts)

Tiro (Illustrazione di David Roberts)

Tiro (Rovine - Antica illustrazione)

Giudea (Cartina)

Giudea - Colline (Antica illustrazione)

Giudea - Colline (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Giudea (Deserto)

Giudea - Deserto (Veduta aerea)

Samaria (Cartina)

Samaria - Palestina al tempo di Cristo (Cartina)

Samaria

Samaria (Moschea)

Samaria (Illustrazione di David Roberts)

Samaria (Illustrazione di David Roberts)

Samaria (Rovine)

Samaria - Rovine (Antica illustrazione)

Samaria - Colline (Antica illustrazione)

Samaria (Colline)

Samaria (Colonne)

Samaria - Colonne (Antica illustrazione)

Samaria - Palazzo di Erode (Rovine)

Samaria - Chiesa di San Giovanni il Battista (Rovine)

Samaria - Chiesa di San Giovanni il Battista (Interno - Rovine)

Samaria - Chiesa di San Giovanni il Battista (Cappella - Rovine)

Appoggiavano Melisenda nella parte meridionale del Regno Manasse di Hierges, nonché il fratello più giovane di Baldovino III, Amalrico, che possedeva la Contea di Jaffa (parte del territorio assegnato a Melisenda).

Jaffa (Cartina)

Jaffa (Antica illustrazione)

Illustrazione di A. Rouargue Illustrazione di A. Rouargue

Illustrazione di Gustav Bauernfeind Illustrazione di T. Taylor

Illustrazione di W. E. Fitzmaurice Illustrazione di W. H. Bartlett

Illustrazione di W. Turner

Sia Melisenda che Baldovino III furono contrari a tale decisioni. Baldovino III, in particolare, aspirava a governare l'intero Regno, e si rese conto che una simile organizzazione avrebbe diviso le già scarse risorse del paese. Tuttavia, pur di evitare una guerra, Melisenda accettò il compromesso. Entro poche settimane dalla divisione, Baldovino III lanciò un'invasione contro la parte meridionale, governata dalla madre. Manasse di Hierges fu sconfitto in una battaglia al castello di Mirabel e subito esiliato, e Nablus cadde anch'essa rapidamente.

Nablus (Cartina)

Nablus (Antica illustrazione)

Nablus (Illustrazione di David Roberts)

Nablus (Illustrazione di David Roberts)

Nablus (Illustrazione di Louis Francois Cassas)

Nablus (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Nablus (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Nablus (Samaritani leggono il libro della Legge)

Nablus (Tomba di Giuseppe - Illustrazione di David Roberts)

Per evitare ulteriori violenze, Gerusalemme aprì le porte a Baldovino III; Melisenda e Amalrico si rifugiarono nella Torre di Davide, e lì furono assediati.

Torre di Davide

Torre di Davide (Entrata)Torre di Davide (Interno)

Torre di Davide (Mura)

Torre di Davide (Antica illustrazione)

Torre di Davide (Illustrazione di David Roberts)

Torre di Davide (Illustrazione di David Roberts)

Torre di Davide - Particolare (Illustrazione di David Roberts)

Per tutta la durata dell'assedio, la Chiesa condusse dei negoziati. Alla fine, si raggiunse un accordo in base al quale a Melisenda venne concessa la città di Nablus fino alla morte (dopo sarebbe tornata al patrimonio reale), e Baldovino III promise solennemente di non interferire con i suoi affari. Conquistato così il potere assoluto, Baldovino III nominò Umfredo II di Toron, un suo fedele, come nuovo connestabile. Nel 1154, madre e figlio si riconciliarono, e Baldovino III non esitò a sfruttare a proprio vantaggio l'esperienza di governo della madre. Benché essa fosse "in ritiro" a Nablus, Melisenda continuò a esercitare una grande influenza a corte e negli affari di stato, e più volte venne nominata reggente durante le campagne militari che tenevano Baldovino III lontano da Gerusalemme. Durante la guerra civile, Nur al-Din aveva consolidato il suo controllo su Damasco, in seguito anche alla morte di Mu'in ad-Din Unur. Con una Siria forte, unita sotto un governo centrale, a Gerusalemme non restava che guardare verso sud, e dunque verso l'Egitto, per ogni ulteriore espansione. L'Egitto fu indebolito a sua volta da una guerra civile, e dalla successione sul trono di una serie di giovani Califfi Fatimidi.

Egitto (Cartina)

Egitto (Cartina - Antica illustrazione)

Egitto (Cartina - Illustrazione di Johann Baptist Homann)

Egitto (Cartina - Illustrazione di Nicolas Sanson)

Egitto (Cartina - Illustrazione di Thomas Starling)

Egitto (Stemma)

Egitto (Bandiera)

Intorno al 1150 Baldovino III ricostruì le fortificazioni di Gaza per mettere sotto pressione il confinante insediamento Egiziano di Ascalona, e nel 1153 riuscì, dopo un assedio e una battaglia, a conquistare la stessa Ascalona.

Ascalona

Illustrazione di David Roberts

Rovine (Illustrazione di W. A. Callcoot)

Ascalona (Mura - Rovine - Antica illustrazione)

Ascalona (Stemma)

Baldovino III riceve una delegazione per negoziare la resa di Ascalona (Illustrazione di Sèbastien Melchior Cornu)

In questo modo, il confine con l'Egitto venne reso sicuro (sebbene ciò in seguito spingesse gli Egiziani a ripetuti attacchi ai confini meridionali del regno nel tentativo di riconquistare la città). Ascalona venne incorporata nel feudo di Jaffa, di proprietà di Amalrico, creando così la Contea di Jaffa e Ascalona. In precedenza (1152), Baldovino III aveva anche sconfitto gli Ortoqidi che avevano tentato di invadere il Regno. Nel 1156, Baldovino III dovette piegarsi a firmare un trattato di pace con Nur al-Din. Ciò non gli impedì comunque di condurre nell'invero 1157–1158 una spedizione contro la Siria, durante la quale assediò Shayzar.

Shayzar (Fortezza)

Shayzar - Fortezza (Entrata)

Shayzar (Veduta dalla Fortezza)

Fu però costretto a ritirarsi a causa di una disputa sorta fra il Conte Thierry delle Fiandre e Rinaldo di Chatillon, entrambi intenzionati ad aggiungere Shayzar ai loro possedimenti personali.

Chatillon (Stemma)

Nondimeno, riuscì a conquistare Harim, in precedenza appartenuta ad Antiochia, e nel 1158 sconfisse lo stesso Nur al-Din sul campo. I successi di Baldovino III, benché complessivamente modesti, gli garantirono però sufficiente prestigio per tentare un'alleanza matrimoniale con l'Impero Bizantino.

Impero Bizantino (Cartina 1025)

Impero Bizantino (Cartina 1040-1070)

Impero Bizantino (Cartina 1060)

Impero Bizantino (Cartina 1080)

Impero Bizantino (Cartina 1265)

Impero Bizantino dopo espansione turca

Impero Bizantino e Tuchi Ottomani (Cartina 1355)

Impero Bizantino (Stemma)

Impero Bizantino (Bandiera)

Bizantini

Bizantini (Costumi)

Bizantini (Costumi di Corte ed Ecclesiastici)

Bizantini in battaglia

Bizantini - Catafratti in battaglia (Biblioteca Nazionale di Madrid - Spagna)

Bizantini - Catafratti in battaglia (Cronaca di Giovanni Skylitzes - Codice greco Matritensis - Biblioteca Nazionale di Madrid - Spagna)

Bizantini - Imperatore e Comandanti (Miniatura)

Bizantini - Arcieri (Miniatura)

Bizantino - Arciere (Miniatura)

Bizantini - Arcieri a cavallo (Miniatura)

Bizantino - Catafratto (Miniatura)

Bizantini - Catafratti (Miniatura)

Bizantino - Guerriero (Miniatura)

Bizantini - Lancieri (Miniatura)

Nel 1157 Baldovino III inviò Umfredo II di Toron a negoziare con l'Imperatore Manuele I Comneno, e si giunse ad un accordo secondo il quale Baldovino III avrebbe sposato Teodora, nipote di Manuele I Comneno. L'alleanza favorì più Bisanzio che Gerusalemme, giacché quest'ultima fu costretta a riconoscere la sovranità Bizantina su Antiochia, e se Teodora fosse rimasta vedova, le sarebbe stata assegnata la città di Acri. Sebbene Teodora rappresentasse il vincolo tangibile di tale alleanza, non ci si aspettava che esercitasse alcuna autorità all'infuori di Acri. Il matrimonio venne celebrato nel settembre del 1158; Baldovino III aveva allora 28 anni e Teodora soltanto 13. Le relazioni fra Gerusalemme e Bisanzio andarono migliorando, e nel 1159 Baldovino III incontrò Manuele I Comneno ad Antiochia.

Baldovino III incontra Manuele I Comneno ad Antiochia

I due diventarono amici; Manuele I Comneno prese a indossare abiti e a seguire le usanze occidentali, fino a partecipare ad un torneo cavalleresco. Al torneo partecipò anche Baldovino III, e quando egli subì un duro disarcionamento, Manuele I Comneno, che fu un esperto medico, se ne prese cura personalmente. Poco dopo, sempre nel 1159, Baldovino III divenne nuovamente reggente di Antiochia in seguito alla cattura in battaglia di Rinaldo di Chatillon. La mossa offese Manuele I Comneno, che considerava Antiochia territorio imperiale, e per rafforzare ulteriormente le proprie ragioni, l'Imperatore sposò nel 1160 la Principessa Maria di Antiochia, cugina di Baldovino III.

Maria di Antiochia

Lo stesso Baldovino III aveva invece suggerito il matrimonio con una sua altra cugina, Melisenda di Tripoli, proprio per evitare legami così stretti fra Bisanzio ed Antiochia. La regina Melisenda morì nel 1161, e Baldovino III la seguì poco dopo morendo a Beirut il 10 febbraio 1162.

Beirut (Cartina)

Beirut - Libano (Cartina)

Beirut (Antica illustrazione)

Barche Beirut (Illustrazione di W. H. Bartlett)

Beirut (Faraglioni - Banconota)

Beirut (Veduta dal satellite)

Beirut (Stemma)

Circolò la voce che fosse stato avvelenato ad Antiochia tramite certe pillole dategli da un medico Siriano Ortodosso (e in quanto tale, sospettato di contatti con i Bizantini). Racconta Guglielmo di Tiro: "Non appena il Re ebbe preso le pillole, venne colpito da febbre e dissenteria, a cui non si riuscì a trovare rimedio". Lungo la strada del ritorno, Baldovino III si fermò a Tripoli, dove rimase per alcuni mesi; quindi riprese il viaggio verso Beirut, dove alla fine si arrese alla malattia. Nel racconto di Guglielmo, "Per otto giorni consecutivi, mentre la processione funeraria si muoveva da Beirut a Gerusalemme, ovunque si udivano lamenti, e il dolore si rinnovava di ora in ora". Teodora, ormai vedova, si ritirò ad Acri secondo gli accordi. Aveva allora 16 anni, e il loro matrimonio non aveva prodotto prole. A Baldovino III successe il fratello, Amalrico. Guglielmo di Tiro conobbe Baldovino III personalmente, e ce ne ha lasciato una accurata descrizione: "... Era più alto degli altri uomini, ma le sue membra erano così ben proporzionate alla sua altezza, che nessun tratto del suo aspetto sembrava fuor d'armonia con il tutto. I suoi tratti erano piacevoli e raffinati, la sua costituzione florida, e prova di forza innata... I suoi occhi erano di media grandezza, alquanto prominenti e brillanti. Aveva capelli biondicci, lisci, e un'abbondante barba sulle guancie e sul mento. Era di apparenza robusta, benché non lo si potesse dire in carne, come il fratello, né magro, come la madre...". Baldovino III fu ben educato, abile parlatore, ed eccezionalmente intelligente. A differenza del padre Folco I d'Angiò, fu dotato di eccellente memoria. Passava molto del suo tempo libero leggendo libri di storia, e fu un esperto del diritto consuetudinario del Regno, che sarebbe stato messo per iscritto solo più tardi da uomini come Giovanni da Ibelin e Filippo da Novara nelle "Assisi di Gerusalemme".

Stemma di Ibelin

Rispettò le proprietà ecclesiastiche e non impose loro nuove tasse. Fu amichevole verso uomini di tutte le classi sociali, e fu solito offrire conversazione a chiunque volesse, o lo incontrasse per caso. Non negò mai udienza a chi la richiedesse. Da giovane amava i dadi e altri giochi, ed ebbe delle “liasons” con donne sposate, ma da adulto "cambiò per il meglio", come dice Guglielmo di Tiro, e si mantenne fedele a Teodora. Fu amato e rispettato dai suoi sudditi, e ottenne anche il rispetto dei suoi nemici: Nur al-Din disse, della morte di Baldovino, "I Franchi hanno perso un tale principe che il mondo non ne contiene ora l'uguale".

Baldovino III (Moneta)

Baldovino III (Sigillo)

Stemma di Baldovino III Stemma di Baldovino III