MATILDE DI CANOSSA

(Mantova, 1046 - Bondeno di Roncore (Reggiolo), 24 luglio 1115)

 
                                                                                                               
 

 
Nata a Mantova, 1046 - Morta a Bondeno di Roncore (Reggiolo), 24 luglio 1115.

Stemma di Reggiolo

Matilde di Canossa

Matilde di Canossa (Illustrazione di Parmigianino)

Matilde di Canossa (Codice del XIV secolo)

Matilde di Canossa (Musei Vaticani - Città del Vaticano)

Matilde di Canossa (Musei Vaticani - Città del Vaticano)

Matilde di Canossa (Musei Vaticani - Città del Vaticano)

Matilde di Canossa (Scene della sua vita - Musei Vaticani - Città del Vaticano)

Matilde di Canossa (Affresco)

Matilde di Canossa (Affresco - Pieve di Guastalla - Italia)

Matilde di Canossa (Scritta - Mosaico)

Matilde di Canossa con Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero e l'abate Ugo di Cluny

Matilde di Canossa (Statua)

Riunì dalla nascita i titoli di Contessa, Duchessa, Marchesa ed in seguito fu Regina d'Italia dal 1111, quando fu incoronata presso il castello di Bianello (Reggio Emilia) dall'imperatore Enrico V.

Castello di Bianello

La Gran Contessa di stirpe Longobarda fu figlia di Beatrice di Lotaringia e di Bonifacio di Canossa; fu nipote Enrico III Imperatore del Sacro Romano Impero (Re d'italia) pronipote del Papa Leone IX, cugina di Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero e nipote del Papa Stefano IX; nel 1076 entrò in possesso di un vasto territorio che comprendeva la Lombardia, l'Emilia-Romagna e la Toscana, e che aveva il suo centro a Canossa, nell'Appennino reggiano.

Sacro Romano Impero (Stemma)

Bandiera

Matilde di Canossa (Le sue terre) Matilde di Canossa (Le sue terre)

Canossa (Antica illustrazione)

Canossa (Stemma)

Castello di Canossa

Castello di Canossa (Interno) Castello di Canossa (Interno)

Veduta dal castello di Canossa

Castello di Canossa (Francobollo)

Donna di primo piano assoluto per quanto all'epoca le donne, anche nobili, fossero considerate di rango inferiore, arrivò a dominare tutti i territori italici a nord dei possedimenti di Roma. Matilde di Canossa ottenne in dote la signoria ed il titolo di Contessa di Canossa, Reggio, Modena, Mantova, Brescia e Ferrara, Marchesa di Toscana e la signoria su vasti territori dell'odierna Lombardia, Emilia-Romagna e sulle terre che includevano il marchesato di Toscana, poi in seguito acquisì la signoria sul Ducato di Spoleto, su signorie e castelli ereditati dalla madre nell'odierno Belgio, Lussemburgo, Francia, Germania e su molti altri territori del patrigno Goffredo il Barbuto.

Stemma di Reggio

Stemma di Modena

Mantova (Stemma)

Bandiera di Mantova Gonfalone di Mantova

Brescia (Cartina) Brescia - Cartina (Illustrazione di Pierre Mortier) Brescia e Milano - Cartina (Antica illustrazione)

Brescia (Stemma)

Brescia (Bandiera)

Stemma di Ferrara

Spoleto (Stemma)

Stemma del Belgio Bandiera del Belgio

Stemma del Lussemburgo Bandiera del Lussemburgo

La sua famiglia che traeva il suo potere da Canossa, era di stirpe Longobarda. La madre, Beatrice, apparteneva alla famiglia più illustre dell'impero, figlia di Federico duca della Lotaringia e di Matilde figlia di Ermanno duca di Svevia e di Gerberga, discendente dei Re di Borgogna.

Svevia (Stemma)

Borgogna (Stemma)

Borgogna - Stemma (Francobollo)

Borgogna (Bandiera)

Il padre Bonifacio, fu l'ultimo discendente della potente famiglia Canossiana, erede diretto dell'avo Adalberto Atto (o Attone), il capostipite della famiglia degli Attoni (o Attonidi). Il Casato dei Canossa basava i suoi poteri non su concessioni, politiche o Imperiali, di territori e castelli, ma dai diritti conquistati e dalle consistenti proprietà Allodiali, cioè private, della famiglia. Avevano ampliato i propri beni principalmente attraverso l'acquisto di terre o alla permuta di beni (ad esempio un castello in cambio di un villaggio) cercando di cedere beni sparsi in favore della creazione di un nucleo di proprietà di notevole entità, ma anche all'oculata gestione dei matrimoni: i Canossa indirizzavano i propri membri giovani a matrimoni con discendenti di famiglie poste su un gradino sociale sempre superiore (come ad esempio tra Adalberto Atto ed Ildegarda). Oltretutto i Canossiani erano completamente inseriti nel sistema che procurava cariche ecclesiastiche in cambio di denaro (esistevano vere e proprie tariffe che richiedevano investimenti di alte cifre) ed essere alla direzione di una diocesi, essere a capo di una canonica, di un monastero o di una pieve era fonte di notevoli guadagni e ricchezze.

Matilde di Canossa (Documento)

I Canossa erano anche esperti gestori di proprietà altrui, spesso signori o ecclesiastici lontani demandavano la gestione di castelli e cittadine che spesso non tornavano mai in possesso dei proprietari ma continuavano a far parte del patrimonio dei Canossa. Alcuni contratti stipulati da Bonifacio prevedevano la “precaria” cioè un'occupazione di 3 generazioni in cambio di altri beni ma in seguito bastava che l'occupante non ricambiasse la parola data tenendosi il feudo. Vi erano in fine le vere e proprie espropriazioni violente dei beni desiderati: Bonifacio non si fece scrupolo più volte di prendere con le armi le proprietà delle chiese locali. Nel volgere di qualche generazione i Canossa, castello dopo castello, possedevano nei loro beni privati di famiglia tutto il nord Italia. Bonifacio iniziò la sua carriera di condottiero con una imponente battaglia campale nel 1021 per la successione al potere e per tutta la sua vita fu definito uomo d'armi forte come un leone spesso al fianco o in aiuto di Corrado II Imperatore del Sacro Romano Impero in tutta Europa. Sulla sua nascita e l'infanzia le fonti medioevali ricostruiscono un tracciato in base a quanto avvenne nella sua famiglia in quegli anni. Sulla data di nascita gli storici sono abbastanza concordi a fissarla nel 1046, anche perché Donizone affermava che nella data della sua morte Matilde di Canossa avesse 69 anni, ma senza con ciò poter determinare il mese o il giorno. Molto contrastato fu il dibattito sul luogo della sua nascita; le ipotesi più accreditate dagli studiosi dell'epoca furono Lucca (per Francesco Maria Fiorentini, erudito del '600), Canossa (per il benedettino Camillo Affarosi e per il Ferretti), Ferrara (per il Bacchini), Mantova (per il Donesmondi, l'Agnelli Maffei e il Volta), San Miniato (per Lorenzo Bonincontri, erudito del '400).

Lucca (Stemma)

Bandiera di Lucca

Gonfalone di Lucca

Stemma di San Miniato

Venne reputata plausibile dai più Mantova in quanto Marengo (vicinissima a Mantova) era stata la sede della corte dei Canossiani nell'anno di nascita di Matilde di Canossa. La scelta del nome fu della madre Beatrice che rinnovava il nome della propria madre, la figlia del Duca di Svevia Ermanno II, come aveva fatto col primo figlio chiamandolo Federico come suo padre Duca della Lotaringia. La madre Beatrice infatti era di stirpe regia e manifestò con questa scelta la propria preminenza col potente marito Bonifacio. L'infanzia di Matilde di Canossa fu sorvolata dalle cronache dell'epoca che preferirono dare l'attenzione ai maschi, in questo caso al fratello maggiore Federico, ed oltretutto Matilde di Canossa aveva anche un'altra sorella più grande di lei, Beatrice. Le fonti negarono uno stretto rapporto con i genitori che si dedicarono al figlio maschio destinato alla successione. Matilde di Canossa trascorse la sua gioventù tra i freddi laghi ed i nevosi boschi padani, ed a differenza delle nobildonne del suo tempo, trascorreva molto tempo per dedicarsi alla cultura ed alla educazione: fin da piccola "conosceva la lingua dei Teutoni e sa anche parlare la garrula lingua dei Franchi" (scriveva Donizone). La sua lingua madre fu il Longobardo e fu educata ai buoni costumi ed a modi modesti dagli ecclesiastici Mantovani che l’avevano presa a benvolere dopo che a soli 6 anni il padre morì di morte violenta, specialmente Giovanni da Mantova gli insegnò il “trivio” (grammatica, retorica e dialettica) e “quadrivio” (aritmetica, geometria, musica, astronomia) che lasciò un'impronta in tutta la sua esistenza nella passione per i libri, l'arte, la liturgia e la musica. La madre rimasta vedova con 3 figli piccoli ebbe difficoltà a reggere il ruolo di Bonifacio e perciò si appoggiò ai pontefici, anche perché i Papi erano eccelsiastici cortigiani dei Canossa o parenti come ad es. il Papa Leone IX che era suo pro-zio da parte della madre Beatrice. Nel 1053 Matilde di Canossa ed i suoi fratelli ottennero un privilegio di protezione personale da parte di Enrico III Imperatore del Sacro Romano Impero ma in quello stesso anno morirono i due fratelli di Matilde di Canossa morti per mezzo di un maleficio (probabilmente un avvelenamento involontario). Alla morte del Papa Leone IX, parente di entrambi i genitori di Matilde di Canossa, venne eletto papa Vittore II dal potere imperiale. Visto il crescente potere delle due Canossiane e l'assenza del loro alleato Leone IX, Enrico III Imperatore del Sacro Romano Impero prese in ostaggio Matilde di Canossa (di soli 10 anni) e sua madre e le portò in Germania, ma dopo un anno morì e Matilde di Canossa ritornò a Canossa.

Germanici (Re e Regina) Germanici (Re in battaglia)

Germanici (Cavalieri)

Germanici (Cavalieri con stendardi)

Germanici (Cavalieri in battaglia)

Germanico (Cavaliere)

Germanico - Cavaliere (Miniatura)

Germanici (Guerrieri)

Germanico (Guerriero)

Germanico (Guerriero 1290)

Germanici (Guerrieri in battaglia)

Germanico (Guerriero in battaglia)

Germanici (Guerrieri con stendardo in battaglia)

Germanici - Guerrieri (Miniatura)

Germanico - Guerriero (Miniatura)

Germanici - Guerrieri con stendardo (Miniatura)

Germanici (Elmi)

Germanici (Elmo)

Germanici (Scudo)

Germanici (Armi) Germanici (Ascia di guerra)

Germanici (Spada)

Germanici (Spade)

Germania - Migrazione e conquista dei popoli germanici (Cartina 150 - 1066)

Germania ed Europa centrale (Cartina XII secolo)

Impero Germanico (Cartina X-XIV secolo)

Germania - Cartina (Antica illustrazione)

Germania - Cartina (Illustrazione di Allain Mallet)

Germania - Cartina (Illustrazione di Anon)

Germania - Cartina (Illustrazione di C. Malte Brun)

Germania - Cartina (Illustrazione di J. Cooke)

Germania - Cartina (Illustrazione di Johann Maschenbauer e Elias Baeck)

Germania - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Germania - Cartina (Illustrazione di Nicholas de Fer)

Germania - Cartina (Illustrazione di P. Lapie)

Germania - Cartina (Illustrazione di P. Lapie)

Germania - Cartina (Illustrazione di Thomas Starling)

Germania - Wettin Lands (Cartina 1221-1485)

Germania (Cartina)

Germania (Veduta dal satellite)

Germania (Stemma)

Germania (Bandiera)

Alla morte di Enrico III Imperatore del Sacro Romano Impero la madre Beatrice cercò una nuova protezione risposandosi con Goffredo il Barbuto cugino del Papa Leone IX; Goffredo il Barbuto che diviene il Patrigno di Matilde di Canossa, fu un nobile aristocratico dedito alle armi ed alle arti guerresche di indole belligerante, figlio di Gozzellone, Duca di Lotaringia succeduto al padre di Beatrice. Il Patrigno per consolidare il potere suo e dei Canossa e per non dover in seguito dividere i loro possedimenti, impose la promessa di matrimonio combinato tra i due bambini (e cugini di 4° grado) Matilde di Canossa, sua figliastra, e Goffredo il Gobbo, suo figlio naturale. Presto però l'imperatore del Sacro Romano Impero lo costringe a fuggire e ritirarsi in Lotaringia, lasciando nuovamente sole, ma con più possedimenti, Matilde di Canossa e sua madre. Il Papa Vittore II che era ospitato ad Arezzo dai Canossiani, morì nel 1057 venendo succeduto da Papa Stefano IX il fratello del patrigno di Matilde di Canossa che voleva farsi incoronare Imperatore, usufruendo di un vuoto di potere temporaneo; non ci riuscì per la morte del Papa in terra toscana dei Canossa ma senz'altro in quell'epoca la famiglia era la più potente d'Europa.

Stemma di Arezzo

A questo punto il papato decise di sottrarsi alle logiche politiche imposte dai potenti dell'impero introducendo il Conclave dei cardinali, tuttora in vigore; Il pontificato allontanatosi dall'impero si affidò perciò alla tutela dei Canossa i quali grazie al diritto-dovere dell'accompagnamento dei Pontefici, ne finirono per determinare la scelta dei Papi e le loro sorti. Anche il nuovo Papa Benedetto X durò poco e anch'egli morì nella corte di Matilde di Canossa nel 1061, ed a questo punto vennero eletti 2 papi: il Vescovo di Parma Cadalo Pallavicino, come antipapa Onorio II eletto da parte dell'Imperatore ed il Vescovo di Lucca nonché ecclesiastico dei Canossa Anselmo da Baggio, come Papa Alessandro II.

Stemma di Parma

La casata di Matilde di Canossa si oppose all'antipapa Onorio II e dopo varie vicissitudini si concordò di eseguire un nuovo concilio nel cuore del dominio Canossiano, a Mantova. Il Papa Alessandro II preferì non partecipare per timore della sua vita e comunque Alessandro II dimostrò la legalità della sua elezione; i Canossa giudici dal quale dipendeva il “Paparum Ducatus” allora decisero di assegnare il Papato al loro candidato Alessandro II. Matilde di Canossa si ritrovò di nuovo con un Papa amico o parente. Matilde di Canossa alla fine del 1069 andò al capezzale del patrigno Goffredo il Barbuto morente in Lotaringia; prima della sua morte Matilde di Canossa compì il rito di matrimonio col suo lontano cugino e fratellastro Goffredo il Gobbo per assicurare la successione ai titoli e possedimenti, come fu stato stabilito in una clausola del matrimonio del patrigno con la madre Beatrice. Il marito fu un giovane coraggioso e retto ma oberato da difetti fisici, comunque Matilde di Canossa conscia dei doveri nobiliari per i quali era stata educata e con la persuasione della madre, seppur riluttante restò in Lotaringia coabitando col marito e ne rimase incinta nell'autunno 1070; tra la primavera e l'estate del 1071 partorì una bambina che chiamò Beatrice per poter rinnovare il nome della madre, nome molto frequente nella genealogia di Lotaringia. Il parto non fu facile, come quasi tutti i parti del medioevo, e dopo pochi giorni la piccola Beatrice morì. La Beatrice madre fece costruire il monastero di Frassinoro nell'Appennino Modenese come era usanza tra i potenti per "la grazia dell'anima della defunta Beatrice mia nipote".

Stemma di Frassinoro

Durante questo periodo, il più tremendo per la sua vita, Matilde di Canossa rischiò la sua incolumità personale sia a livello fisico per i postumi di un parto difficile che nel medioevo spesso si risolvevano con la morte della madre, e per l'ira del casato di Lotaringia che vedeva di malocchio Matilde di Canossa che non aveva dato un erede al Signore, compito principale, se non unico compito, per le donne dell'epoca. Nel gennaio del 1072 Matilde di Canossa fuggì appena le circostanze le offrirono la possibilità, e rientrò a Canossa, presso la madre. Tra il 1073 ed il 1074 Goffredo il Gobbo rientrò nella penisola italica per riconquistare Matilde di Canossa regalandole possedimenti ed armate ma il suo atteggiamento fu estremamente fermo e rigido verso un potente che anche se oberato da limiti fisici (tra gli altri gozzo e gobba) godeva della stima del Papa e dell'imperatore, e su di questo si costruì il mito di una donna priva di debolezze. Il marito Goffredo il Gobbo, nel 1076 (come riportò Lamberto di Hersfeld) cadde vittima di una imboscata nelle sue terre nei pressi di Anversa: durante la notte spinto da bisogni corporali si recò al gabinetto ed un sicario che stava in agguato gli conficcò una spada tra le natiche lasciandogli l'arma piantata nella ferita.

Stemma di Anversa Bandiera di Anversa

Sopravvissuto a fatica, una settimana dopo, il 27 febbraio 1076 morì lasciando Matilde di Canossa vedova e molti la accusarono di essersi macchiata personalmente di questo crimine “...con la complicità di una serva fedelissima lo fece uccidere in gran segreto mentre stava seduto al cesso, infilandogli la spada nell'ano…” (Landolfo Seniore storico di Milano); comunque come colpevole venne indicato più verosimilmente il Conte fiammingo Roberto. In ogni caso Matilde di Canossa non versò al clero neppure un obolo per l'anima del marito ucciso, ne' fece recitare una messa o dedicò un convento come era d'uso. Il 18 aprile 1076 morì Beatrice, la madre di Matilde di Canossa, e da questo momento, anche se prima aveva già regnato affiancata alla madre, divenne a 30 anni l'unica sovrana incontrastata di tutte le terre che andavano dal Lazio al lago di Garda. Matilde di Canossa fu una fedele alleata di papa Gregorio VII contro Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero durante la lotta per le investiture, che vide contrapposta l'autorità della Chiesa a quella dell'Impero e che culminò con l'umiliazione di Canossa del 28 gennaio 1077.

Matilde di Canossa dona la Tuscia e la Lombardia a papa Gregorio VII (Musei Vaticani - Città del Vaticano)

In questa occasione Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero, per ottenere la revoca della scomunica da parte del papa Gregorio VII, fu costretto ad umiliarsi, dovendo attendere d'entrare davanti al portale d'ingresso del castello di Canossa per tre giorni e tre notti inginocchiato col capo cosparso di cenere mentre imperversava una bufera di neve. In seguito dallo storico compromesso tra i due rappresentanti dei poteri medievali (che però non fu definitivo, dato che ebbe termine solo con il concordato di Worms), Matilde di Canossa ricevette lustro e potere.

Stemma di Worms

Dopo la morte di Gregorio VII a Salerno nel 1085, Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero elesse l'antipapa Clemente III, mentre Matilde di Canossa cercò di riprendere il controllo sulla chiesa, sostenendo la nomina dell'abate di Montecassino, papa Vittore III.

Stemma di Salerno

L'esercito imperiale venne sconfitto dai feudatari di Matilde di Canossa presso Sorbara nel modenese e le armate di Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero dovettero riattraversare le Alpi. A seguito di vari rivolgimenti, venne eletto pontefice il vescovo francese di Ostia, papa Urbano II. Matilde di Canossa riuscì a portare dalla parte della chiesa il figlio dell'imperatore, Corrado. Nel 1091 venne organizzata un'incoronazione farsa a Pavia a cui assistettero Matilde di Canossa e Papa Urbano II, in cui il figlio dell'imperatore Corrado venne nominato Re d'Italia.

Stemma di Pavia

A questo titolo venne aggiunto ben presto quello di Imperatore, in quanto la chiesa considerava decaduto Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero. Matilde di Canossa si trovò improvvisamente a fronteggiare una nuova discesa dell'Imperatore Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero, si preparò al peggio con un matrimonio politico, dato che l'attuale pontefice disgiungeva il potere Vaticano da quello Canossiano, come era stato sino a questo momento, per ultimo fino a Gregorio IV.

Città del Vaticano (Stemma)

Matilde di Canossa si sposò col Duca Welf V di Svevia (italianizzato in Guelfo), figlio del Duca Welf IV, creandosi degli alleati molto potenti come il nuovo Papa Urbano II e il Duca Welf V di Svevia, per contrastare efficacemente il cugino Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero. Matilde di Canossa inviò una lettera al suo prescelto: “Non per leggerezza femminile o per temerarietà, ma per il bene di tutto il mio regno, ti invio questa lettera accogliendo la quale tu accogli me e tutto il governo della Longobardia. Ti darò tante città tanti castelli tanti nobili palazzi, oro ed argento a dismisura e soprattutto tu avrai un nome famoso, se ti renderai a me caro, e non segnarmi per l'audacia perché per prima ti assalgo col discorso. È lecito sia al sesso maschile che a quello femminile aspirare ad una legittima unione e non fa differenza se sia l'uomo o la donna a toccare la prima linea dell'amore, solo che raggiunga un matrimonio indissolubile. Addio”. Matilde di Canossa inviò migliaia di armati al confine della Longobardia a prendere il Duca Welf V di Svevia, lo accolse con onori, organizzò il convito nuziale di 120 giorni con un apparato al quale sarebbe impallidito qualunque sovrano medioevale. Cosma di Praga autore del “Chronicon Boemorum” riportò che dopo il matrimonio, per due notti, il Duca Welf V di Svevia rifiutò il letto nuziale ed il terzo giorno Matilde di Canossa si presentò nuda nella sua beltà su una tavola preparata per l’occasione su alcuni cavalletti dicendogli tutto è davanti a te e non v'e' luogo dove si possa celare maleficio il Duca Welf V di Svevia rimase interdetto e lei nuda ed indignata lo assalì a suon di ceffoni e sputandogli addosso lo cacciò con queste parole vattene di qua, mostro, non inquinare il regno nostro, più vile sei di un verme, più vile di un'alga marcia, se domani ti mostrerai, d'una mala morte morirai…

Stemma di Praga Bandiera di Praga

Il Duca Welf V di Svevia fuggì e di lì in poi fu soprannominato Guelfo l'impotente; Il giovane Duca Welf di Svevia marito di Matilde di Canossa così si separò dopo pochissimi giorni ed ovviamente i due non ebbero mai figli e discendenza. Dopo numerose vittorie tra le quali quella sui Sassoni, Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero si preparò nel 1090 alla sua terza discesa in terra italica per infliggere una sconfitta definitiva alla parte riformista. L'itinerario fu il suo solito, il Brennero e Verona, confine coi possedimenti di Matilde di Canossa che iniziavano a partire dalle porte della città.

Stemma di Brennero

Stemma di Verona

La battaglia si accentrò presso Mantova. Matilde di Canossa si assicurò la fedeltà degli abitanti esentandoli da alcune tasse come il “teloneo” ed il “ripatica” e con la promessa di essere integrati nello status di Cittadini Longobardi col diritto di caccia, pesca e taglialegna su entrambe le rive del fiume Tartaro. La città resistette fino al tradimento del giovedì santo nel quale i cittadini cambiarono fronte in cambio di alcuni ulteriori diritti concessi loro dall'assediante Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero. Matilde di Canossa si arroccò sull'appennino Reggiano attorno ai suoi castelli più inespugnabili nel 1092 e dopo alterne e sanguinose battaglie tra l'intricato sistema poligonale di difesa su cui Matilde di Canossa poteva contare in Val d'Enza, l'esercito imperiale venne preso in una morsa in questa complessa rete di castelli, rocche, borghi fortificati sul quale si era costruito sin da Atto il potere dei Canossa, ed aveva sempre resistito ad ogni attacco che fosse stato portato sull'appennino. Nonostante l'esercito di Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero fosse temibilissimo, fu distrutto dalla “vassalleria matildica” dei piccoli feudatari ed assegnatari dei borghi fortificati che mantennero intatta la fedeltà ai Canossa anche di fronte all'Impero. La conoscenza perfetta dei luoghi, la velocità delle informazioni e degli spostamenti, le posizioni strategiche che occupavano tutti i luoghi elevati della Val d'Enza, aveva avuto la meglio sul potente Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero. Pare che la stessa Matilde di Canossa con un manipolo di guerrieri scelti e fedeli avesse partecipato personalmente alla battaglia galvanizzando gli alleati all'idea di combattere una guerra giusta. L'esercito di Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero fu preso a tenaglia nella vallata ma la sconfitta totale fu più di una guerra persa: Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero si rese conto dell'impossibilità di penetrare quei luoghi asprissimi, ben diversi dalle pianure della Padania o della Sassonia, non si trovava più di fronte ai confini tracciati dai fiumi dell'Europa centrale, ma erano scoscesi sentieri, calanchi, luoghi impervi protetti da rocche agguerrite, da casetorri che svettavano il cielo, e delle quali restano i ruderi nella Val d'Enza, dalle quali scaricavano dardi di ogni genere su chiunque si avvicinasse, lance frecce, giavellotti, con queste armi chi si trovava più in alto aveva spesso la meglio.

Castello di Carpineti

Castello di Castellarano

Castello di Frassinoro Castello di Monte Lucio

Castello di Monte Vetro Castello di Monte Zane

Castello di Montecchio Castello di Montechiarugolo

Castello di Rossena

Castello di Rossena (Interno)

Castello di Rossenella

Castello di San Polo

Castello di Sarzano

Castello di Tarquinia

Dopo la vittoria di Matilde di Canossa molte città come Milano, Cremona, Lodi e Piacenza si appoggiarono alla Contessa Canossiana per sottrarsi al controllo Imperiale.

Stemma della Sassonia Bandiera della Sassonia

Milano - Cartina (Antica illustrazione)

Milano - Cartina (Illustrazione di Baldwin e Cradock)

Milano - Cartina (Illustrazione di Johannes Baptiste Homann)

Milano - Cartina (Illustrazione di Mattheus Seutter)

Milano - Cartina (Illustrazione di P. Schenk)

Milano - Cartina (Illustrazione di Sebastian Munster)

Milano - Cartina (Illustrazione di W. B. Clarke)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano - Cartina (Illustrazione di Willem Blaeu)

Milano (Cartina)

Milano (Antica illustrazione)

Milano - Duomo (Antica illustrazione)

Milano - Duomo (Illustrazione di A. Rouargue)

Milano - Duomo (Illustrazione di Carol Butium)

Milano - Duomo - Interno (Antica illustrazione)

Milano - Duomo - Interno (Illustrazione di J. D. Harding)

Milano (Stemma)

Milano (Bandiera)

Milano - Stemma (Palazzo della Ragione - Milano - Italia)

Milano - Stemma (Galleria Vittorio Emanuele - Milano - Italia)

Cremona (Stemma)

Stemma di Lodi

Piacenza (Stemma)

Bandiera di Piacenza

Il figlio stesso dell'Imperatore Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero, Corrado, soggiogato dal carisma di Matilde di Canossa, si ribellò al padre e cominciò a braccarlo senza tregua. Matilde di Canossa liberò e diede rifugio persino alla moglie dell'Imperatore Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero, Prassede, figlia del Re di Russia ed ex vedova del Marchese di Brandeburgo, che aveva denunciato al concilio di Piacenza del 1095 le inaudite porcherie sessuali che aveva preteso Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero da lei per le quali veniva relegata in una specie di prigionia a Verona.

Brandeburgo (Cartina)

Brandeburgo - Cartina (Illustrazione di Abraham Ortelius)

Brandeburgo - Cartina (Illustrazione di J. Meyer)

Brandeburgo - Cartina (Illustrazione di Johann Christian Schreibern)

Brandeburgo - Cartina (Illustrazione di Peter Schenk e Gerard Valck)

Brandeburgo - Cartina (Illustrazione di T. Brome e C. Baur)

Brandeburgo (Stemma)

Brandeburgo - Stemma (Francobollo)

Brandeburgo (Bandiera)

Si accese dunque una lotta all'interno stesso della famiglia Imperiale che indebolì sempre più Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero. Nel 1111 sulla via del ritorno Enrico V Imperatore del Sacro Romano Impero, la incontrò a Bianello, vicino a Reggio per confermarle i feudi messi in dubbio dal padre Enrico IV Imperatore del Sacro Romano Impero e per conferirle un nuovo titolo. Così il figlio del suo vecchio antagonista creò Matilde di Canossa Regina d'Italia e Vicaria Papale. Ancora oggi in quei luoghi dell'Appennino Reggiano si commemora l'avvenimento dell'incoronazione ogni anno con rievocazioni in costume d'epoca. Matilde di Canossa morì nel 1115. Il suo corpo è attualmente sepolto nella Basilica di San Pietro (Città del Vaticano), nella tomba scolpita da Gian Lorenzo Bernini, unica donna insieme alla regina Cristina di Svezia.

Matilde di Canossa (Statua di Gian Lorenzo Bernini - Basilica di San Pietro - Città del Vaticano)

Matilde di Canossa (Statua di Gian Lorenzo Bernini - Basilica di San Pietro - Città del Vaticano)

Matilde di Canossa (Statua di Gian Lorenzo Bernini - Basilica di San Pietro - Città del Vaticano)

Matilde di Canossa (Statua di Gian Lorenzo Bernini - Basilica di San Pietro - Città del Vaticano)

Cronologicamente venne prima sepolta in San Benedetto in Polirone (San Benedetto Po) poi nel 1633 per volere del papa Urbano VIII la sua salma venne traslata a Castel Sant'Angelo. Nel 1645 i suoi resti trovarono definitiva collocazione nella Basilica di San Pietro. La sua tomba scolpita da Gian Lorenzo Bernini è detta Onore e Gloria d'Italia. Quando alla morte senza eredi di Matilde di Canossa ed alla conseguente estinzione dei Canossa il suo immenso possedimento personale si frantumò, alcuni castelli rimasero in possesso ai discendenti della sorella di Tedaldo (il nonno di Matilde di Canossa) Prangarda, a signori locali e a “Communi Militum” di cavalieri e mercenari, alcuni possedimenti vennero addirittura dimenticati in un vuoto di potere altri semplicemente inglobati nei territori Papali. I Vassalli dei Canossa diedero vita alle dinastie dei Baratti, nel parmense, e degli Attoni (Iattoni o Jattoni) di Antesica e di Beduzzo, nella Val Parma. Dopo la sua morte, attorno al personaggio venne a crearsi un alone di leggenda. Gli agiografi ecclesiastici ne mitizzarono il personaggio facendone una contessa semi-monaca dedita alla contemplazione e alla fede. Lo stesso Dante Alighieri ne sentì parlare e la inserì nel XI canto del Paradiso della Divina Commedia, ponendola nella cerchia dei militanti della fede. In realtà si trattò di un personaggio di forti passioni sia spirituali sia carnali perfettamente in linea coi tempi. Gregorio VII, insieme al monaco Anselmo, la teneva in uno stato di continua esaltazione mistica. Una volta morto Anselmo, Matilde di Canossa, che soffriva di un eczema, per curarsi si strofinò nuda sul tavolo dove fu lavato il cadavere; in occasione dei frequenti attacchi di epilessia cui era soggetta, si calmava palpando l'anello vescovile del defunto che portava al dito. Di orgoglio smisurato di fronte agli uomini, diventava remissiva davanti alle alte cariche ecclesiastiche. Era passionaria, priva di senso d'umorismo e facile al pianto. Si confessava ogni mattina all'alba vestita da popolana penitente ma quando montava a cavallo, si vestiva di tutto punto e si ornava con speroni d'oro. Qualsiasi signore, fosse anche di sangue reale, che passava per le sue terre era tenuto a piegare il ginocchio e riverirla come una sovrana. Sicuramente un personaggio non privo di grandezza, ma solo umana.