| Filippo II detto Filippo II
Augusto, nato il 21 agosto 1165 a Gonesse, morto a Mantes-la-Jolie il 14
luglio 1223, è il settimo re della dinastia detta dei Capetingi diretti. È
il figlio erede di
Luigi VII detto il Giovane e di Adele di
Champagne. Il soprannome di Augusto che gli diedero da vivo, è un
riferimento diretto al vecchio titolo, sebbene altre interpretazioni siano
state fornite sotto il suo regno: può ricordare il mese della sua nascita, o
anche il verbo latino “augere” che significa "aumentare, fare
crescere". Filippo II Augusto resta uno dei monarchi più ammirati e
studiati della Francia medioevale, in ragione non soltanto della lunghezza
del suo regno, ma anche delle sue importanti vittorie militari e dei
progressi essenziali compiuti per rinforzare il potere reale e porre fine
all'epoca feudale. Filippo II Augusto


Filippo
II Augusto - Il sogno (Illustrazione di El Greco)
Filippo
II Augusto (Cartolina postale)
Filippo
II Augusto (Francobollo)
Filippo
II Augusto (Francobollo)
Filippo
II Augusto (Miniatura)
Filippo
II Augusto (Miniatura)
Filippo
II Augusto (Moneta)
Filippo
II Augusto come dono del cielo ai due genitori (Biblioteca Sainte Geneviève
- Parigi - Francia)
Filippo
II Augusto (Nascita)
La nascita di Filippo II Augusto, nel 1165, fu accolta come un miracolo
dalla famiglia reale. Infatti, Luigi VII il Giovane attese quasi trenta anni
un erede e, finalmente la sua terza moglie, Adele di Champagne, gli dà
questo figlio tanto sperato. Un'attesa che vale a Filippo II il soprannome
di “Dieudonné”. Filippo II Augusto salì al trono di Francia fin
dall'età di quattordici anni, nel 1179. La cerimonia dell’incoronazione è
del resto ritardata a causa di un incidente che pone la vita del giovane
principe in pericolo. Lo stato di salute del principe Filippo II Augusto è
sufficientemente grave da portare suo padre Luigi VII il Giovane in
Inghilterra, nonostante le sue precarie condizioni di salute, a raccogliersi
sulla tomba di Thomas Becket, l'arcivescovo di Canterbury morto nel 1170.
Filippo II Augusto viene finalmente incoronato a Reims, da suo zio,
l'arcivescovo Guglielmo dalle Bianche Mani, il 1 novembre 1179.
Filippo
II Augusto incoronato re di Francia (Biblioteca Nazionale di Francia)
Filippo
II Augusto incoronato re di Francia (Particolare - Biblioteca Nazionale di
Francia)
Filippo
II Augusto incoronato re di Francia (Illustrazione di Jean Fouquet - Tours -
Francia)
La morte di
suo padre si verificò il 18 settembre 1180 e lasciò Filippo II Augusto re, a
quindici anni. Malgrado la giovane età, Filippo II Augusto risultò essere
all’altezza della situazione. Il suo matrimonio, celebrato a Bapaume il 28
aprile 1180 con Isabella di Hainaut, gli portò in dote l’Artois.
Filippo
II Augusto sposa Isabella di Hainaut
Filippo
II Augusto con Isabella di Hainaut
Quindi nel
giugno 1180, tre mesi prima della morte di suo padre Luigi VII il Giovane,
firmò il trattato di Gisors con Enrico II
d'Inghilterra.
Filippo
II Augusto incontra Enrico II a Gisors - 1180 Questi due eventi rafforzarono la posizione di Filippo II
Augusto verso le case di Fiandre e di Champagne. Una delle prime decisioni
prese da Filippo II Augusto fu l'espulsione degli ebrei e la confisca dei
loro beni nell'aprile 1182, una decisione che contrastò con la protezione
che suo padre Luigi VII il Giovane aveva accordato alla Comunità ebrea. La
motivazione ufficiale designò gli ebrei come responsabili di calamità
diverse, ma l'obiettivo reale era soprattutto rinvigorire le casse reali, in
questo inizio di regno. Queste misure furono impopolari, e non durarono: il
divieto del territorio (del resto difficile da fare rispettare) cessò nel
1198, e l'atteggiamento conciliatore che aveva assunto Luigi VII il Giovane
ridiventò presto la norma. Nel 1181, Filippo II Augusto ebbe un conflitto
con i baroni condotti da Filippo d’Alsace conte delle Fiandre. Filippo II
Augusto riescì a controllare le ambizioni di quest'ultimo rompendo le sue
alleanze con il duca di Brabant e l'arcivescovo di Colonia, Filippo di
Heinsberg.
Nel luglio 1185 il trattato di Boves confermò a Filippo II Augusto il
possesso del Vermandois, dell’Artois e dell’Amiénois. I Plantageneti furono
la seconda preoccupazione di Filippo II Augusto. I possessi di Enrico II
d'Inghilterra, anche duca d’Angiò, comprendevano la Normandia, Vexin e la
Bretagna. Dopo due anni di combattimento (1186-1188), la situazione restò
indecisa. Filippo II Augusto tentò di approfittare della rivalità tra i
figli del re d'Inghilterra,
Riccardo I Cuor di
Leone con il quale si legò d'amicizia, e
Giovanni Senza Terra.
Filippo
II Augusto incontra Riccardo I Cuor di Leone
Filippo
II Augusto e Riccardo I Cuor di Leone Una pace
fu finalmente negoziata, mentre il papa Gregorio VIII chiamò alla Terza Crociata,
dopo la presa di Gerusalemme da parte di Saladino
nel 1187. La morte di Enrico II nel luglio 1189 chiuse questo episodio.
L'urgenza ora era partire per la Terra Santa. Filippo II Augusto e Riccardo
I Cuor di Leone partirono insieme per la Terza Crociata, che mobilitò anche
la maggior parte dei grandi baroni della Francia.
Filippo
II Augusto e Riccardo I Cuor di Leone nella Terza Crociata (Manoscritto
Storie di Outremer di Guglielmo di Tiro) Si imbarcano alla fine
dell'estate del 1190, Filippo II Augusto da Genova e Riccardo I Cuor di
Leone da Marsiglia.
Filippo
II Augusto parte per la Terza Crociata
Filippo
II Augusto parte per la Terza Crociata (Illustrazione XIV secolo) Ma furono sorpresi dalle tempeste d'inverno nel
Mediterraneo e dovettero attendere molti mesi in Sicilia, a Messina. Là, la
rivalità tra i due re si riaccese attorno ai progetti di matrimonio di
Riccardo I Cuor di Leone, che ruppe i suoi impegni con Alis (parente di
Filippo II Augusto) e si impegnò con Berengaria di Navarra. Filippo II
Augusto lasciò Messina il 30 marzo 1191. Arrivò ad Acri il 20 aprile 1191 e
partecipò all’assedio della città, controllata dai musulmani.
Filippo II
Augusto assedia Acri Riccardo I
Cuor di Leone arrivò soltanto a giugno, dopo una deviazione verso Cipro: i
rinforzi inglesi furono bene accolti, ma i litigi ripresero immediatamente
tra i due re. Per peggiorare la situazione, tutti e due i re furono colti da
una forte febbre che causò loro la calvizie. Le operazioni militari tuttavia
avanzavano: i francesi sfondarono una prima volta le pareti della città di
Acri il 3 luglio, senza successo; quindi furono gli inglesi che fallirono.
Indeboliti, gli assediati capitolarono il 12 luglio 1191.
Filippo
II Augusto e Riccardo I Cuor di Leone ricevono le chiavi della città di Acri
(Biblioteca Nazionale di Francia) La Terza Crociata
era appena iniziata che Filippo II Augusto decise di riprendere il cammino
del ritorno. La morte di Filippo d’Alsace conte delle Fiandre verificatasi
il 1 giugno 1191 in occasione dell’assedio di Acri ebbe un
ruolo importante in questa sconcertante decisione: si veniva a riaprire il
problema della successione fiamminga. Mentre tornava in patria, Filippo II
Augusto passò per Roma dove il papa Gregorio VIII lo autorizzò a lasciare la
crociata. Filippo II Augusto rientrò a Parigi il 27 dicembre 1191.
La successione fiamminga fu la prima preoccupazione di Filippo II Augusto al
suo ritorno dalla Terza Crociata. La morte di Filippo d’Alsace conte delle
Fiandre, senza discendenti, suscitò il coinvolgimento di tre richiedenti:
Baldovino conte di Hainaut, Eleonora di Vermandois contessa di Beaumont, e
Filippo II Augusto stesso. Baldovino conte di Hainaut fu designato come
erede della contea delle Fiandre dopo un pagamento di 5000 marchi di denaro.
Tuttavia, Filippo II Augusto confermò con una carta del 1192 il Valois e il
Vermandois a Eleonora, con la clausola che alla sua morte le contee del
Valois e del Vermandois sarebbero tornate al re. Infine, il re ebbe Péronne
ed Artois, come eredità della regina Isabella di Hainaut morta nel 1190. Le
posizioni del re di Francia furono dunque considerevolmente rafforzate al
nord. Dopo la scomparsa della regina Isabella, Filippo II Augusto sa che ora
doveva trovare un’altra moglie molto rapidamente. La successione dinastica
infatti non era garantita: suo figlio,
Luigi VIII il Leone, aveva soltanto quattro anni ed era appena
sopravvissuto ad una grave malattia. La scelta di Ingeburge di Danimarca
restò un mistero.
Filippo II Augusto raggiunse un accordo con il padre di Ingeburge, Canuto VI
di Danimarca, con il quale stabilì una somma in dote di 10.000 marchi di
denaro, e la principessa fu portata in Francia. Filippo II Augusto sposò
Ingeburge di Danimarca nella cattedrale di Amiens il 14 agosto 1193. Il
giorno dopo, Filippo II Augusto fece accorciare la cerimonia
dell’incoronazione della regina e spedì Ingeburge di Danimarca al monastero
di Saint-Maur-des-Fossés. Filippo II Augusto annunciò che desiderava fare
annullare il matrimonio. Le ragioni di questa veloce separazione, seguita
per Ingeburge da sette anni di prigionia e, per Filippo II Augusto, dal
rifiuto assoluto di riconoscere il suo posto di regina, furono sconosciute
ed hanno dato luogo a molte speculazioni possibili da parte dei storici
contemporanei. Per difendere l'annullamento del matrimonio, Filippo II
Augusto desiderò fare valere un legame di relazione proibita di Ingeburge
dalla chiesa. Un'assemblea di vescovi e di baroni diede facilmente ragione a
Filippo II Augusto, che si risposò in fretta con Agnese di Merania, giovane
nobile bavarese, nel giugno 1196. Ma il nuovo papa
Innocenzo III, eletto nel 1198, non
approvò. Desiderando affermare la sua autorità, Innocenzo III ingiunse a
Filippo II Augusto di ripudiare Agnese di Merania e rendere il suo posto a
Ingeburge di Danimarca. In mancanza di reazione del re, il divieto fu
pronunciato sul regno il 13 gennaio 1200. Filippo II Augusto lasciò tuttavia
la causa in sospeso, Ingeburge di Danimarca restò prigioniera. Filippo II
Augusto organizzò finalmente una cerimonia di riconciliazione, ma la
cerimonia non rese completamente il suo posto a Ingeburge di Danimarca, e la
procedura d'annullamento del matrimonio continuò, essendo Filippo II Augusto
ormai bigamo. Il concilio di Soissons che si riunì nel marzo 1201 si
concluse tuttavia con il fallimento di Filippo II Augusto, che ridusse egli
stesso i dibattiti e rinunciò a far rompere il matrimonio. Concludendo, nel
luglio 1201, Filippo II Augusto sposò Agnese di Merania a Poissy che gli
diede un secondo erede maschio, Filippo (dopo aver generato una ragazza,
Maria, nel 1198), questa volta il papa Innocenzo III approvò. La crisi fu
temporaneamente chiusa e la successione dinastica fu garantita. Filippo II
Augusto riprese la procedura d'annullamento del matrimonio nel 1205, questa
volta su ragione di non aver consumato. Prevedendo anche di forzare gli
eventi per mezzo del nuovo matrimonio. Constatando definitivamente che
questi progetti risultavano vani, Filippo II Augusto mise fine brutalmente
ai negoziati nel 1212 (come 1201) e, malgrado il ripudio lasciò a Ingeburge
il titolo di regina.
Filippo II Augusto (Carta del Cielo)

Filippo II Augusto
(Tema Astrologico)
|
 |
FILIPPO II AUGUSTO – RE DI FRANCIA
21 agosto 1165 ore 22 minuti 01 a Gonesse (Francia)
Sole 4°54 Vergine, AS 5°28 Gemelli, Luna 12°05 Acquario, MC
4°31 Acquario
|
Posizione dei pianeti Pianeti nelle Case
Posizioni delle Case
|
Sole |
4°54' |
Vergine |
Sole |
Casa 5 |
Casa 1 |
5°28' |
Gemelli |
|
Luna |
12°05' |
Acquario |
Luna |
Casa 10 |
Casa 2 |
27°09' |
Gemelli |
|
Mercurio |
20°18' |
Vergine |
Mercurio |
Casa 5 |
Casa 3 |
15°09' |
Cancro |
|
Venere |
12°40' |
Leone |
Venere |
Casa 4 |
Casa 4 |
4°31' |
Leone |
|
Marte |
21°07' |
Leone |
Marte |
Casa 4 |
Casa 5 |
0°19' |
Vergine |
|
Giove |
5°13' |
Sagittario |
Giove |
Casa 7 |
Casa 6 |
11°14' |
Bilancia |
|
Saturno |
4°36' |
Capricorno |
Saturno |
Casa 8 |
Casa 7 |
5°28' |
Sagittario |
|
Urano |
27°37' |
Acquario |
Urano |
Casa 11 |
Casa 8 |
27°09' |
Sagittario |
|
Nettuno |
27°43' |
Sagittario |
Nettuno |
Casa 8 |
Casa 9 |
15°09' |
Capricorno |
|
Plutone |
15°44' |
Gemelli |
Plutone |
Casa 1 |
Casa 10 |
4°31' |
Acquario |
|
AS |
5°28' |
Gemelli |
AS |
Casa 11 |
Casa 11 |
0°19' |
Pesci |
|
MC |
4°31' |
Acquario |
MC |
Casa 1 |
Casa 12 |
11°14' |
Ariete |
Lista degli Aspetti
|
Saturno |
Congiunzione |
Nettuno |
+6°53' |
Venere |
Trigono |
Giove |
-7°27' |
|
Luna |
“ |
MC |
+7°34' |
Urano |
Sestile |
Nettuno |
-0°06' |
|
Venere |
“ |
Marte |
+8°26' |
Giove |
“ |
MC |
-0°41' |
|
Plutone |
“ |
AS |
+10°15 |
Venere |
“ |
Plutone |
-3°03' |
|
Giove |
Opposizione |
AS |
-0°14' |
Marte |
“ |
Plutone |
+5°23' |
|
Luna |
“ |
Venere |
-0°34' |
Sole |
Quinconce |
MC |
-0°22' |
|
Marte |
“ |
Urano |
-6°29' |
Saturno |
“ |
AS |
+0°51' |
|
Sole |
“ |
Urano |
-7°17' |
Luna |
Semi-Quadrato |
Nettuno |
-0°37' |
|
Venere |
“ |
MC |
-8°08' |
Venere |
Sesqui-Quadrato |
Nettuno |
+0°03' |
|
Luna |
“ |
Marte |
-9°01' |
Mercurio |
“ |
MC |
-0°46' |
|
Sole |
Quadrato |
Giove |
+0°19' |
Marte |
“ |
Saturno |
-1°30' |
|
Sole |
“ |
AS |
-0°34' |
Saturno |
Semi-Sestile |
MC |
-0°04' |
|
Mercurio |
“ |
Plutone |
+4°34' |
Giove |
“ |
Saturno |
-0°36' |
|
Mercurio |
“ |
Nettuno |
+7°25' |
Mercurio |
“ |
Marte |
-0°49' |
|
Giove |
“ |
Urano |
-7°36' |
|
|
|
|
|
Sole |
Trigono |
Saturno |
-0°17' |
|
|
|
|
|
Luna |
“ |
Plutone |
+3°38' |
|
|
|
|
|
Marte |
“ |
Nettuno |
+6°36' |
|
|
|
|
|
Luna |
“ |
AS |
-6°37' |
|
|
|
|
|
Sole |
“ |
Nettuno |
-7°10' |
|
|
|
|
|
Nel frattempo Riccardo I Cuor di Leone proseguiva la Terza Crociata dopo la
partenza di Filippo II Augusto: riprendendo i principali porti palestinesi,
fino a Jaffa, e ristabilì il regno latino di Gerusalemme, benché la città
stessa non riuscì a riconquistarla. Riccardo I Cuor di Leone negoziò
finalmente una tregua di cinque anni con Saladino e si imbarcò per tornare
in Inghilterra nel mese di ottobre del 1192. Le tempeste d'inverno lo
sorpresero nuovamente: e sbarcato a Corfù, fu catturato dal duca d'Austria
Leopoldo V il Virtuoso, che lo consegnò nelle mani dell'imperatore germanico
Enrico VI, il suo nemico. Per
la liberazione di Riccardo I Cuor di Leone, Enrico VI chiese un riscatto di
cento mila marchi di denaro, più cinquanta mila marchi per aiutarlo a
conquistare la Sicilia.
Filippo II Augusto approfittò della situazione per negoziare con Giovanni
Senza Terra, che sperava di non veder ritornare suo fratello maggiore
Riccardo I Cuor di Leone, in Inghilterra. Sperando di recuperare la corona
inglese grazie al sostegno di Filippo II Augusto, Giovanni Senza Terra rese
omaggio al re di Francia nel 1193. quindi, mentre Filippo II Augusto attaccò
i possessi dei Plantageneti, Giovanni Senza Terra cedette al re della Francia
la Normandia (eccetto Rouen), Vaudreuil, Verneuil e Evreux, con un accordo
scritto, nel gennaio 1194. Riccardo I Cuor di Leone fu finalmente liberato
il 2 febbraio 1194. sua madre, Eleonora
d’Aquitania, pagò i due terzi del riscatto chiesto, cioè cento mila
marchi di denaro, il saldo fu versato più tardi. La risposta di Riccardo I
Cuor di Leone fu immediata. Fece arretrare Filippo II Augusto che dovette
rinunciare all'essenziale delle sue recenti conquiste in un primo trattato
nel gennaio del 1196, quindi si ripresero i combattimenti, sempre a
vantaggio di Riccardo I Cuor di Leone che invase il Vexin (1197-1198). I due
re cercavano alleati, mentre il nuovo papa Innocenzo III, che desidera
organizzare una nuova crociata, li spinge a negoziare. La situazione si
regolò bruscamente: in occasione dell’assedio del castello di Chàlus (Limousin)
nel 1199, dove Riccardo I Cuor di Leone fu colpito da una freccia. Ferito
mortalmente spirò alcuni giorni più tardi, il 6 aprile, a quarantuno anni e
all’apice della sua gloria. La successione di Riccardo I Cuor di Leone non
fu semplice: di fronte a Giovanni Senza Terra vi fu il giovane Arthur di
Bretagna (diciannove anni), figlio di suo fratello maggiore Goffredo morto
nel 1186, che fu un serio pretendente.
Filippo II Augusto approfittò di questa rivalità e, come aveva preso
posizione per Giovanni Senza Terra contro Riccardo I Cuor di Leone, questa
volta prese posizione per Arthur di Bretagna contro Giovanni Senza Terra.
Filippo II Augusto ricevette l'omaggio di Arthur di Bretagna nella primavera
del 1199. questo gli permise di negoziare in posizione di forza con Giovanni
Senza Terra, ed il trattato di Goulet, nel maggio 1200, fu favorevole a
Filippo II Augusto. Il trattato fu sigillato dal matrimonio tra Luigi VIII
il Leone e Bianca di Castiglia.
Le ostilità non cessarono realmente, e si concentrarono ormai in Aquitania.
Filippo II Augusto si avvicinò dunque da un lato ad Arthur di Bretagna, e
convocò Giovanni Senza Terra, per fargli accettare le decisioni prese nel
trattato di Goulet, per le sue azioni in Aquitania e a Tours.
Filippo
II Augusto riceve dei messaggeri (Biblioteca Nazionale di Francia)
Filippo
II Augusto (Le città di Tours e Le Mans si arrendono - Biblioteca Nazionale
di Francia)
Filippo
II Augusto prende Tours
Filippo
II Augusto riceve le chiavi della città conquistata Giovanni Senza
Terra non si presentò naturalmente, e la corte di Francia pronunciò la
confisca dei suoi possedimenti. Il seguito si giocò sul terreno militare.
Filippo II Augusto partì fin dalla primavera del 1202 all'attacco della
Normandia mentre Arthur di Bretagna attaccò il Poitou. Ma il giovane conte
Arthur di Bretagna fu sorpreso da Giovanni Senza Terra in occasione
dell’assedio di Mirebeau, che Lo fece prigioniero con le sue truppe. Arthur
di Bretagna scomparve nei mesi che seguirono, probabilmente assassinato
all’inizio del 1203. Filippo II Augusto si garantì allora il sostegno dei
vassalli di Arthur di Bretagna e riprese la sua azione in Normandia nella
primavera del 1203. Conquistati i castelli normanni, prese Vaudreuil, ed
iniziò l’assedio del castello Gaillard nel settembre 1203. da parte sua,
Giovanni Senza Terra fece l'errore di lasciare la Normandia per rientrare in
Inghilterra, nel dicembre del 1203. Il castello Gaillard cadde il 6 marzo
1204.
Filippo II Augusto poté allora invadere tutta la Normandia: Falaise, Caen,
Bayeux, quindi Rouen che capitolò il 24 giugno 1204 constatando che l'aiuto
di Giovanni Senza Terra non arrivava. Verneuil ed Arques caddero
immediatamente dopo e completarono il successo di Filippo II Augusto, che
prese tutta la Normandia in due anni di campagna. Filippo II Augusto si girò
allora verso la valle della Loira, prendendo inizialmente Poitiers
nell'agosto del 1204, quindi Loches e Chinon nel 1205.
Filippo
II Augusto attraversa la Loira Filippo II Augusto e
Giovanni Senza Terra decisero finalmente una tregua a Thouars, a partire dal
13 ottobre 1206. Per Filippo II Augusto, occorreva stabilizzare queste
conquiste molto rapidamente. Tutto il periodo che si dispiega dal 1206 a
1212 vede Filippo II Augusto cercare di consolidare le sue conquiste
territoriali. La sovranità dei Capetingi fu accettata in Champagne, in
Bretagna, in Auvergne, ma la contea di Boulogne e le Fiandre ponevano dei
problemi. Renaud di Dammartin, conte di Boulogne, fu una prima fonte di
preoccupazione. Nonostante le attenzioni di Filippo II Augusto, che fece
sposare in particolare nel 1210 suo figlio Filippo Hurepel a Matilde, figlia
di Renaud di Dammartin, quest'ultimo negoziò con il campo ostile, ed i
sospetti di Filippo II Augusto presero corpo quando il conte Renaud di
Dammartin prese a rinforzare Mortain, in Normandia occidentale.
Nel 1211, Filippo II Augusto passò all'offensiva, prese Mortain, Aumale e
Dammartin. Renaud di Dammartin si rifuggiò presso il conte di Bar-le-Duc e
non costituì più un pericolo immediato. Nelle Fiandre si aprì un periodo
d'incertezza: Baldovino, conte delle Fiandre e di Hainaut, prese parte alla
Quarta Crociata a partire dall'estate del
1202, partecipando alla presa di Costantinopoli e fu eletto imperatore del
nuovo Impero Latino d’Oriente fondato nel maggio 1204. ma fu fatto
prigioniero dai bulgari nel 1205 ed ucciso poco dopo. Filippo, fratello di
Baldovino e conte di Namur, che garantiva la reggenza nelle Fiandre, giurò
finalmente fedeltà a Filippo II Augusto, contro il parere dei suoi
consiglieri. Filippo II Augusto, per stabilizzare la contea, sposò la sola
ereditiera di Baldovino, la sua figlia Giovanna di Costantinopoli, a Ferrand
nelle Fiandre, nel 1211. Filippo II Augusto pensò così di poter contare sul
suo vassallaggio. Infine, gli affari germanici costituirono un’altra sfida
principale. Dopo la morte dell'imperatore Enrico VI nel 1197, un nuovo
imperatore doveva infatti essere designato dal papa Innocenzo III. Due
candidati si dichiararono: da un lato, Ottone di Brunswick, sostenuto da suo
zio Giovanni Senza Terra e favorito dal papa Innocenzo III e, dall'altro,
Filippo di Svevia, fratello di Enrico VI, sostenuto da Filippo II Augusto e
incoronato re dei Romani nel 1205. Filippo di Svevia tuttavia fu assassinato
nel giugno del 1208: ormai senza competizione, Ottone di Brunswick venne
incoronato imperatore nell'ottobre del 1209. Innocenzo III si rammaricò
molto presto della sua scelta poiché il nuovo imperatore espresse assai
presto le sue ambizioni sui territori italiani. Ottone di Brunswick fu
scomunicato nel 1210, e Filippo II Augusto negoziò con
Federico II Hohenstaufen,
figlio di Enrico VI, incoronato re dei Romani a Magonza nel 1212 da parte di
Siegfried II von Eppstein, vescovo di Magonza, un alleato che Filippo II
Augusto sperava bene di opporre all'ambizione di Ottone di Brunswick.Il
successo incredibile di Filippo II Augusto indusse presto i suoi avversari
ad allearsi. L'alleanza si formò nel 1212: formata naturalmente da Giovanni
Senza Terra ed Ottone di Brunswick. Renaud di Dammartin fu il vero artefice
della coalizione: che non aveva più nulla da perdere e si recò a Francoforte
per trovare l'appoggio di Ottone di Brunswick, quindi in Inghilterra dove
rese omaggio a Giovanni Senza Terra, che lo ristabilì ufficialmente nei suoi
possedimenti inglesi. Le ostilità tra Filippo II Augusto e Giovanni
Senza Terra ripresero immediatamente. In questo stesso periodo storico
iniziarono le prime operazioni della crociata contro gli Albigesi (Catari),
condotta da baroni, schierati da una parte con il conte di Toulouse e
dall’altra dai crociati. Filippo II Augusto rimandò la questione a più tardi
e si concentrò sul pericolo inglese. Riunì i suoi baroni a Soissons l'8
aprile 1213, e incaricò suo figlio Luigi VIII il Leone di condurre la
spedizione contro l'Inghilterra ottenendo il sostegno di tutti i suoi
vassalli, eccetto uno: Ferrand, il conte delle Fiandre che egli stesso aveva
installò due anni prima. Filippo II Augusto cercò allora nuovi alleati, in
particolare presso Enrico di Brabant. Dopo un periodo d'esitazione, il papa
Innocenzo III scelse invece di sostenere Giovanni Senza Terra, un sostegno
morale ma non trascurabile. I preparativi del conflitto si prolungavano: il
progetto iniziale di Filippo II Augusto, che desidera invadere
l'Inghilterra, prendeva letteralmente l'acqua quando la sua flotta fu
assalita dalla coalizione ostile a Damme, nel maggio 1213. Nei mesi seguenti
Filippo II Augusto e Luigi VIII il Leone andarono contro le contee di
Boulogne e delle Fiandre. Le città del nord furono quasi tutte devastate.
Nel febbraio 1214, Giovanni Senza Terra sbarcò infine sul continente, a
Rochelle, sperando di prendere Filippo II Augusto di sorpresa. Una strategia
che inizialmente funzionò, poiché Giovanni Senza Terra guadagnò alleati fra i
baroni del Limousin e nel Poitou. Nel maggio 1214, risali fino alla valle
della Loira e prese Angers. Filippo II Augusto, sempre impegnato nelle
Fiandre, affidò allora a Luigi VIII il Leone l’opposizione contro Giovanni
Senza Terra. Il giovane principe si recò immediatamente verso la fortezza di
Roche-aux-Moines. Al suo avvicinarsi, Giovanni Senza Terra fu preso dal
panico: il sostegno dei baroni esitò, mentre si annunciava che Luigi VIII il
Leone era accompagnato da 800 cavalieri. Giovanni Senza Terra fuggì il 2
luglio, la rovina inglese fu totale. Ma la coalizione non aveva ancora
perso: la battaglia decisiva si decise a nord. Il confronto finale tra gli
eserciti di Filippo II Augusto e la coalizione, condotta da Ottone di
Brunswick, era ormai inevitabile, dopo molte settimane d'approccio e di
occasioni evitate. La domenica del 27 luglio 1214, l'esercito di Filippo II
Augusto, che inseguiva l’esercito della coalizione, arrivò a Bouvines per
attraversare il ponte sulla Marque. La domenica, il divieto di combattere
era assoluto per i cristiani, ma Ottone di Brunswick decise di passare
all'offensiva, sperando di sorprendere Filippo II Augusto mentre attraversa
il ponte. L'esercito di Filippo II Augusto fu sorpreso dalla parte
posteriore della sua armata, ma quest'ultimo organizzò rapidamente la
risposta prima che le truppe si scontrassero sul ponte. Le sue truppe si
girano rapidamente contro la coalizione. L'ala destra francese si impegnò
contro i cavalieri fiamminghi, condotti da Ferrand. Quindi, al centro,
Filippo II Augusto ed Ottone di Brunswick si trovarono faccia a faccia.
Nell’attacco della cavalleria, Filippo II Augusto fu disarcionato, cadde da
cavallo, ma i suoi cavalieri lo protessero, e gli offrirono un cavallo
fresco, ed il re riprese l'attacco, fino a spingere Ottone di Brunswick a
battere in ritirata.
Infine, sull'ala sinistra, gli alleati di Filippo II Augusto catturarono
Renaud di Dammartin, dopo una lunga resistenza. La sorte fu benigna a favore
di Filippo II Augusto, nonostante l'inferiorità numerica delle sue truppe
(1300 cavalieri, 4000 - 6000 sergenti a piedi, contro 1300 - 1500 cavalieri,
e 7500 sergenti a piedi per la coalizione). La vittoria fu totale:
l'imperatore Ottone di Brunswick fuggì, gli uomini di Filippo II Augusto
fecero 130 prigionieri, di cui cinque conti, in particolare Renaud di
Dammartin, ed il conte delle Fiandre, Ferrand.
Filippo
II Augusto nella battaglia di Bouvines


Filippo
II Augusto contro Giovanni Senza Terra (Cartolina postale)
Filippo
II Augusto nella battaglia di Bouvines (Illustrazione di Horace Vernet)
Filippo
II Augusto nella battaglia di Bouvines (Biblioteca Nazionale di Francia)
Filippo
II Augusto nella battaglia di Bouvines (Dipartimento manoscritti BNF -
Parigi)
Filippo
II Augusto nella battaglia di Bouvines (Vetrata chiesa Saint Pierre -
Bouvines - Lille - Francia)
Filippo
II Augusto nella battaglia di Bouvines (Soldati caduti - Biblioteca
Nazionale di Francia)
Filippo
II Augusto con i prigionieri Fernando re del Portogallo e Renaud conte di
Boulogne dopo la battaglia di Bouvines (Biblioteca
Nazionale di Francia)
Schieramento degli
eserciti

Filippo
II Augusto (Sergente della sua armata)
Filippo
II Augusto (Sergente della sua armata in battaglia)
La coalizione si sciolse dopo la sconfitta. Il 18 settembre 1214, a Chinon,
Filippo II Augusto firmò un trattato di cinque anni con Giovanni Senza Terra,
che continuò ad incalzare le sue posizioni al sud. Il re inglese tornò in
Inghilterra nel 1214. con questo trattato di Chinon, Giovanni Senza Terra
abbandonò tutti i suoi possessi al nord della Loira: Berry e Touraine, con
il Maine ed Angiò che tornarono a Filippo II Augusto, ricoprendo ormai il
terzo della Francia. La vittoria fu totale sul continente, e le ambizioni
reali non si fermarono là. Infatti, Filippo II Augusto desiderò andare più
lontano contro Giovanni Senza Terra re d'Inghilterra.
La crociata contro gli Albigesi (Catari)
Iniziata nel 1208, la crociata contro gli eretici albigesi (Catari) iniziò
tra il confronto tra Simon IV de Montfort, che conduceva la crociata
composta da baroni del nord, e Raimondo VI, conte di Toulouse, che sosteneva
segretamente gli albigesi. D'altra parte, Pietro II d’Aragona aveva delle
mire sulla regione ed incoraggiò il campo di Raimondo VI, conte di Toulouse
prima di essere ucciso da Simon de Montfort a Muret, nel 1213. Dopo la
battaglia di Roche-aux-Moines, Luigi VIII il Leone partì una prima volta per
il sud nell'aprile del 1215, ed aiutò Simon de Montfort a consolidare le sue
posizioni. Quest'ultimo diventò finalmente conte di Toulouse, con l'accordo
del papa Onorio III e di Filippo II Augusto,
a cui fece omaggio. Ma la città di Toulouse resistette, il suo assedio durò
a lungo, e Simon de Montfort morì nell'aprile del 1218. Il papa Onorio III
designò suo figlio Amaury de Montfort come successore ed ingiunse a Filippo
II Augusto di inviare una nuova spedizione. Luigi VIII il Leone partì nel
maggio del 1219, raggiunse Amaury de Montfort nell’assedio di Marmande, i
cui abitanti furono massacrati. Dopo quaranta giorni di ostilità, Luigi VIII
il Leone rientrò senza aver potuto prendere Toulouse.Una nuova spedizione fu
inviata da Filippo II Augusto nel 1221, sotto gli ordini del vescovo di
Bourges e del conte della Marche, senza un vero successo. Occorre
sottolineare la portata abbastanza debole di queste varie spedizioni. Il
desiderio di Filippo II Augusto di sottomettere il sud e porre fine
all’eresia dei Catari sembrò discutibile. Occorrerà attendere il regno dei
suoi successori per vedere risolto il problema cataro.
Dopo Bouvines, le operazioni militari si svolsero in Inghilterra o nel sud
della Francia. Il resto della Francia, ed in misura maggiore in tutto il
nord della Loira, restò in pace, secondo i termini del trattato concluso a
Chinon nel 1215, originariamente per cinque anni, e prolungato nel 1220 con
la garanzia di Luigi VIII il Leone, fatto, questo, che segnò l'inizio della
transizione a favore di Filippo II Augusto suo figlio ed erede. Se le
conquiste con le armi cessarono, Filippo II Augusto estese tuttavia la sua
influenza approfittando dei casi di successioni problematiche. Fu il caso
soprattutto quando Filippo II Augusto recuperò alcune terre come Issoudun,
Bully, Alencon, Clermont-en-Beauvaisis, come pure Ponthieu. Mentre si
trovava a Pacy, Filippo II Augusto decise di assistere alla riunione
ecclesiastica organizzata a Parigi per la preparazione della nuova crociata,
contro il parere dei suoi medici. Non sopravvisse alla stanchezza del
viaggio e morì il 14 luglio 1223, a Mantes-la-Jolie. Il suo corpo fu portato
a Parigi, ed i suoi funerali furono rapidamente organizzati, a Saint-Denis,
in presenza dei grandi del regno. Per la prima volta, il re della Francia
venne sepolto rivestito di tutti i suoi gioielli regali, in un rito solenne
ispirato da quello usato verso il re d’Inghilterra.
Alla sua morte, Filippo II Augusto lasciò a suo figlio e successore Luigi
VIII il Leone un territorio considerevolmente aumentato. Occorrerà attendere
la guerra dei cento anni per assistere ad un arretramento importante dei
possessi reali francesi. Una volta conquistati questi territori, con
vittorie militari e diplomatiche, andavano difesi da eventuali attacchi
nemici. Quest'obiettivo fu raggiunto, inizialmente, da una nuova politica di
fortificazioni e di castelli: Filippo II Augusto fa elaborare il loro
inventario e fa costruire a sue spese molti "donjon" in pietra che
Filippo II Augusto volle poligonali o cilindrici, per una migliore
resistenza alle macchine d’assedio, e per evitare gli angoli morti alla
difesa. Numerosi donjon vennero così costruiti. Verso la fine del regno,
furono costruiti donjon quadrangolari con angoli rotondi ad ogni lato. Ciò
non è tutto. La stabilizzazione delle conquiste passò anche per nuovi modi
di amministrare il territorio. Per sfuggire alla spirale del frazionamento,
conseguenza del sistema feudale, Filippo II Augusto intraprese molto presto
di organizzare una nuova struttura amministrativa che gli permise di
esercitare direttamente il suo potere sul territorio. Filippo II Augusto
organizzò in realtà questo sistema in occasione della sua partenza per la
crociata, con un'ordinanza del 1190, per regolare le questioni
d'organizzazione del potere nel periodo della sua assenza.
Filippo II Augusto diede di conseguenza potere ai balivi, una vecchia
creazione d'origine anglo-normanna il cui ruolo, nei territori francesi, non
era finora chiaramente definito. Filippo II Augusto si ispirò in particolare
alle riforme amministrative di Enrico II d'Inghilterra, fatte nel 1176. Le
Fiandre si dotarono del resto di un corpo simile nello stesso momento.
Questa riforma si completò intorno al 1200, quando la denominazione di
balivi diventò di uso corrente, se non ufficiale, negli atti reali. Nominati
dal re, furono una dozzina che percorrevano i territori in base alle
necessità, per rendere giustizia, ma anche per tenere la contabilità del
regno, un settore che conobbe progressi decisivi nella seconda metà del
regno.
A differenza del sistema feudale, i balivi non avevano un legame geografico
preciso (ciò evolse dopo Filippo Ii Augusto). La loro attività non fu dunque
legata al possesso di terre, non esercitarono il potere in proprio, ma
rappresentavano il re. D'altra parte, furono remunerati direttamente dal re,
e sottoposti ad un controllo molto importante, con obbligo di rendere i
conti tre volte l'anno. John Baldwin rilevò che il livello del salario dei
balivi era di 10 soldi ed una sterlina, cioè più, ad esempio, che i
cavalieri mercenari (10 soldi).
Un indice, questo dell'importanza del loro statuto, e del prezzo della loro
fedeltà... I balivi furono assistiti dai prefetti, altra vecchia istituzione
di un ruolo non ancora ben definito. Questi invece furono collegati ad una
zona precisa, dove giudicavano gli affari correnti (mentre i balivi
giudicano soprattutto in appello) ed elaboravano i conti locali. In alcune
regioni conquistate durante il regno (Angiò, Maine, Touraine, Poitou,
Saintonge), Filippo II Augusto affidò le funzioni amministrative ai
siniscalchi. Questo titolo prima ereditario diventò del resto non
trasmissibile a partire dal 1191. a differenza del balivo, il siniscalco fu
un barone locale: il rischio di vedere quest'ultimo assumere un'importanza
locale considerevole, o pericolosa per il re, esistette dunque nel sistema
feudale. È per questo motivo che la figura del siniscalco fu spesso
eliminata (in particolare in Normandia, fin dalla sua annessione), per
essere sostituita da quella del balivo. Grazie alla sua grande vittoria di
Bouvines, Filippo II Augusto portò al suo regno un importante entusiasmo
popolare. In questo contesto, l'ideologia reale progredì. Ma occorrerà
tuttavia attendere Luigi IX il Santo
per vedere il titolo ufficiale di “rex Francorum” (re dei franchi)
diventare re di Francia. Sotto Filippo II Augusto, il re continuò ad
intitolarsi “rex Francorum”, sugli atti e sul sigillo. Altri
progressi ideologici furono più ovvi. Alcuni simboli, come i funerali
solenni, o l'impiego del fiore di lys come simbolo reale (iniziato sotto
Luigi VII il Giovane), ad esempio sul sigillo reale, sono da notare.
Soprattutto, la fine del regno vede iniziare un vero tentativo di propaganda
reale, attraverso le cronache ufficiali.
Già, a partire dal 1186, Rigord, monaco di Saint-Denis redisse una cronaca
in latino, nella tradizione di Suger, che offrì a Filippo II Augusto nel
1196.
Queste “Gesta di Filippo II Augusto” furono in seguito completate
fino al 1208.
Questa cronaca non fu un atto ufficiale del re, ma non ci fu neanche una
cronaca non-ufficiale alla gloria di Filippo II Augusto, ad eccezione di
alcune critiche riguardanti il suo matrimonio. È del resto Rigord che, fu il
primo, a dare a Filippo II Augusto il soprannome di “Augustus”, in
riferimento al mese della sua nascita ed alle sue prime conquiste che lo
innalzarono, per Rigord, ad eguagliare gl’imperatori romani. Filippo II
Augusto affidò in seguito ad un nuovo cronista il compito di continuare a
scrivere la cronaca di Rigord togliendo alcuni passi critici nei suoi
confronti. Guglielmo il Bretone, giovane di studio e parente di Filippo II
Augusto, fu incaricato di questo compito. Guglielmo il Bretone si vide in
seguito affidare la redazione di un vero monumento alla gloria del re, a
partire dal 1214: una cronaca in versi, “Philippide”, nello stile
della poesia epica, allora molto popolare (in particolare “Alexandreis”
di Gautier de Chàtillon, epopea alla gloria di Alessandro).
Molte versioni del “Philippide” si susseguirono, essendo l'ultima
completata nel 1224, un anno dopo la morte del re. In quest’ultima versione,
Filippo II Augusto ormai venne rappresentato come un eroe, il vincitore di
Bouvines venne celebrato in tutta la sua maestà. La cronaca di Rigord e la
sua continuazione ad opera di Guglielmo il Bretone fu in seguito tradotta
dal revisore per le grandi cronache della Francia. E fu in questa forma,
piuttosto che in quella del “Philippide”, che l'immagine di Filippo
II Augusto passò ai posteri. Infine, si può anche notare il contributo di
Gilles di Parigi che, nel suo “Karolinus”, poesia alla gloria di
Carlomagno scritta per essere presentata a Luigi IX il Santo, che fa
discendere Filippo II Augusto e Luigi IX il Santo da Carlomagno, che collega
dunque in loro la dinastia carolingia e la dinastia capetingia, e che fa di
lui il primo vero rappresentante di una genia reale, alla base dell'idea di
trasmissione della sovranità con il sangue che conobbe dopo Filippo II
Augusto un aumento importante. Il regno di Filippo II Augusto fu un periodo
di miglioramento per Parigi. Se la corte era ancora ambulante, Parigi
acquisì tuttavia uno statuto particolare di cui i diversi lavori compiuti
nel periodo testimoniano. Un grande passo venne effettuato sotto Filippo II
Augusto nell'invenzione della capitale.
Nel 1180: Filippo II Augusto trasferì il mercato dei “Champeaux”
(situato nei sobborghi del nord della città, vicino a Saint-Lazare) al
centro di Parigi, nella posizione anche dei futuri mercati. Due edifici
coperti furono elevati per risanare il nuovo mercato nel 1183. molto
interessato dallo sviluppo di questo mercato centrale, Filippo II Augusto
stesso regolamentò sul commercio delle derrate essenziali (carne, pane e
vino).
Nel 1186: Filippo II Augusto fece lastricare le vie principali di Parigi.
Nel 1187: il cimitero dei Santi-Innocenti fu risanato, svuotato, livellato e
fornito di una parete di recinto.
Nel 1190: prima di partire per la crociata, Filippo II Augusto fece iniziare
la costruzione di una parete di recinto sulla riva destra.
Nel 1194: dopo la perdita degli archivi reali in occasione della battaglia
di Fréteval ed il recupero di questi da parte di Riccardo I Cuor di Leone,
Filippo II Augusto li fece rifare e, a partire da questa data, una copia di
questi archivi restò in modo permanente a Parigi.
Nel 1200: Filippo II Augusto fece redigere una carta reale che creò
l'università di Parigi, uno statuto che permetteva agli insegnanti e ai
scolari parigini di disporre di una libertà e di una sicurezza importante;
ormai, questi dipendevano in particolare dalla giurisdizione ecclesiastica.
Questi privilegi permisero un rapido aumento delle scuole parigine.
Nel 1202: Filippo II Augusto fece completare il Louvre, dalla parte
dell’entrata occidentale della città di Parigi.
Nel 1209-1210: Filippo II Augusto fece fare dei lavori sul piccolo
castelletto, sulla riva sinistra (nuovi camini, porte, aggiunta di una
prigione di tre piani).
Nel 1209-1212: Filippo II Augusto fece costruire un recinto dalla parte
sinistra della riva di Parigi. Filippo II Augusto non si dedicò solo
all’espansione di Parigi.
Filippo II Augusto (Sigillo)

È anche sotto il suo regno che furono creati l‘ospizio di Santa-Caterina
(1185) e l'ospedale della Trinità (1202). I lavori della cattedrale di
Notre-Dame-de-Paris, iniziati nel 1163, progredirono anche a buon ritmo.
L'espansione di Parigi fu confermata dalle stime demografiche, che ritennero
che la popolazione parigina passò in alcuni anni da 25.000 abitanti a 50.000
verso il 1200, cosa che ne fece la più grande città d'Europa.
Filippo II Augusto: i discendenti
Con Isabella di Hainaut, contessa di Artois (1170-1190, matrimonio nel
1180), figlia di Baldovino V di Hainaut:
Luigi VIII il Leone.
Con Ingeburge di Danimarca (1176-1238, matrimonio nel 1193), figlia di
Valdemaro I, re di Danimarca (1157-1182), Canuto VI, re di Danimarca
(1182-1202). Ripudiata nel 1193, ristabilita ufficialmente nel 1200 (nei
fatti, non trovò mai il suo posto coniugale).
Non ebbe bambini.
Con Agnese di Merania (v.1176-1201, matrimonio nel 1196), figlia di Bertoldo
IV di Merania, generò tre bambini naturali, i cui due superstiti tuttavia
furono riconosciuti eredi legittimi di Filippo II Augusto dal papa Innocenzo
III:
Maria (1198-1224), che sposò nel 1206 Filippo I, conte di Namur (1175-1212).
Risposò nel 1213 Enrico I, duca di Brabant (v.1165-1235),
Giovanni-Tristano (morto nel 1200).
Filippo Hurepel (1201-1234), conte di Clermont e di Boulogne, che sposò nel
1216 Matilde di Dammartin (v.1202-1259).
Con "una certa signora di Arras"
Pietro Charlot (1205-1249), vescovo di Tours (o di Noyon?).
Filippo II Augusto
(Statua)
Filippo II Augusto
(Statua)
Filippo II Augusto
(Statua - Versailles - Francia)
Stemma di Filippo II
Filippo II Augusto fu inumato nella basilica di Saint-Denis nei pressi di
Parigi. Nel 1306, in occasione della riorganizzazione della necropoli da
parte di Filippo IV il Bello, la
sua tomba fu messa al centro, con quella di suo figlio Luigi VIII il Leone,
per simbolizzare l'unione della stirpe merovingia (a destra) e capetingia (a
sinistra), secondo l'idea emessa all'origine da Gilles di Parigi. Come tutte
le tombe della necropoli, quella di Filippo II Augusto fu violata dai
rivoluzionari nel 1793. Più generalmente, la figura di Filippo II Augusto,
come celebrata dai cronisti del tempo, fu soprattutto occultata dalla
concorrenza di Luigi IX il Santo, che diventò, per molto tempo, il modello
reale per eccellenza fin dalla fine dello XIII secolo. Filippo II Augusto
resta tuttavia nella mitologia nazionale francese soprattutto per la
vittoria riportata a Bouvines, grazie alle grandi cronache della Francia, e
più tardi, ai manuali scolastici della III Repubblica. La chiesa di San
Pietro di Bouvines, costruita nel 1882, fu del resto fornita tra il 1887 ed
il 1906, di ventuno vetrate che illustravano lo svolgimento della battaglia
di Bouvines. Le altre tracce del regno di Filippo II Augusto sono
gradualmente scomparse.
ALBERO GENEALOGICO
|
Filippo II
“Augusto”, Re di Francia
n. 22 Ago. 1165
d. 14 Lug. 1223 |
Luigi VII “il
Giovane”, Re di Francia
n. 1120
d. 18 Set. 1180 |
Luigi VI “il
Grosso”, Re di Francia
n. 1 Dic. 1081
d. 1 Ago. 1137 |
|
Adelaide di
Savoia
n. 1092
d. 18 Nov. 1154 |
|
Alis di Champagne
n. c. 1140
d. 24 Giu. 1206 |
Teodobaldo (Theobald)
II “il Grande”, Conte di Champagne
n. 1093
d. 8 Ott. 1152 |
|
Matilda von Spanheim
n. c 1110
d. 13 Dic. |
|